Finalmente l’Olanda dice basta con la vergogna delle aquile usate per combattere i droni

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Risultati fallimentari e costi alti hanno spinto la polizia olandese a farla finita con il vergognoso programma che prevedeva aquile per difendere gli aeroporti dai droni. “Una soluzione low tech a un problema high tech” dichiaravano solo 18 mesi fa  i responsabili. Senza curarsi del rischio inutile a cui esponevano i poveri pennuti, che si sono ammutinati.

Eliche che tagliano come rasoi, droni da un chilo veloci e duri, prede decisamente diverse dalle lepri che le aquile predano per istinto. Costrette a fronteggiare una lotta che non sono geneticamente programmate per combattere, le povere aquile antidrone in forza alla polizia olandese hanno gettato la spugna dopo risultati miserabili. Tanto che il programma è stato cancellato: nonostante ben cento uccelli “addestrati” siano stati dispiegati negli aeroporti olandesi, fortunatamente non c’è nessuna evidenza che siano  entrare davvero in azione, al di là dei test, visto che la minaccia dei droni negli aeroporti è più una leggenda urbana che una realtà.

Dimostrando un ammirevole spirito di iniziativa, a quanto riporta il sito Dutch News pare che alcune aquile si siano tra l’altro rifiutate di seguire gli ordini e una volta liberate se ne sono semplicemente andate per i fatti loro (sarà mica un caso di flyaway pennuto?), magari attraversando allegramente le piste dell’aeroporto, chissà (questo lo immaginiamo noi non c’è nessuna prova che sia successo o che potesse succedere).

Risultato, un sacco di soldi buttati per nulla.  Speriamo che anche l’Inghilterra, che aveva seguito il pessimo esempio olandese, rinsavisca e la pianti di far correre rischi inutili alle aquile, o almeno che le aquile inglesi facciano come quelle olandesi e appena liberate se ne vadano a cercare una succosa lepre invece di un indigesto Phantom. La lotta antidrone va fatta con le armi dell’intelligenza e della tecnologia tecnologia, non con un pericoloso circo equestre. 

Comunque nessun aquila è rimasta ferita e nessun drone usato per i test è sopravvissuto, quindi tutto è bene quel che finisce bene. Tra l’altro la polizia olandese ha intenzione di smetterla anche con i ratti usati per annusare sigarette, polvere da sparo e altre castronerie portate dai passeggeri. Altra buona notizia, sempre che ratti e aquile appena liberate dalle surreali incombenze aeroportuali non si incontrino fuori dai cancelli di Schipol, altrimenti per le povere pantegane potrebbe finire davvero male, anzi, malissimo.

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