Con questo illegale sistema Anti-Drone i cartelli messicani sfidano i controlli alla frontiera USA

Nel dinamico e controverso scenario di contrasto alle attività illecite lungo il confine tra Stati Uniti e Messico, le tattiche di sorveglianza e interdizione si evolvono costantemente. Se ormai da anni gli USA si affidano anche ai droni per le operazioni di pattugliamento, adesso una recente indagine condotta da NewsNation rivela che i cartelli della droga messicani stanno rispondendo con innovazioni tecnologiche sempre più sofisticate, in particolare attraverso l’uso di dispositivi di disturbo elettronico (jammer) finalizzati a compromettere l’efficacia dei droni utilizzati dalle autorità di frontiera americane.

L’offensiva high-tech dei Cartelli

Il Cartel del Noreste è all’avanguardia in queste tattiche di contrapposizione, visto che sfrutta dei jammer, strumenti illegali e vietati anche in Italia, che sono capaci di individuare UAS nelle vicinanze, interrompere le comunicazioni tra droni e operatori e causare così il malfunzionamento o la caduta dei dispositivi di sorveglianza. Questi sistemi di disturbo, operativi su frequenze identiche a quelle usate dai piloti di droni, possono rendere inefficaci i comandi degli operatori e sono disponibili in molteplici formati, variando da unità fisse a dispositivi portatili simili a fucili.

L’efficacia di tali dispositivi non va sottovalutata, visto che hanno capacità di disturbo fino a oltre 1,6 km di distanza, e un’efficienza crescente all’allontanarsi del drone dal suo operatore, i sistemi di jamming impiegati dai cartelli rappresentano una seria minaccia per la strategia di sorveglianza di confine degli USA.

La problematica per la U.S. Border Patrol

I droni rivestono un ruolo cruciale per le operazioni delle forze dell’ordine americane nel controllo dei confini, essendo impiegati dalla Border Patrol, dal Dipartimento per la Sicurezza Pubblica del Texas e da altri enti. Questa vulnerabilità alla contraerea non convenzionale dei cartelli pone nuovi e complessi ostacoli.

Il commento del capo sindacale

Brandon Judd, presidente del sindacato della Border Patrol, esprime una critica verso la reattività dell’agenzia di frontiera americana, descrivendo l’avvertimento sulla nuova minaccia come una misura insufficiente e tardiva: “Ecco un bollettino che avverte di essere cauti. Bene, dovrebbero sempre esserlo,” ha dichiarato a NewsNation.

Una corsa agli armamenti tecnologici al confine

Questo sviluppo sottolinea un divario tecnologico crescente. Come sottolinea Judd, i cartelli, non limitati dalle restrizioni di bilancio, stanno superando le agenzie americane in termini di innovazione tecnologica. Con le debite proporzioni, si tratta di un fenomeno simile a quello che accade in Italia coi droni illegali che consegnano merce di contrabbando all’interno degli istituti penitenziari.

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