Un drone sulla StraBologna, ma con qualche vincolo…

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In primavera nelle varie città sono davvero tante le manifestazioni podistiche che attraggono appassionati, curiosi e naturalmente atleti che per l’occasione corrono per decine di chilometri in un clima di massima sportività.

Si è appena conclusa la StraBologna,nella edizione del 2018 che come di consueto e coronata da una ottima situazione meteorologica ha convogliato in Piazza Maggiore migliaia di corridori che con la maglietta azzurra, hanno letteralmente invaso le vie del centro storico bolognese chiuse al traffico per l’occasione.

Un manifestazione sportiva che da anni valorizza lo spirito non solo competitivo, ma di aggregazione di tanti bolognesi e forestieri. Erano tre i percorsi di quest’anno, il mini da 3,9 Km il medio da 7,8Km e il maxi da 12km.
Partenza da Piazza Maggiore dove a latere, nei pressi della fontana del Nettuno, simbolo storico della “grassa”, si trovava uno spazio recintato con un drone che riprendeva la partenza e i momenti di rilevo dei partecipanti.

Davide Savastano pilota con attestato critico CRO e operatore riconosciuto da ENAC ha svolto le foto e le riprese aeree con un drone DJI Phantom per conto della azienda Home Drone.
Lo abbiamo intervistato intorno alle 12, decisamente accalorato per il sole battente, ma soddisfatto per l risultato ottenuto.
Savastano non è nuovo a lavori di riprese aeree nella città di Bologna, qualche semestre addietro aveva eseguito un rilevo di una sede del INPS ed ora è nuovamente operativo in centro, sulla piazza del Nettuno in mezzo a migliaia di persone.

Atleti e persone non sorvolate dal drone

Atleti, e pubblico che non ha assolutamente sorvolato con il suo drone DJI Phantom ricoosciuto e che ha dovuto vincolare al terreno per esigenze di “servizio”.
La sua operazione è stata pianificata per tempo e colloquiando con i responsabili di ENAC, ENAV, della Pubblica Sicurezza e del Comune di Bologna.La quota richiesta per questo tipo di riprese è stata valutata come sufficiente in 40 metri e non vi è stata alcuna emissione di Notam. Il SAPR er vincolato al terreno con un cavo inferiore alla quota massima prevista e una serie di transenne circondavano l’area nei pressi del pilota per prevenire l’accesso non autorizzato di persone non addette.

“E’ stato un lavoro burocratico lungo, ma non difficile” –  ci ha raccontato Davide Savastano a microfoni spenti – “oramai conosco diritti e doveri e sono in grado di soddisfare le richieste degli Enti preposti al controllo, avendo eseguito una opportuna analisi del rischio”.

Il cavo di vincolo condizione obbligatoria per certe operazioni

La scelta del cavo di vincolo è stata obbligata  e limitante nella concezione ideale del volo, ciò nonostante il drone, regalerà ugualmete emozioni non trascurabili al committente quando inserirà le clip aeree nel video finale dell’evento.
Una difficoltà non trascurabile e compresa nella attenta e precisa analisi svolta dall’operatore, è stata quella di considerare la moltitudine di cavi aerei nei pressi della zona delle operazioni. Cavi che non solo avrebbero potuto intralciare fisicamente il cavo di vincolo e SAPR connesso, ma essendo quelli forniscono l’energia elettrica ai filobus, ed essendo scoperti, sono stati fatti disattivare temporaneamente per scongiurare il pericolo di folgorazioni.
In attesa di ricevere qualche piccolo spezzone di video ripresa e le foto aeree di una Bologna ripresa a bassa quota, ma da una insolita prospettiva,ci  auguriamo che presto, con il consolidarsi della professionalità dei piloti e degli operatori, questi cordoni ombelicali non siano più necessari.

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