DroNet, i droni imparano a volare in modo autonomo per le strade

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Secondo una notizia che arriva dalla Svizzera (leggi qui il comunicato ufficiale) l’Università di Zurigo ha messo a punto DroNet, un algoritmo che consente ai droni di spostarsi in modo del tutto autonomo nel traffico urbano, un contesto in cui il GPS – tra palazzi e infrastrutture – diventa uno strumento poco affidabile.

Considerata l’enorme mole di dati sulle tantissime variabili che possono verificarsi lungo le strade di una città, basare l’apprendimento del drone sulle traiettorie di volo eseguite da un pilota esperto avrebbe richiesto moltissimo tempo (senza contare che quest’approccio avrebbe comunque esposto veicoli e pedoni ad un rischio per la sicurezza), perciò si è scelto di ricorrere a DroNet, una rete neurale che, per ogni immagine di input, produce due output:

  • un angolo di sterzata, che consente al drone di continuare a muoversi mentre evita l’eventuale ostacolo
  • una probabilità di collisione, che rende il drone in grado di riconoscere situazioni pericolose e di regaire prontamente

Cos’è e come funziona DroNet

In questo modo i droni imparano “da soli”, osservando ed imitando il comportamento di automobili e biciclette.

Non si tratta quindi di una banale funzionalità di evitamento di ostacoli statici, come possono essere ad esempio i palazzi o i lampioni, ma di una vera e propria consapevolezza della strada, del traffico e delle sue regole, che significa valutare ed agire in base alla presenza costante di altri veicoli, pedoni, e quindi ostacoli dinamici. Sarebbe tanto piccolo e agile da dribblare gli ostacoli a velocità supersonica, oppure potrebbe semplicemente salire in quota e dimenticare le file ai semafori, invece in questo caso il drone procede a bassa velocità, e rallenta quando vede che il veicolo che lo precede fa altrettanto, rispettando il concetto di “distanza di sicurezza“. Guardate ad esempio come “frena” per non andare a sbattere contro il ragazzo in bicicletta.

L’algoritmo si è rivelato efficace non solo in contesti urbani, ma anche all’interno di spazi chiusi come appartamenti, dove il drone si è dimostrato capace di spostarsi lungo stretti corridoi senza urtare le pareti, i mobili o le altre persone.

Sebbene sia ancora acerba per un’applicazione immediata, questa tecnologia rappresenta un’importantissima  risorsa futura in caso di operazioni di soccorso in aree disastrate, dove le macerie rendono difficile il passaggio, ma avrebbe un enorme impatto anche nell’abito delle consegne via drone, che per molti enti normativi sembra oggi una assoluta pazzie, ma che domani potrebbe sembrarlo di meno proprio grazie allo sviluppo di algoritmi come DroNet.

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