Veronica Pachulski: una donna e due trecentini in volo sulla Stramilano

0

Ormai dovremo fare un eliporto per droni in Piazza Duomo a Milano: dopo la Stramilano dello scorso anno e l’accensione dell’albero di Natale di Sky Salvatore Grita (del team Highview.it), per la prima volta accompagnato da Veronica Pachulsky, torna a volare nel cuore della metropoli lombarda con un’altra affascinante operazione specializzata: riprendere con un trecentino le immagini del video ufficiale della manifestazione.

(Video a cura di Massimo Lari e Michele Sartor disponibile su  Drone Channel TV)

Sono poche le donne pilota di droni, e ancora meno sono le donne che possono vantare nel loro portfolio esperienze di alto livello, come fare – per conto della Stramilano stessa – riprese sul celeberrimo raduno podistico di Milano, manifestazione che come sempre raccoglie decine di migliaia di persone.

Tra loro c’è Veronica Pachulski (il cognome viene dal papà francese di origini polacche). 48 anni, milanese, videomaker, graphic designer, grande sportiva, pilota per suo team Filmair.it . Poco più di un paio d’anni fa ha incontrato sulla sua strada i droni e se ne è innamorata, diventando una delle prime donne a diventare pilota professionista di APR, con estensione alle operazioni critiche. Ma per una volta ha dovuto lasciare il suo Phantom 4 Pro per un trecentino, un drone inoffensivo derivato dal popolare DJI Spark.

Il trecentino era l’unico drone in grado di affrontare con successo una simile operazione, in presenza di molte decine di migliaia di persone. Già, perché normalmente si pensa al trecentino come l’unico drone che può essere usato per lavoro senza patentino, ma in questo caso ciò non era importante, tutti i piloti del team avevano l’attestato. Invece era l’altro grande superpotere, quello di potersi avvicinare a piacere alle persone senza dover rispettare un buffer di sicurezza a rendere indispensabile la micro macchina tanto da convincere il team a lasciare a casa i droni più grandi.

Veronica Pachulski con il suo Mavic sulla Grignetta (Lecco)

 

Questa emozionante opportunità mi è capitata grazie al team Highview, che ringrazio molto. Ho conosciuto Salvatore Grita l’anno scorso e mi ha coinvolta nel progetto Stramilano” racconta Veronica. Salvatore Grita assieme a Marco Ferrara ha una grande esperienza nelle operazioni che richiedono autorizzazioni particolari, e la Stramilano è tra queste: a parte che è all’interno dell’ATZ di Linate, e quindi richiede l’ok della navigazione aerea, volare in una manifestazione di queste dimensioni richiede il permesso e il coordinamento con Comune, Questura e prefettura. Tutte cose che si possono fare, ovviamente, e se si ha esperienza si fa anche abbastanza presto.

Parlando con Salvatore, ho scoperto che non avrei dovuto volare con il mio Phantom, ma con uno Spark alleggerito. La cosa mi ha un po’ preso in contropiede, visto che conosco benissimo il Phantom e il Mavic, ma il piccolino non l’avevo mai pilotato, quindi ho chiesto di farmi fare un paio di batterie per prenderci la mano. Lo Spark ha piu o meno lo stesso software dei fratelli maggiori di casa DJI, e i comandi sono chiaramente gli stessi, ma bisogna comunque farsi i “pollici” prima di affrontare il volo in città vicino ad una marea di persone”.

Come mai un trecentino?

I trecentini erano due, uno lo pilotavo io, l’altro Salvatore Grita. In una situazione come questa, tra le vie di Milano e con tutte quelle persone, avevamo bisogno di un mezzo che non fosse legato a un buffer, in quanto tenere le distanze di sicurezza dei SAPR non inoffensivi sarebbe stato complicato se non impossibile. Per il trecentino tutte le operazioni sono non critiche in ogni scenario, anche in questo così particolare, quindi eravamo molto più liberi di tracciare le rotte.

Quindi hai volato sulle persone?

No, mai. Abbiamo comunque mantenuto un nostro buffer di sicurezza, anche se la legge non lo prescrive, e abbiamo evitato sempre di sorvolare le persone. Il sorvolo della folla sarebbe stato illegale, in quanto si tratta di un assembramento inusuale, ma non era neppure richiesta dalla produzione e non avrebbe neppure avuto senso: l’idea era di fare delle carrellate verticali che dai podisti arrivasse allo skyline di Milano, in una ripresa davvero affascinante. Ci sono stati comunque dei punti dove, per via delle ampie curve che faceva il serpente dei partecipanti, sembra proprio che io fossi sopra i corridori. Ma si tratta di una illusione ottica, in realtà ero in hovering su di una parte della strada vicino ad un giardino.

