Mobilità Aerea Avanzata in Veneto: il punto nell’incontro con gli Stakeholder a Venezia

Ieri a Venezia c’è stato un interessante incontro sui piani di sviluppo della Mobilità Aerea Avanzata in Veneto, che in Italia è stata la prima regione ad approvare un protocollo per lo sviluppo di nuove tecnologie per il trasporto di merci e, in futuro, anche di persone. “in quella fascia di spazio aereo al di sotto di una certa quota, ovvero fino a 1000 piedi di altezza (300 metri), dove non volano gli aerei ma potranno farlo i droni, velivoli innovativi a zero emissioni ed a decollo e atterraggio verticale.” – come racconta Elisa De Berti.

Durante l’incontro la Vicepresidente della Regione del Veneto e Assessore alle Infrastrutture e Trasporti, Elisa De Berti, ha fornito agli stakeholder un’ampia panoramica sul futuro di questi innovativi servizi aerei. In particolare, erano presenti anche l’Amministratore Delegato del Gruppo Save, Monica Scarpa, e il Vice Direttore Centrale di Enac, Davide Drago.

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Intercettare e soddisfare i bisogni del territorio

Come riporta il comunicato stampa sul sito della regione, De Berti ha dichiarato che “Insieme con Enac e Save, con i quali lo scorso maggio abbiamo sottoscritto un accordo di collaborazione per la redazione dello “Strumento per la ricognizione del fabbisogno in materia di Mobilità Aerea Avanzata”, oggi abbiamo voluto incontrare gli Enti istituzionali (Città Metropolitana, Province e Comuni capoluogo), l’Anci, le Università, le Ulss regionali, i soggetti che operano nei principali nodi logistici e di trasporto della Regione (autostrade, porti, interporti, aeroporti, aeroporti minori, aviosuperfici), le associazioni di categoria. Obiettivo: rilevare i bisogni del territorio per lo sviluppo di servizi innovativi di mobilità, recependo suggerimenti e orientamenti in merito, anche attraverso la somministrazione di questionari, così da arrivare alla definizione di un quadro dei fabbisogni generali per il Veneto quale laboratorio per nuove tecnologie e nuove forme di mobilità per lo sviluppo di applicazioni e di nuove tecnologie per il trasporto passeggeri e merci condivise con i cittadini”.

Droni a idrogeno nell’aeroporto di Padova

“La sinergia con Enac e Save ha portato un gruppo di imprenditori veneti ad investire, anche tramite Save, in un progetto sperimentale che, nell’aeroporto di Padova, utilizza droni a idrogeno per il trasferimento di merci sanitarie, un fiore all’occhiello a livello nazionale – ha aggiunto la Vicepresidente De Berti. L’auspicio è che le attività che stiamo testando diventino, nel prossimo futuro, un importante elemento di potenziamento della mobilità in Veneto, sia nell’ambito della logistica sia in quello del trasporto di persone, con una visione della mobilità sempre più integrata e sostenibile”.

Vale la pena ricordare che il drone a idrogeno a cui fa riferimento la De Berti ha già compiuto il suo volo inaugurale nei cieli di Venezia circa un anno fa, quando – come vi raccontammo in questo articolo – si occupò di trasferire materiale biomedicale dalla banchina del Terminal Passeggeri di Venezia ad un’autoambulanza diretta all’Ospedale di Mestre.

Il modello di drone protagonista del video è in grado di percorrere fino a 100 km, trasportando complessivamente 5 kg di materiali e consumando, per il volo a pieno carico, solo 340 grammi di idrogeno verde ad una velocità massima di 55 km/h.

Per approfondire

Chi fosse interessato ad approfondire i temi dell’incontro, può farlo recuperando il materiale della presentazione attraverso questo link su Google Drive.

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