Trattandosi di tecnologia molto recente e proiettata verso una continua avanguardia, siamo abituati a leggere notizie sui droni che arrivano dai Paesi più avanzati, come la Cina o gli USA. Ogni tanto qualcosa arriva anche da altre nazioni, Italia inclusa, ma questa volta approfittiamo di una notizia che arriva dall vicina Bosnia per fare il punto su come sta crescendo il settore droni nella macro area balcanica.
Di recente, Elektroprenos BiH, società responsabile della trasmissione dell’energia elettrica in Bosnia-Erzegovina, ha affidato alla società BN Pro di Sarajevo una fornitura destinata alle ispezioni delle proprie infrastrutture. Nel complesso, i droni controlleranno una rete di circa 6.500 chilometri, con oltre 320 linee elettriche. L’obiettivo è individuare più rapidamente anomalie, guasti e danni, rendendo più efficienti le attività di monitoraggio.
Come dicevamo, la notizia offre però anche l’occasione per allargare lo sguardo ad altre esperienze della regione: dalla sperimentazione dei servizi digitali per il traffico dei droni alla formazione del personale impegnato nella prevenzione dei rischi. Il filo comune è il passaggio dal velivolo come dispositivo alla sua integrazione nel lavoro quotidiano di tecnici, amministrazioni e servizi pubblici.
Una fornitura da quasi 40mila euro
Il contratto, sottoscritto il 27 ottobre, ha un valore di 66mila marchi convertibili, equivalenti a circa 33.746 euro, importo che sale a circa 39.483 euro aggiungendo l’IVA. La fornitura è stata assegnata a BN Pro, con sede a Sarajevo, attraverso una procedura di gara pubblica.
Hanno partecipato tre società, ma soltanto una delle offerte è stata considerata ammissibile. Il criterio di aggiudicazione previsto era quello del prezzo più basso. Si tratta dunque di un investimento circoscritto, destinato ad affiancare nuovi strumenti alle attività di controllo della rete di trasmissione.
Controllare una rete di 6.500 chilometri
Elektroprenos BiH, con sede a Banja Luka, gestisce oltre 320 linee elettriche, per una lunghezza complessiva di circa 6.500 chilometri. È questa estensione a dare la misura del lavoro di sorveglianza e manutenzione: verificare le condizioni di un’infrastruttura distribuita sul territorio richiede controlli periodici e la capacità di approfondire le criticità quando emergono.
I droni saranno destinati alle ispezioni ordinarie e straordinarie delle linee di trasmissione. Il loro impiego punta a rendere più rapida l’individuazione di problemi che potrebbero comprometterne il funzionamento. La finalità dichiarata è migliorare l’efficienza del monitoraggio e contribuire alla sicurezza della rete e alla continuità dell’approvvigionamento elettrico.
Dall’anomalia all’intervento
L’utilità attesa riguarda soprattutto la tempestività con cui vengono riconosciuti eventuali guasti o danneggiamenti. Individuare un problema lungo una linea permette di orientare le successive verifiche e le attività di manutenzione. In questo senso, il controllo aereo entra in un processo più ampio, che parte dall’osservazione delle infrastrutture e arriva alla gestione delle criticità rilevate.
Il drone diventa quindi uno strumento a disposizione di chi deve valutare lo stato della rete. Il valore operativo dipenderà dalla capacità di collegare le informazioni raccolte alle decisioni dei tecnici.
Uno sguardo ai Balcani che innovano
Altre esperienze regionali aiutano a mettere a fuoco questo passaggio.
Lo scorso 2 ottobre 2026, nel porto croato di Rijeka, il gruppo U-space di FAB CE ha realizzato una dimostrazione integrata con voli automatizzati su rete 5G, servizi digitali di gestione del traffico e coordinamento con l’aviazione convenzionale. Tra i partecipanti figuravano Croatia Control, l’autorità portuale e il produttore croato ORQA. Si trattava di una dimostrazione, non di un servizio ordinario già attivo.
Su un altro fronte, ASB ha annunciato l’11 dicembre 2025 un programma per dotare 12 comunità locali di Bosnia-Erzegovina, Serbia e Kosovo di un drone ciascuna e formare il personale per la prevenzione dei rischi. Il Comune bosniaco di Kiseljak ha comunicato il 21 gennaio 2026 la consegna del mezzo e la formazione del pilota. Due percorsi diversi, accomunati dall’attenzione a strumenti, competenze e integrazione nei servizi.
Il banco di prova sarà il lavoro sulla rete
Elektroprenos BiH ha una proprietà condivisa dalle due entità del Paese: la Federazione di Bosnia-Erzegovina detiene il 58,9% del capitale, mentre il 41,1% appartiene alla Repubblica Srpska. La società opera quindi su un’infrastruttura di interesse nazionale, essenziale per il sistema elettrico bosniaco.
La fornitura a BN Pro introduce un ulteriore strumento nel controllo di questa rete, sebbene il suo contributo andrà valutato quando saranno disponibili riscontri sull’impiego nelle ispezioni.
Intanto, insieme alle esperienze di Rijeka e Kiseljak, quest’ultima notizia conferma una volta di più iniziative di adozione, formazione e sperimentazione coi droni nei Balcani, una realtà da seguire sia perché vicina geograficamente, sia per le tante potenzialità ancora inespresse che potrebbero invece lanciare uno sviluppo più marcato per questo settore nei prossimi anni.




