EASA lancia un tool per semplificare la valutazione dei rischi a terra

Grande fermento nel settore della Mobilità Aerea Urbana o IAM per usare un acronimo inglese in uso in ambito EASA da esperti e aziende coinvolte.
Il trasporto aereo urbano per via di mezzi prevalentemente elettrici VTOL. a decollo e atterraggio verticale, sta interessando moltissimi stakeholder, compresi ovviamente i produttori, diverse nazioni e relative regioni e comuni, aziende di trasporto, molti cittadini e via discorrendo.

Si chiama CAAT il tool software progettato dalla Agenzia Europea per la Sicurezza sul volo (EASA) il cui scopo è supportare i richiedenti nella determinazione del rischio a terra.

Il Critical Area Assessment Tool si trova all’interno  dall’EASA Innovative Air Mobility (IAM) Hub , una piattaforma digitale unica che riunisce tutti gli attori del sistema europeo, tra i quali citiamo regioni, città, autorithy nazionali, UE, operatori e produttori. Lo scopo di questo pacchetto software è quello di facilitare l’implementazione sicura e protetta delle pratiche IAM.

immagine di iam droni easa

In sostanza come viene spiegato nelle pagine di EASA:

l CAAT può essere utilizzato dai richiedenti per calcolare l’area critica del loro drone, al fine di dimostrare che il loro drone può essere classificato in una classe di rischio al suolo inferiore rispetto a quella assegnata nella tabella delle classi di rischio al suolo SORA.
Ad esempio, secondo la tabella delle classi di rischio al suolo SORA, un drone con una dimensione caratteristica di 3,5 m può avere un’area critica pari a un drone con una dimensione di soli 3 m. In questo caso, una riduzione della classe di rischio al suolo può essere richiesta nel passaggio 2 di SORA.

Lo strumento software di calcolo è fruibili solo previa registrazione sul portale dell’agenzia europea a questo link:
https://www.easa.europa.eu/en/domains/drones-air-mobility/operating-drone/critical-area-assessment-tool-caat

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