Si è conclusa nel mese di settembre la kermesse inglese denominata Drone X, con il focus ovviamente sui droni che ora si chiamano UAS. Importante la declinazione di quest’anno che propende verso l’uso di droni autonomi; forse seguendo le orme dei droni più grandi destinati al trasporto di merci o persone anche in ambito cittadino.
Articolo di Michele Caffagni
Anche nel 2024 mi sono recato come consuetudine alla fiera “Drone X” svoltasi al ExCel Exhibition Centre a Londra nei giorni 24 e 25 settembre. (https://www.dronexpo.co.uk/ )
Per quanti di voi ancora non conoscano questo grande evento d’oltremanica può essere interessante sapere che la fiera “Drone X” è una delle più importanti in UK e racchiude nello spazio dell’ExCel Exhibition Centre l’innovazione e l’efficienza in tutti i campi d’applicazione per gli UAS per il Regno Unito.
Nonostante lo spazio espositivo sia stato leggermente ridotto rispetto agli anni precedenti, gli stand erano variegati e, in particolare, abbiamo avuto modo di incontrare e confrontarci (tra gli altri) con la British Army – Royal Artillery, Atlantic Airways Aviation Academy, Dronedesk, UAVOEM, ZEUS UAV LIMITED e ARPAS-UK.
Con espositori da tutto il mondo, il panorama e la visione del settore diventano davvero ampi e completi, considerato che erano presenti stand cinesi, spagnoli, arabi e italiani, come CRP Technology, così come sicuramente è stato utile partecipare ad alcuni workshop durante le giornate di fiera, per comprendere la direzione che è stata intrapresa da altre nazioni.
Interessante, inoltre, la presenza di rappresentanti delle forze armate australiane che, non avendo uno stand proprio, partecipavano attivamente alla manifestazione fermandosi volentieri a parlare con i presenti.
E non poteva mancare lo stand della CAA, la Civil Aviation Authority (https://www.caa.co.uk/), l’autorità nazionale del Regno Unito.
Sebbene il Regno Unito non abbia formalmente adottato il Regolamento Europeo 2019/947, la CAA ha deciso di introdurre ugualmente le norme del Regolamento come, ad esempio, la categoria Open e la registrazione come operatore UAS che, tuttavia, non sono validi in alcun modo in Europa.

Ho personalmente apprezzato la presenza dello stand della CAA e, considerando che come Ente non avrebbe bisogno di pubblicizzarsi, questo dimostra la grande volontà della CAA di aprirsi agli utenti e alle novità del settore, confrontandosi con il pubblico e acquisendo spunti di riflessione e illustrando al meglio le norme anche a chi, come me, non risiede in UK.
Un’altra scoperta interessante è stata ARPAS-UK. (https://www.arpas.uk/)
Come associazione di piloti, a cui chiunque può iscriversi, riescono a far sentire la propria voce e portano alla luce quelli che possono essere i problemi e le difficoltà degli operatori del settore UAS in UK. In questo modo, creando un fronte comune, si può aprire un dialogo costruttivo con le autorità e con gli operatori, che in questo modo possono davvero sentire di avere un supporto.
Durante l’esposizione, ARPAS-UK ha posto con decisione l’attenzione sulle operazioni SAR (Search and rescue), sull’importanza di migliorare la velocità e la precisione di intervento con UAS, nonché dell’impatto che i nuovi droni possono avere rispetto all’ambiente e alla sua tutela, come ad esempio la prevenzione di incendi o la mappatura dei luoghi a protezione faunistica.
Ricordiamo che nel Bel Paese, ad oggi, solo AOPA Italia ha un ruolo e un peso come quello che potrebbe avere ARPAS-UK.
Tenendo presente che AOPA non nasce come associazione per UAS, ma possiede la sezione aeromobili a pilotaggio remoto, è sicuramente un buon inizio per il nostro settore ma temo possa non essere una soluzione sufficiente a causa dei pochi iscritti e del crescente numero di piloti e operatori del settore che, di conseguenza, richiede un maggior numero di attenzioni e di tutele.
Posso affermare indubbiamente che le parole chiave della fiera “Drone X” 2024 siano “volo autonomo” e “personalizzazione”, per la grande capacità dei moderni UAS di svolgere missioni sempre più complesse e a distanze sempre maggiori con la capacità di impiegare sensori, camere e accessori sempre diversi e adattabili a molteplici scenari operativi, secondo le esigenze e le necessità del singolo operatore.
Anche quest’anno ho partecipato personalmente ad entrambi i giorni di fiera come visitatore in compagnia del mio collega e amico Federico Gotti (CEO di Drone Master SRL) che, in qualità di pilota e operatore di UAS e con un’azienda leader nel settore della sicurezza e dei rilevamenti, mi ha permesso di capire ulteriormente alcuni aspetti tecnici che mi hanno permesso di comprendere e apprezzare maggiormente tutto l’evento.
UAS che puliscono gli edifici con getti ad alta pressione, sistemi anti-drone per la difesa dello spazio aereo, droni cargo per il trasporto di materiale o droni che possono rimanere in volo per 1 ora e mezza sono solo alcune delle meraviglie tecnologiche che si possono trovare al “Drone X” di Londra.
Vi invito davvero a partecipare il prossimo anno, per non perdere questo bellissimo e interessante evento e rimanere sempre con un occhio rivolto al futuro ma anche per soddisfare la curiosità degli appassionati di questo bellissimo settore.




