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Il Natale è alle porte, e i produttori di droni si scatenano. Con risultati alterni: da un lato DJI continua a mietere successi con l’ennesimo upgrade della sua fortunata famiglia Mini, i droni senza patentino che mietono sempre più successi e consensi, ora addirittura con Mini 5 Pro con un sensore da un pollice, roba mai vista sui droni tascabili.
Dall’altra, la fretta gioca brutti scherzi a V -Copter Falcon Mini, che debutta senza marca di classe C0 e con seri problemi al comparto batterie: insomma, un disastro, speriamo che i produttori possano metterci presto una pezza. Quando succederà, ovviamente non mancheremo di parlarne.
In questo autunno caldo, specialmente sui fronti di guerra, era inevitabile che anche i nostri droni prendessero una fama sinistra, poco importa che – secondo l’Osservatorio DJI – 1054 persone sono state salvate da droni in più di 40 paesi, su 618 incidenti registrati, anche in Italia. Noi siamo fermamente convinti che i droni non sono affatto macchine di morte ma al contrario preziosi alleati per il lavoro, per la vita di tutti i giorni e ovviamente anche per la protezione civile. Perciò in questo numero di Dronezine abbiamo dedicato più spazio del solito ai droni usati per le operazioni di salvataggio, ricerca e soccorso.
Ovviamente, perché i droni possano dimostrare tutto il loro potenziale come macchine amiche dell’ambiente e delle persone, bisogna saperli usare bene e superare le tante, troppe difficoltà normative e operative; in una lunga intervista, padre e figlio Dall’Asta ci raccontano come sono riusciti ad ottenere una autorizzazione per volare in BVLOS non come spesso accade in condizioni sperimentali ma operative.
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