Così abbiamo ripreso con il drone l’accensione dell’albero di Natale di Piazza Duomo a Milano

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Marco Ferrara e Salvatore Grita, entrambi di High View, sono gli operatori che hanno portato a termine una spettacolare quanto delicata operazione specializzata: la ripresa dell’accensione dell’albero di Natale di Milano, su una Piazza Duomo gremita da quasi 40 mila persone, al crepuscolo e in pieno inverno. E ci raccontano come hanno fatto e come è andata

Marco Ferrara (con il giubbetto da pilota di SAPR) in Piazza Duomo prima del volo

Un team affiatato, due droni completamente diversi per prestazioni e possibilità normative (un Phantom 4 Pro e uno Spark “trecentizzato”) hanno fatto l’impresa: riprendere, per conto di Sky, la cerimonia di accensione dell’albero di Natale di Milano. Favoriti anche da una tregua al gelo polare che in questi giorni sta attanagliando la metropoli meneghina. I due droni hanno caratteristiche e possibilità normative completamente diverse: il Phantom, più pesante e potente, non può volare sulle perone, mentre il piccolo trecentino può sorvolare persone sparse e avvicinarsi (ma non sorvolare) agli assembramenti di persone, come quello gigantesco che riempiva completamente Piazza Duomo. I protagonisti ci raccontano com’è andata

Marco e Salvatore, prima la masterclass di Yoga OYSHO, poi iDays a Monza, una manifestazione musicale con circa 120 mila spettatori, Deejay Ten, maratona non competitiva sempre in centro a Milano. E adesso le riprese alla cerimonia di accensione dell’albero di Natale di Milano, in una piazza Duomo zeppa di persone, ormai siete famosi per le operazioni specializzate impossibili: come avete cominciato?

Il trecentino in volo sullo sfondo del Duomo

Ci siamo conosciuti sul gruppo facebook DJI Phantom 3 Italia (ai tempi si chiamava così ora semplicemente DJI Phantom Italia) che raduna appassionati di droni. Salvatore è venuto a fare da supporter per l’operazione “Stramilano” e da lì poi con varie coincidenze ci siamo ritrovati a lavorare assieme, adesso collaboriamo in maniera stabile per i grossi eventi.

Che autorizzazioni ci vogliono, e quindi quanto tempo e quanti soldi servono per avere i permessi per fare cose del genere? Tra l’altro tutta Milano è in una ATZ…

Beh, sempre le solite, ENAC, ENAV, Prefettura, Ministero della Giustizia e, per ultimo, il Gabinetto del Sindaco. Per ottenere i permessi su Milano ci vogliono i 94€ di diritti ENAC ed i 440€ ogni 4 ore di ripresa al Comune di Milano.

Parliamo della tua ultima operazione, l’accensione dell’albero di Piazza Duomo: puoi dirci chi era il committente, e perché si è rivolto a te?

Sono stato contattato da Pirana Films (incaricata da Integer per le riprese dell’evento, che poi sono state trasmesse dalla rete Sky) in quanto gli era stato richiesto espressamente di avere delle riprese con Drone e, cercando in internet, hanno trovato la mia intervista di Dronechanneltv.it e Dronezine per la Stramilano, da lì hanno pensato che avendo già volato in piazza Duomo sarei potuto essere la persona giusta.

Per questa operazione hai usato sia un drone Vl/Mc, un Phantom 4 Pro, sia un DJI “Trecentino”: come mai due macchine così diverse?

Le richieste erano molto complesse, si trattava di volare appena dopo il tramonto (sempre comunque entro i 30 minuti dopo il tramonto quindi non in VLOS notturno) e volevano sia delle riprese ravvicinate che a campo lungo. Per il campo lungo avevamo la possibilità di ricavare un’area interdetta alle persone che permetteva di eseguire l’operazione in scenario critico S01 (le regole per volare in città vicino alle persone, ndrmentre le ravvicinate dovevano essere fatte senza aree interdette, da qui il debutto del 300g, visto che solo un trecentino, essendo considerato per legge inoffensivo, poteva volare negli stretti corridoi sgombri avvicinandosi alle persone, pur senza sorvolarle.

Il piccolino DJI come si è comportato? In molti dicono che la camera non è all’altezza per lavori importanti. Qual è la tua opinione, e soprattutto quella del committente?

Non hanno tutti torti, il 300g è stata una scelta obbligata in quanto non si potevano transennare aree nelle immediate vicinanze della piazza, ma si potevano sorvolare i corridoi di sicurezza comunque insufficienti per gestire uno scenario critico s01.  In generale ritengo che lo spark alleggerito sia un ottimo compromesso per fornire immagini molto più vicine alle richieste dei committenti (che, come al solito, ti chiedono sempre lo zenitale sulla folla, come se fosse chissà quale stacco fenomenale, ma ricordiamo che questo non si può fare, né con un trecentino né con qualsiasi altro drone) ed una qualità accettabile, soprattutto per contenuti che verranno trasmessi su web o reti televisive. Dubito seriamente che un trecentino possa essere utilizzato in ambiente cinematografico.

Come è stato possibile montare insieme le immagini dei due droni, senza che si notasse una eccessiva differenza tra le riprese del trecentino e quelle del Phantom?

Risponde Pietro Baraggi, CEO e regista di Pirana Films: Personalmente non sono un amante del 24 mm del Phantom per le riprese aeree, perché ormai sono angoli visti e rivisti. Invece lo Spark con il suo 35 mm rende le inquadrature molto più cinematografiche  e “vere”. I limiti principlali che ho riscontrato sullo Spark, e che dipendono ovviamente dal peso limitato per legge, sono la quasi impossibilità di fare delle mezzalune classiche o delle diagonali giocando contemporaneamente con Tilt e Pan. Altro punto dolente dello Spark è il non riuscire a sfruttarlo in condizioni di scarsa luminosità, a causa dei limiti del il sensore CMOS 1/2.3 da 12 megapixel. In queste condizioni di luce ho avuto grosse difficoltà a uniformare il color con le altre macchine che abbiamo usato in questo set. Di giorno consiglio di aprire l’esposizione di uno stop per avere più gioco poi in fase di color.

Salvatore, tu che avevi la responsabilità delle riprese del trecentino, hai notato differenze importanti nell’handling del P4 e dello Spark?

Devo dire che il piccolo si è comportato veramente bene, ottima la stabilità e nel complesso anche le immagini al crepuscolo sono più che soddisfacenti. In condizioni normali, a parte l’assenza della stabilizzazione sul terzo asse che provoca alcuni movimenti scattosi, sembra quasi un Phantom 4 in tripod mode. Ovviamente abituati alle lipo del fratello maggiore, l’autonomia può sembrare limitata, ma è un prezzo che siamo disposti a pagare pur di soddisfare il cliente!

La gente sapeva del tuo volo? C’è stata qualche reazione?

La gente era interessata all’accensione dell’albero ed i voli sono stati effettuati in maniera discreta e mirata. L’organizzazione infatti, dopo l’accensione, è venuta a chiedermi se c’erano stati problemi in quanto non hanno visto droni in volo. Secondo me questo è un ottimo segnale, aver portato a termine una missione di questo tipo senza essere visti ma, comunque, sotto controllo costante delle forze dell’ordine fa capire davvero che è stata un’operazione “pulita” e che ormai i droni iniziano ad essere visti come una normale telecamera (solo che è in aria).

Hai idea di quanta gente c’era in piazza? Eri preoccupato di lavorare in presenza di un oceano di gente?

Dicevano che sarebbero intervenute almeno 36.000 persone ma un dato ufficiale non esiste, diciamo che dopo l’esperienza degli iDays a Monza lo scorso giugno, dove le persone erano circa 120.000, per noi è stata una missione come le altre, l’unica cosa che ci preoccupava di più era la vicinanza ai monumenti storici.

Salvatore Grita (con il giubbetto da pilota di SAPR) e il regista di Pirana Pietro Baraggi

Molte delle tue immagini sono riprese di sera. E’ stata una complicazione ulteriore? per il trecentino tutte e operazioni sono non critiche, ma le operazioni non critiche non possono essere svolte di notte, mentre il P4 aveva bisogno di luci aeronautiche?

Come specificato prima la missione è terminata entro i 30 minuti dopo il tramonto, in accordo con le leggi aeronautiche quindi nessuno scenario notturno e luci modificate

Questo Dicembre è molto freddo a Milano. Abbiamo visto a Madonna di Campiglio come il freddo possa essere devastante per le LiPo, hai preso qualche precauzione supplementare? A proposito, c’era vento?

È stata una giornata priva di vento e, per fortuna, quasi calda (di giorno durante i sopralluoghi giravamo con la giacca aperta) quindi nessun tipo di problema a parte lasciare un attimo il phantom 4 a “scaldare” prima di alzarmi in volo.

In questo periodo molti nuovi operatori riconosciuto con i 300g, visto che utilizzate questo tipo di mezzo che consiglio dai ai nuovi operatori?

Questa domanda in un certo senso me l’aspettavo. Sinceramente non credo in tutta questa libertà che viene data ai 300g, permettendone l’uso professionale in ambiente urbano senza attestato di volo. Non voglio essere frainteso, non ritengo opportuno che anche loro seguano un corso da pilota CRO, è un esagerazione, ma prima di effettuare una missione in ambiente urbano, sarebbe utile che si seguisse un minimo di formazione. Capire cosa sono gli spazi aerei, perché si devono chiedere le autorizzazioni e, purtroppo, anche che cosa si incorre nel fare un lavoro in ambiente urbano senza rispettare la normativa (tutte cose che, lo ricordiamo, possono essere imparate in mezza giornata seguendo i corsi #IoVoloTrecentino organizzati da DronEzine). Troppi sono i casi di persone che prendono uno Spark e ritengono di poterlo usare liberamente perché “vero che con i paraeliche pesa più di 300g ma io non li metto e sono a posto!” insomma, per non essere presi per i ragazzini che giocano con il radiocomando ci vuole serietà, passione e tanta, tanta applicazione. Essere solo ottimi piloti non conta nulla se poi consegni delle riprese che, essendo fuori norma, non possono essere usate! Nella mia esperienza, i committenti seri mi hanno sempre richiesto uno stacco in meno ma che tutto sia in regola.

 

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