Prevenire gli incendi con i droni, presentazione di un progetto pugliese

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Estate, temperature alte e  sole cocente;  un mix di ingredienti che come tutti gli anni miete vittime nel mondo della flora devastando ettari su ettari di vegetazione, magari proprio nelle zone dove di alberi ce ne sono già pochi.

Poter prevenire o meglio ancora ipotizzare le zone maggiormente a rischio utilizzando moderne tecnologie a costo relativamente contenuto e a basso impatto ambientale, potrebbe essere una azione molto interessante da intraprendere.
Ovviamente questo studio non evita il proliferare degli incendi dolosi a fini di lucro, ma renderebbe edotte e coscienti le amministrazioni regionali o comunali degli eventuali rischi di incendi boschivi durante la bella stagione.

Il progetto sottoposto al vaglio della Protezione Civile della Regione Puglia nello scorso giugno da parte di Cristian Caracuta e da ing. Francesco Marra di Salento Droni, ha come obiettivo quello di creare, attraverso una valutazione cromatica e una matrice del rischio, una mappa tematica delle zone sensibili.
Per ottenere tali mappe circostanziate, possono venir utilizzati sia i droni multirotori sia i droni ad ala fissa, equipaggiati con camere multispettrali – le stesse usate per creare le mappe di vigore NDVI nel settore agricoltura di precisione con i droni.

Le piante e l’infrarosso

Le piante ci appaiono verdi perché riflettono la radiazione verde, mentre assorbono la radiazione rossa e blu usate per la fotosintesi.
Nella luce infrarossa, le foglie e la vegetazione in generale hanno una grande riflettività, pertanto risultano molto più “luminose” degli oggetti inanimati.
La componente della pianta responsabile della riflessione dell’infrarosso è la clorofilla: più clorofilla equivale a una maggiore riflessione dell’infrarosso.

Indice NDVI

Il Normalized Difference Vegetation Index (NDVI) è un indice dell’attività fotosintetica della pianta. La vegetazione foto sinteticamente attiva, assorbe la maggior parte della luce rossa (RED), riflettendo invece gran parte della luce nel vicino infrarosso (NIR).
La vegetazione morta o stressata riflette di più la luce rossa e di meno quella nel vicino infrarosso.

Calcolando il rapporto tra le bande del vicino infrarosso e del rosso, può essere definito l’indice di vegetazione NDVI:

ndvi

Le immagini NDVI realizzate permettono di scoprire problemi quali la carenza di nutrienti, la presenza di infezioni parassitarie o le condizioni di stress idrico.

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Riprese multispettrali

Le camere multispettrali registrano tre canali come una normale macchina fotografica, ma uno dei canali è sostituito dal canale infrarosso. Ogni foto sarà quindi composta da due colori visibili più l’infrarosso.
L’immagine che si ottiene dopo l’elaborazione è detta foto a falsi colori in cui il rosso rappresenta le aree di massima vitalità.

Correlazione tra stato di salute della pianta e rischio incendio

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Le immagini a falsi colori sono chiamate “Mappe di Vigore”.
Le mappe di vigore sono l’espressione dello stato di salute della vegetazione.
E’ possibile rappresentare una mappa di vigore secondo il livello di idratazione della pianta.
Una pianta poco idratata significa: – infiammabilità’ – velocità di  combustione e di conseguenza: maggior rischio di innesco incendio, durante i periodi di forte caldo e basso tasso di umidità.
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Viene associata alla mappa di vigore una Matrice del Rischio.
La matrice del rischio indica la probabilità di innesco incendio in funzione del livello di idratazione della pianta e della temperatura dell’aria al suolo.
Viene elaborata una Carta Tematica basata sugli indicatori della Matrice del Rischio.

Avere una mappatura delle zone sensibili significa:

  • conoscere preventivamente il rischio
  • gestire consapevolmente l’avvenimento
  • conoscere il magnitudo del danno sul territorio
  • migliore impiego delle forze civili
  • migliori procedure di sicurezza condivise con gli enti comunali

fonte Progetto Salento Droni

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