Il Drone Subacqueo FlatFish di Saipem supera i test con Petrobras e si prepara alle operazioni offshore

Il drone subacqueo FlatFish di Saipem, del quale avevamo parlato anche in questo articolo, compie un passo decisivo verso l’impiego operativo. La piattaforma autonoma per ispezioni sottomarine ha infatti completato con successo una fase chiave del progetto sviluppato insieme a Petrobras, aprendo la strada alla fase finale in ambiente reale.

Test superati: verificata l’autonomia e la qualità dei dati

Come spiega il comunicato ufficiale sul sito di Saipem, i Test di Accettazione Funzionale (previsti dal contratto assegnato nel 2023) rappresentavano un passaggio cruciale, che aveva l’obiettivo esplicito di verificare che tutte le funzionalità richieste rispettassero gli standard tecnici e operativi stabiliti.

Dall’autonomia di missione alla qualità dei dati raccolti, ogni aspetto è stato validato in ambiente controllato, e il risultato positivo ha portato Petrobras ad autorizzare il passaggio alla fase conclusiva del progetto.

Trieste al centro della sperimentazione

La campagna di test si è svolta presso il centro di collaudo per droni subacquei di Saipem a Trieste. Durante le prove, condotte alla presenza dei rappresentanti di Petrobras, FlatFish ha dimostrato tutte le sue capacità operative, dimostrando un progresso significativo nel campo della robotica subacquea.

Missioni autonome e ispezioni avanzate

Nel corso dei test, il drone ha eseguito numerose missioni completamente autonome. Tra queste:

  • Ispezioni di strutture sottomarine
  • Controllo di condotte
  • Misurazioni della protezione catodica
  • Valutazioni dello spessore delle pareti

Si tratta di attività fondamentali per il monitoraggio delle infrastrutture offshore, svolte senza intervento diretto umano.

Verso le acque ultra-profonde del Brasile

Dopo il successo dei test, il progetto entra nella sua fase finale. L’obiettivo è l’implementazione completa della tecnologia FlatFish in un contesto offshore reale, nelle acque ultra-profonde del Brasile.

Questo passaggio rappresenta un banco di prova fondamentale per la maturità operativa del sistema.

Il progetto Hydrone e il futuro della robotica subacquea

FlatFish è stato sviluppato nell’ambito di Hydrone, il programma di robotica subacquea di Saipem. L’iniziativa punta a creare una famiglia di robot capaci di eseguire ispezioni autonome fino a 3.000 metri di profondità.

Saipem continua a investire in soluzioni avanzate per la robotica subacquea, con applicazioni che spaziano da acque poco profonde a scenari ultra-profondi. Le tecnologie sviluppate includono sistemi residenti e semi-residenti, progettati per abilitare operazioni completamente autonome.

In questo percorso, la collaborazione di lungo periodo con Petrobras si conferma strategica, contribuendo allo sviluppo di capacità chiave per l’industria dell’energia offshore.

Un passo avanti per l’ispezione autonoma

Il successo dei test segna un’evoluzione concreta nel modo in cui vengono gestite le ispezioni sottomarine. L’impiego di droni autonomi come FlatFish apre nuove prospettive in termini di efficienza, sicurezza e continuità operativa.

La fase offshore sarà determinante per confermare queste potenzialità sul campo.

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