Nel mese di gennaio appena trascorso le isole maggiori italiane sono state massacrate prima dell’uragano Harry, poi dal maltempo in generale.
In questi giorni invece tocca ancora alla Sicilia e per la precisione a Niscemi in provincia di Caltanissetta; laddove una frana sta mettendo a dura prova il territorio e i cittadini.
Ma è proprio in questi momenti che si può misurare l’efficacia delle nuove tecnologie di monitoraggio.
In queste ore, i piloti di Southdrone sono impegnati in un’operazione complessa su un’area di ben 800 ettari attorno al paese.
L’obiettivo su incarico della Protezione Civile e delle amministrazioni locali, è quello di realizzare un’aerofotogrammetria d’urgenza per individuare crepe e fratture invisibili da terra che potrebbero anticipare nuovi smottamenti.
Mentre la società AL.PI. SCAN si occupa dell’elaborazione digitale, i piloti di Southdrone stanno gestendo operazioni di volo tutt’altro che scontate.
Non è solo il maltempo incessante che sta colpendo la Sicilia a rallentare i lavori, ma anche uno spazio aereo congestionato dalla presenza di elicotteri delle forze dell’ordine e, purtroppo, da troppi droni di curiosi che complicano le manovre di sicurezza.
Nonostante le difficoltà, il lavoro prosegue con estrema precisione: ogni giorno i dataset vengono consegnati per essere processati immediatamente, fornendo ai tecnici mappe aggiornate per pianificare gli interventi.
È un esempio concreto di come gli UAS siano sempre più strumento operativo indispensabile in scenari critici, dove la velocità nel recuperare dati precisi può fare la differenza nella gestione di un’emergenza.





