Skydio R1, l’avanzatissimo drone con 13 telecamere made in USA

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Nel mondo dei droni ci sono i progetti che vengono costantemente sbandierati ai quattro venti e altri che si perfezionano lentamente, lontano dai riflettori. Il drone R1 della start up californiana Skydio appartiene al secondo tipo.

Ad esempio, vi parlammo per la prima volta di questo progetto oltre 3 anni fa, quando l’idea innovativa del team guidato dal CEO Adam Bry consisteva nell’usare al posto del radiocomando un comune smartphone, da puntare verso una direzione che il drone avrebbe seguito in autonomia. Cose all’avanguardia, a inizio 2015. Da quel tempo, però, l’attività di sviluppo della startup americana è proseguita dietro le quinte, mentre la scena veniva occupata con irruenza dai vari progetti crowdfunding poi completamente o parzialmente falliti (vedi Lily e Zano).

Pochi giorni fa, dopo un lungo silenzio,il lavoro del team è improvvisamente (e finalmente) salito sul palco ed è stato presentato al mondo intero Skydio R1, un quadricottero estremamente compatto che, a giudicare dal filmato introduttivo, vanta non solo una telecamera di altissima qualità, ma soprattutto possiede un mix di funzioni di visual tracking, volo automatico ed evitamento di ostacoli che sembrerebbe persino più sofisticato dei droni DJI.

Video: ecco il drone americano Skydio R1

Come si vede nel video, i riflessi di Skydio R1 sono incredibili, al punto che segue la ragazza nel bosco con estrema naturalezza, dribblando in aria i numerosi rami di alberi che si trovano lungo l’intricato percorso. Non solo evitamento di ostacoli, però, perché il drone riesce anche a tenere la ragazza sempre al centro dell’inquadratura, nonostante lungo il sentiero l’atleta si produca in improvvisi cambi di direzione, salti e capriole.

Caratteristiche dello Skydio R1

L’aspetto del drone americano è in tutto e per tutto simile a quello delle tante “hover camera” che hanno riempito i giornali durante il corso dell’ultimo anno. Si tratta di un quadrirotore compatto, con le eliche disposte a coppie in due griglie che si trovano ai lati del corpo centrale.

visione in pixel degli ostacoli ambientali, software del drone R1

Ecco come il software dello Skydio R1 elabora l’ambiente circostante tra ostacoli e soggetto da riprendere, durante l’inseguimento della ciclista

Il segreto di Skydio R1 sta principalmente nelle 12 videocamere di navigazione (più quella dell’utente) che gli consentono di tenere sotto controllo a 360 gradi l’ambiente in cui si muove, e nel potente processore NVIDIA Jetson a 26 core che gli permette riflessi felini per evitare gli ostacoli e al contempo tenere il soggetto da riprendere al centro dell’inquadratura.

  • Dimensioni: 13”x16”x1.5” (33,02×40,6×3,81 centimetri)
  • Peso: 2,2 lbs (1kg)
  • Autonomia di volo: 16 minuti
  • Batterie incluse: 2
  • Velocità massima: 25mph (quasi 40km/h)
  • Video. 4K a 30fps, 1080p a 30 o 60fps con stabilizzazione software
  • Memoria interna: 64GB
  • Distanza Wi-Fi: fino a 300 piedi (circa 90 metri) in base alle capacità del device mobile

Il prezzo

Il prezzo ufficiale di questo concentrato di tecnologia è di 2499 dollari, una cifra che – anche volendo dar credito allo slogan che campeggia sul sito ufficiale di Skydio “The most advanced autonomous device – of any kind – available today” –  risulta decisamente alta, non solo per il prodotto in sé, ma soprattutto perché non è chiaro a quale tipo di target sia rivolto.

Sebbene Skydio vanti delle capacità di primissimo piano, il che ne implicano una destinazione diversa dai semplici appassionati di droni, questa avanzatissima hover camera risulta paradossalmente limitata anche per i piloti professionali, che esige maggiore controllo sul mezzo.

Il confronto con i droni DJI

Sebbene a leggere le potenzialità di Skydio R1 si rischi di rimanere a bocca aperta, la verità è che, all’atto pratico, risulta troppo costoso rispetto ai Mavic e vanta caratteristiche meno professionali rispetto alla serie Inspire. Nonostante molti lo abbiano già definito il più accreditato sfidante della DJI, infatti, è chiaro che proprio la conoscenza del mercato, e l’aver sviluppato droni specifici per i diversi tipi di utenti, pone il colosso cinese su un livello completamente diverso.

Senza dubbio Skydio R1 rappresenta un prodotto eccellente, con delle innovazioni importanti che forniranno sicuramente la base per futuri modelli di droni, ma a livello di mercato, piuttosto che una sfida al dominio della DJI, simboleggia più un segnale di rinascita dell’industria americana dei droni, che dopo la spugna gettata da 3DR e l’ecatombe del Karma dimostra di avere ancora qualche colpo in canna. E chissà che un progetto come quello di Skydio non sappia rialzare il morale di tutto il settore, offrendo la scusa per nuove partnership che sappiano indirizzare il forte desiderio statunitense di tornare a investire nel settore dei droni consumer e commercial.

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