Rumors DJI Lito e Lito X1: davvero DJI ha in mente un ulteriore drone leggero?

DJI è abituata a presentare i suoi nuovi droni con video spettacolari, teaser studiati al millimetro e una comunicazione che non lascia nulla al caso, ma il tutto è solitamente anticipato da mesi di rumors, di foto trapelate online che ritraggono droni misteriosi, che potrebbero (o potrebbero non) essere una versione rivoluzionaria di un modello esistente.

È sull’onda di questo comprovato stile di marketing che va inquadrato DJI Lito, che (non senza una certa sorpresa) potrebbe essere un ulteriore modello sotto i 250 grammi. Per il momento nessun trailer, nessuna immagine ufficiale, nessuna dichiarazione. Solo documenti, qualche rumor insistente e una singola foto – nemmeno a dirlo postata su X dal noto leaker Igor Bogdanov, alias Quadro_News – che mostra quella che sembra essere una gamba di atterraggio.

È poco, pochissimo, ma trattandosi di DJI ce n’è abbastanza per accendere la curiosità e dare il via alle speculazioni.

La foto che fa discutere

Oltre ai documenti, esiste una sola immagine associata a Lito. Non mostra un drone completo, né una scocca riconoscibile. Mostra solo una porzione di struttura che assomiglia in modo piuttosto convincente a una gamba di atterraggio.

È un indizio debole, ma simbolicamente potente. A questo punto, immaginare che Lito non sia un drone richiede più fantasia che accettare l’ipotesi opposta.

Quello che sappiamo davvero: i documenti FCC

Le uniche informazioni concrete, come riporta il sito DroneXL.co, arrivano da alcune certificazioni FCC. Nei documenti compaiono due dispositivi distinti: DJI Lito 1 e DJI Lito X1. Il primo risulta approvato l’11 dicembre 2025 con FCC ID SS3 DGN12, il secondo il 27 novembre 2025 con FCC ID SS3 DGP14.

Due identificativi diversi, due approvazioni separate: un dettaglio che solitamente indica due prodotti fisici differenti, non una semplice variante di nome o un errore burocratico.

etichetta batteria dji lito e lito x1
Credit: Quadro_News su X.com

 

Dalle etichette, entrambi i dispositivi supportano connettività multi-banda a 2.4 GHz, 5.2 GHz e 5.8 GHz, oltre a Bluetooth Low Energy e Wi-Fi fino allo standard 802.11ax, noto come Wi-Fi 6. È un insieme di specifiche radio che ricorda molto da vicino quello dei droni DJI più recenti.

Nei documenti compare anche un elemento interessante: la presenza di una radio SDR, Software Defined Radio. Significa che il comportamento della trasmissione non è vincolato rigidamente all’hardware, ma gestito via software, con potenziali vantaggi in termini di stabilità del segnale e adattamento alle interferenze.

Altro dettaglio rilevante è la classificazione di esposizione RF a 200 mm, tipica di dispositivi mobili utilizzati vicino alle persone, ma non indossati. Una categoria che si adatta bene a piccoli droni e molto meno a dispositivi fissi.

Infine, una precisazione che vale la pena fare: l’antenna del Lito X1 è indicata come 1.5 dBi, non 15 dBi. Un valore coerente con un’antenna omnidirezionale compatta, pensata per un oggetto che si muove nello spazio e non per un sistema direzionale ad alta potenza.

Due modelli, due ruoli? Qui iniziano le speculazioni

Secondo alcune ricostruzioni, Lito 1 potrebbe posizionarsi come un modello entry-level, pensato per chi cerca semplicità e leggerezza, mentre Lito X1 sarebbe la versione più avanzata, destinata a un pubblico più esigente. L’ipotesi segue una logica coerente con la struttura storica della gamma DJI: un modello base e uno più evoluto, entrambi sotto la soglia dei droni “importanti”, ma capaci di coprire esigenze diverse.

Possiamo idealmente pensare a una differenza “sostanziale” simile a quella che distingue, ad esempio, il DJI Mini 3 e il DJI Mini 3 Pro.

Sensori, trasmissione e funzioni autonome: sogni o possibilità?

I rumor più ottimistici parlano di sensori di evitamento ostacoli a 360 gradi, ottiche fisheye, sensori simili a LiDAR con portata intorno ai 10 metri, rilevamento dell’altitudine a infrarossi e resistenza al vento fino al Livello 5. Si citano anche display frontali, indicatori LED e sistemi anti-interferenza basati proprio sulla radio SDR.

Altri tirano in ballo modalità autonome (che ormai sono una certezza), controllo gestuale, comandi vocali e utilizzo tramite app, elementi che suonano affascinanti ma che, al momento, non hanno alcun riscontro ufficiale.

Particolarmente delicata è la questione della trasmissione. L’espressione “SDR Transmission 2 Transceiver” presente nei documenti FCC ha spinto alcuni a ipotizzare un sistema di collegamento molto avanzato, forse paragonabile o superiore agli standard OcuSync più recenti. Qualcuno arriva persino a immaginare integrazioni cellulari e scenari di volo oltre la linea di vista.

Qui il salto è notevole. Nei documenti non c’è alcuna conferma esplicita di connettività cellulare o capacità BVLOS. È un’idea interessante, ma al momento resta nel campo delle speculazioni più audaci.

Batterie, peso e prezzo: tutto torna, ma nulla è certo

Anche su autonomia e memoria interna circolano ipotesi piuttosto “razionali”: una batteria standard sotto i 250 grammi con circa 30 minuti di volo (che ormai possiamo considerare un po’ uno standard per i droni consumer DJI), una batteria maggiorata capace di avvicinarsi ai 50 minuti superando però la soglia di peso, e uno storage interno differenziato tra i due modelli, affiancato dal supporto a schede SD.

Le stime di prezzo seguono lo stesso schema: Lito 1 in una fascia accessibile, Lito X1 più vicino ai modelli leggeri premium. È tutto plausibile, coerente, ma ancora una volta non ufficiale.

Tra realtà e aspettative

DJI Lito, oggi, è un puzzle incompleto. I pezzi certi sono pochi: due dispositivi certificati, un’architettura radio avanzata, una foto che suggerisce un mezzo volante. Tutto il resto è costruito su interpretazioni, precedenti storici e desideri della community.

Eppure, messi insieme, questi elementi rendono difficile ignorare l’idea che DJI stia lavorando a una nuova famiglia di droni leggeri. Forse destinati a rinnovare l’ingresso nel mondo DJI, forse pensati per i creator che cercano qualcosa di compatto ma evoluto. Potrebbe essere un re-impasto del concetto del DJI Flip, che non ha convinto del tutto gli utenti, o magari un concetto tutto nuovo per soppiantare l’ormai attempato DJI Mini 4k.

Staremo a vedere.

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