Tu che vieni dal Phantom come ti sei trovata con il trecentino?

Lo Spark alleggerito riprende molto bene, anche se io ho l’occhio critico: ho un Mac da 27 pollici, 5K, e la differenza di risoluzione tra il 4k del Phantom e il FullHD dello Spark si vede eccome. Un altro limite è la durata delle batterie: a Milano faceva davvero freddo, e le batterie duravano poco. Ho avuto momenti di diffcoltà alla partenza: far partire una simile corsa non è facile, e la puntualità non era tra le prime preoccupazioni degli organizzatori. Quindi mi trovavo in volo per riprendere la partenza, vedevo scendere la batteria, atterravo, cambiavo pacco e tornavo in volo con il patema d’animo che nel pit stop avrei potuto perdere l’attimo del via. Ma per fortuna è andato tutto bene, giusto in Piazza Duomo ho avuto un compass error, ma nulla di grave: il drone rispondeva comunque bene, e con attenzione sono tornata indietro ed atterrata. Lo Spark comunque vola molto bene, rispetto ai droni a cui sono abituata io è meno performante ed essendo così piccolo non è sempre facile vederlo, ma ci si abitua subito.

Anche la produzione aveva i tuoi stessi dubbi sulla risoluzione del trecentino?

No, per loro non era così importante. Io sono forse esageratamente pignola ed esigente sulla qualità delle immagini, cerco di riportare nei lavori Filmair il livello massimo al quale sono stata abituata durante i miei studi di computer graphic a San Diego, in California. Ma capisco la produzione: Volevano specialmente che tutto fosse perfettamente a norma, la risoluzione veniva dopo. Lo Spark in queste situazioni è semplicemente indispensabile: meglio fare come si può che non fare per nulla”.

Secondo te il volo femminile è diverso da quello dei maschi?

Veronica ride, e ci risponde: “Ovviamente dipende da che donna e da che uomo. Ma volendo generalizzare, i maestri del tiro a segno dicono che è bello insegnare alle donne, perché ascoltano e hanno paura delle armi, le trattano con rispetto e non devono fare i Rambo per dimostrare chissà cosa. Il drone non è ovviamente un’arma, ma forse le donne lo affrontano con più timore. Almeno a me personalmente, ogni volta che volo ho quella punta di timore che non mi fa esagerare. Non sono una che ama volare lontano o prendere rischi inutili per me conta soprattutto fare delle belle riprese”.

E sulla Stramilano hai avuto timore?

Volare in città con migliaia di persone vicine ti mette una certa tensione. Anche per questo ho voluto coinvolgere un collega pilota, Marco de Bigotina che mi affiancasse e mi desse indicazioni preziose: mi leggeva i dati di telemetria, teneva sotto controllo il livello di carica, mi aiutava a guardarmi attorno e vedere se c’erano ostacoli sulla rotta. Cosi io potevo concentrarmi completamente sul movimento di camera del drone. E’ il team che porta a casa il lavoro, e un aiuto è importantissimo per mantenere la necessaria concentrazione”.

Come ti sei trovata in un mondo maschile come quello dei droni?

Mi hanno sempre accolta benissimo, specialmente nei social: fin dall’inizio sono stati sempre tutti gentili con me e mi hanno aiutato molto. Ma vorrei vedere crescere, il numero delle donne pilota. A loro voglio dire che quello che ho fatto io lo possono fare anche loro. E per dimostrarlo, insieme a Massimo Lari di Drone Channel TV e un distributore di droni abbiamo intenzione di coinvolgere le donne che non hanno mai preso un radiocomando in mano, in una giornata di volo, tutta dedicata a loro. Lo faremo probabilmente a Maggio vicino a Milano, durante una giornata evento che stiamo organizzando. Chi fosse interessata può già contattarmi su  info@filmair.it. venite e vedete come è facile, e soprattutto come è stupendo il mondo visto dal cielo. Bisogna impegnarsi, applicarsi, studiare ma tutto si può fare. Basta vedere dove è arrivata Samantha Cristoforetti!

Ecco un piccolo assaggio delle riprese dei trecentini, ripreso dalla cache di bordo 

 
 

3953 visite

Share.
Commenta:

Segui DronEzine sui social: