Disastroso Karma, GoPro licenzia 2-300 persone. Fine delle ambizioni volanti?

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Amaro capodanno per 2-300 lavoratori GoPro (su un totale di 1.250):  pagano con il licenziamento l’illusione di Nick Woodman che pretendeva di risollevare la sua azienda dal baratro in cui è sprofondata (-91% di valore in borsa dai fasti del 2015) con un drone costruito frettolosamente, deludente e tecnologicamente arretrato.

Nick Woodman, Ceo di GoPro

Non c’è pace per il karma. Prima ritirato dal commercio perché pericoloso e soggetto a precipitare senza ragione, poi rilanciato sul mercato mesi dopo tale e quale, aggiustato (letteralmente) con un giro di nastro adesivo  anche se il managment non poteva non sapere che una macchina così arretrata tecnologicamente, senza funzioni indispensabili come l’evitamento degli ostacoli e le rotte programmate, non avrebbe potuto nemmeno scalfire il monopolio di fatto di DJi nella fascia di droni prosumer. GoPro contava sul fatto che sarebbe stato accolto bene dai fan della Hero, che e però non è certo una camera ottimizzata per le riprese aeree e ha mostrato subito i suoi limiti.

Insomma una macchina deludente, nata vecchia, e il flop è stato drammatico specialmente per i lavoratori; tra le due e le trecento persone, in gran parte coinvolte nel progetto Karma, hanno ricevuto uno scarno massaggio in cui li si avvisava che sarebbero rimasti a casa a partire dal prossimo 16 febbraio “to better align our resources with business requirements” (per allineare meglio le risorse umane con le necessità del business, che evidentemente non comprende il deludente drone).

Non è la prima volta che GoPro fa cure dimagranti per cercare di restare a galla: la prima nel 2016, dove è stata licenziato il 15% della forza lavoro, ed è stata cancellata la divisione entertainment. Altro robusto taglio nel marzo 2017, -17%, circa 270 persone a casa, e si replica ora con la strage dei lavoratori del Karma. Che sarà ora delle ambizioni aeree di GoPro? Difficile dirlo, ma c’è davvero aria di rottamazione per la divisione droni, al di là delle frasi vuote e di circostanza dei dirigenti che dicono di credere ancora nei droni, a cominciare dallo stesso Woodman, che però si guarda bene dal dire quando pensa che il business delle camere volanti possa risollevare i conti della GoPro.

 

 

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