Video: Quasi 3 mila Droni ricreano le Torri Gemelle nel cielo di New York per ricordare l’11 settembre

Per qualche minuto le Torri Gemelle sono tornate a illuminare il cielo di New York, anche se solo per finta. Il merito va a 2.977 droni, che hanno volato sopra il porto per ricreare il profilo degli edifici a grandezza architettonica reale.

Il numero, come spiega questo articolo su Drone XL, non è stato scelto per caso: ogni drone rappresentava una delle 2.977 persone uccise negli attentati dell’11 settembre 2001.

Lo spettacolo pubblico e gratuito, chiamato “2,977 Lights Over New York Harbor”, si è svolto mercoledì sera, due giorni prima del 25° anniversario degli attentati. A realizzarlo è stata Sky Elements insieme al direttore creativo Addison Mehr, nell’ambito di un progetto sponsorizzato della New York Foundation for the Arts.

Una luce per ogni vittima dell’11 settembre

Alla progettazione hanno partecipato anche familiari delle vittime e primi soccorritori dell’11 settembre, e naturalmente la musica faceva parte del racconto, visto che la colonna sonora comprendeva “On the Transmigration of Souls” di John Adams, composizione scritta per le vittime.

Nel cielo, invece, le torri create dai droni si affiancavano al Tribute in Light, i fasci luminosi allo xeno che accompagnano ogni anno l’anniversario. Secondo i produttori, le due installazioni erano state pensate proprio per dialogare tra loro.

Questa volta il record non contava

L’azienda Sky Elements è abituata a lavorare persino con numeri maggiori di droni, visto che ha già fatto volare quasi 5000 droni contemporaneamente e detiene almeno 17 Guinness World Records. Nel dicembre precedente, per esempio, aveva utilizzato 4.979 droni per creare sopra Las Vegas una formazione dedicata a Vecna e stabilire un nuovo record.

In questo caso però non c’era nessun record da battere, ma solo un tributo e un numero simbolico di grande importanza

Prima delle torri, una spirale nel cielo

La ricostruzione delle Torri Gemelle non è stata l’unica figura realizzata durante lo spettacolo. Prima di comporre i due edifici, ad esempio, i droni si sono raccolti formando una grande spirale ascendente.

Una scelta con un significato preciso. Secondo i produttori, quella forma richiamava il World Cultural Center proposto dal team THINK per la ricostruzione del World Trade Center. Il progetto, che non venne realizzato, immaginava due strutture aperte a reticolo costruite attorno alle impronte originali delle torri, senza toccarle. Così, almeno per qualche istante, i droni hanno portato sopra New York anche l’immagine di un edificio rimasto soltanto sulla carta.

L’idea di Studio Drift: ricostruire l’architettura con la luce

Come consulente artistico ha partecipato al progetto anche Studio Drift, collettivo di Amsterdam fondato nel 2007 da Ralph Nauta e Lonneke Gordijn.

Nauta ha raccontato a NOS che l’idea per New York era nata due anni prima, durante una passeggiata in città, ma il lavoro dello studio sulle architetture ricreate con i droni era cominciato già alcuni anni prima. Dopo l’incendio di Notre Dame del 2019, Studio Drift aveva infatti iniziato a studiare come utilizzare la luce al posto della pietra per far riapparire edifici perduti o incompleti. Dal 2020 questa tecnica è stata applicata anche al Colosseo e alla Sagrada Familia.

2.977 droni in hovering e il rischio vento

Dietro un’immagine così semplice da leggere c’era anche una difficoltà pratica: mantenere 2.977 droni nelle posizioni necessarie per conservare nitido il profilo delle torri. Ralph Nauta, che non ha potuto raggiungere New York e ha seguito lo spettacolo a distanza, ha spiegato a NOS che il vento era la variabile che nessuno poteva controllare.

Ogni drone doveva raggiungere il proprio punto assegnato, mentre l’intera formazione arrivava all’altezza originale delle torri. Una brezza abbastanza forte avrebbe potuto sfocare il profilo o, nelle condizioni peggiori, lasciare a terra tutta la flotta.

La data dello spettacolo è stata decisa anche dalla sicurezza

Far volare quasi tremila droni sopra il porto di New York ha richiesto un importante lavoro anche sul fronte delle autorizzazioni. IDEKO si è occupata dei permessi federali e cittadini, oltre che delle operazioni di sicurezza.

Le valutazioni sulla sicurezza hanno inciso persino sulla scelta del giorno. Nauta ha raccontato a NOS che era stata richiesta l’autorizzazione per il 10 settembre, ma il permesso era stato negato proprio per motivi di sicurezza. Il volo è stato quindi autorizzato per il 9.