Glove controller, un guanto per controllare il drone

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In occasione dell’evento capitolino Roma Drone Campus, abbiamo potuto vedere e toccare con mano un accessorio davvero particolare: uno speciale guanto con il quale controllare i droni.

Al posto del solito radiocomando, oggetto di provenienza modellistica al quale oramai tutti sono abituati, un ragazzo ravennate ha realizzato un sistema di controllo alquanto inusuale.
Uno guanto da calzare su un mano, con la quale eseguire determinati movimenti e comandare quindi un drone a distanza.

Matteo Sacchetti, attualmente studente al Politecnico di Milano è il vincitore del premio  Roma Drone Awards 2018 in memoria di Benito Pagnanelli – noto assicuratore del settore Aeromobili a Pilotaggio Remoto recentemente scomparso.
Il giovane studente, ha pensato e realizzato il guanto per il pilotaggio di un drone senza radiocomando, quando ancora frequentava le scuole superiori.

Il guanto incorpora una serie di sensori giroscopici e accelerometri, come quelli contenuti nei cellulare per determinare la rotazione dello schermo, e tramite un micro processore che analizza i dati ricevuti è in grado di capire come è orientata la mano nello spazio e in base a tali movimenti, quale direzione far prendere al drone. Tali comandi sono impartiti tramite un trasmettitore radio collegato al guanto.

Una idea innovativa quella di Sacchetti, ma certamente non originale.

Correva l’anno 2014 e precisamente nel mese di marzo sul numero 3 di Dronezine magazine, pubblicavamo un articolo che presentava una invenzione davvero molto simile a questa, giusto per non usare il termine uguale.
Si trattava per l’appunto di un guanto per il pilotaggio di un drone senza tradizionale radiocomando.
Il vulcanico inventore si chiama Giuseppe D’Angelo, aka Pipposoft, così lo conoscono gli amici sui social network, aveva creato qualche mese prima lo stesso identico guanto per il pilotaggio.

Nessun brevetto depositato per nessuno dei due inventori

Da un lato un Matteo Sacchetti un giovane e timido studente che vuole realizzare i propri sogni. E dall’altro Giuseppe D’Angelo, un esperto modellista di Napoli che allo stesso modo concretizza una idea.
“Era un po’ di tempo che avevo in testa la possibilità di creare una nuova interfaccia uomo-modellino. E detto fatto, un po’ di sensori, un micro controllore, qualche riga di codice e un elastico per tenere il sensore sul dorso della mano… E sorpresa, funziona! – Tratto da una intervista a Pipposoft nell’articolo di Dronezine n.3 Marzo/Aprile 2014.

“Se sono arrivato qua non è perché ho fatto qualcosa che nessun altro aveva fatto ma perché ho fatto qualcosa che tutti dovrebbero fare.” – inizia così il discorso di Matteo Sacchetti ai microfoni del Roma Drone, in occasione della consegna del premio – Vedi video in testa all’articolo.

 

In un settore a così rapida evoluzione tecnologica come quello dei droni, della robotica e dell’informatica in generale, riteniamo che sia abbastanza normale trovare la stessa idea, la stessa realizzazione, progettata e creata contemporaneamente o quasi, in due zone del pianeta. Non sarà quindi inusuale trovare gli stessi oggetti, pensati e costruiti per fare la stessa azione.
L’importante è che la mente umana continui a sfornare sempre nuove idee e soluzioni.

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