Recensione: Turnigy Micro Quad V2

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Può un completo principiante mettersi ai comandi di un quadricottero? Abbiamo tentato l’esperimento, e dobbiamo dire che è riuscito

taglio.

Prendete un aeromodellista che non ha mai avuto un multirotore per le mani, dategli un micro quad e vedete che succede. Per fare l’esperimento abbiamo scelto un micro quadricottero un poco più complesso dai giocattolini che volano appena usciti dalla scatola: il Turnigy Micro Quad V2 PNP ARF, un micro quad basato sulla scheda KK2.0, la stessa che equipaggia anche droni ben più complessi, e quattro micro motori brushless. Una macchina compatta, 250 mm, ma alquanto pesante per essere così piccina, con un peso in ordine di volo attorno ai 200 grammi.
Un modello economico per avere quattro brushless, poco più di cento dollari.

Dov’è il mio manuale?

Come esce dalla scatola

Appena tolto dalla scatola, il nostro aspirante multista si è trovato di fronte alla prima difficoltà: non aveva la minima idea di come settare la scheda KK2.0, e come al solito Hobbyking non offre neanche uno straccio di istruzioni, e bisogna cercarsele online (niente paura, le trovate qui: kk2manual). Risolto il problemino tecnico, la nostra cavia – che ha una discreta esperienza con gli aeromodelli e ha fatto volare qualche elicotterino coassiale da soggiorno, ma per gli elicotteri radiocomandati è negato – non ha avuto troppe difficoltà a settare la scheda, che ha moltissime opzioni, potendo controllare qualunque cosa che vola; aeroplani, elicotteri, tricotteri, quadricotteri, esacotteri, ottocotteri eccetera eccetera.
Il nostro amico attraverso il menu “Load Motor Layout” poteva scegliere a questo punto se far volare il suo micro quad in configurazione +, cioè a croce, un motore davanti, uno dietro, uno a destra e uno a sinistra oppure a X, due avanti e due dietro.
Ha lanciato la monetina e ha optato per X, che poi è il modo più diffuso. Ha apprezzato che la KK2.0 attraverso il menu “Show Motor Layout” gli spiegasse con un disegno quali motori dovevano girare sinistrorsi e quali destrorsi, così ha potuto avvitare le elichette giuste sul motore giusto, tenendo conto che le rosse dovevano andare avanti e le nere dietro. Una operazione delicata, si inseriscono a pressione sul mozzo ma il mozzo è giusto del diametro del foro dell’elica, quindi bisogna premere ma senza esagerare per non rompere e eliche; la tecnica migliore è “avvitarle” con un movimento rotatorio senza schiacciare a morte. 

A questo punto ha collegato la sua radio alla KK2.0, usando i cortissimi cavetti maschio-maschio in dotazione, e si è lagnato che erano troppo corti e non gli permettevano di montare la radio sotto la pancia del quad, come avrebbe voluto. Non ci è sembrato troppo convinto quando gli abbiamo spiegato che era meglio così, tenerla sopra la scheda, che sarebbe stata più protetta in caso di urto. Ci è sembrato di aver notato un gesto scaramantico piuttosto volgare.

Salvate il gatto!
Abbiamo infranto la regola che ci eravamo dati, cioè di non interferire con il lavoro della cavia, e  siamo intervenuti obbligandolo a togliere le eliche prima di cavare un occhio a qualcuno e l’abbiamo costretto a usare la funzione “Receiver test” per verificare che il movimento dei comandi principali – alettoni, timone, cabra e motore – andassero bene: meno male che l’abbiamo fatto, aveva invertito tre comandi su quattro. Un rapido intervento sul trasmettitore per invertire i comandi sbagliati e lui dice di essere pronto al decollo in soggiorno, davanti allo sguardo perplesso del gatto di casa.
Minacciamo di saltare a piedi uniti sul suo quad, se solo ci prova, e ce lo portiamo al campo di volo. Per volare in casa ci sarà tempo, ora bisogna collaudare il tutto in uno spazio aperto e adatto a fare scuola guida.

“Hai provato ad armarlo? Di solito funziona meglio”.
Ora tutto è pronto davvero, c’è un vento fastidioso ma il nostro eroe è pronto al sacrificio. Con un gesto solenne mette il modello sul ponte della portaerei, cioè, sul tavolo del campo. Tutti trattengono il fiato, quacuno si ripara dietro la grata di protezione. Il pollicione spinge sulla leva del gas… il momento è solenne…
Ridiamo sotto i baffi e andiamo a prendere una birra, mentre lui impreca sugli stick, tira avanti e indietro il gas come se fosse su un trattore e lo lasciamo alle prese con le classiche manovre del modellista che non sa che pesci pigliare, attacca e stacca la batteria, soffia sui motori, accende e spegne la trasmittente. Per fortuna quando torniamo con le birre in mano non si è ancora messo a smontarlo. “Questa baracca cinese non funziona” bofonchia.
“Hai provato ad armarlo?” chiede serafico uno di noi.
“Eh?”
Il manuale, questo sconosciuto. “Devi tenere il gas a zero e mettere il timone tutto a destra per armarlo” gli spieghiamo con un angelico sorriso sulla faccia.
“E perché?”
“Per non tirartelo in un occhio” sospiriamo. “Sicurezza, prima di tutto la sicurezza. Se non lo armi, i motori non girano”.

PRONTI AL DECOLLO
Armato il quad, il nostro amico ci stupisce con una mossa da modellista d’altri tempi:  ha verificato che l’elica girasse nel verso giusto dando un pizzico di gas e sentendo con le dita se l’aria veniva soffiata in modo vigoroso dall’elichetta; se era una scorreggina fiacca, l’elica era sbagliata, sennò era giusta.
Ora di tentare il primo decollo. Saggiamente da gas un poco alla volta, e senza fatica il quad decolla. E’ stato abbastanza bravino, tutto sommato; il micro cinese è stabile come una roccia, anche se il vento tendeva a portarselo con sé. Il pilotaggio è molto simile a quello di un elicottero coassiale, con la differenza che i coassiali sono lenti mentre questo è molto potente e veloce, il che unito al peso non indifferente lo rende un oggetto che merita rispetto, può diventare pericoloso nonostante le dimensioni ridotte. Con i settaggi di default è molto reattivo, va pilotato con grande attenzione, movimenti lenti e minime escursioni degli stick; gli consigliamo di atterrare e lavorare sul “PI Editor” per abbassare la sensibilità sui comandi, visto che il quaddino ha bracci corti e quindi leve molto reattive, ma lui si sente il Barone Rosso e sostiene che va benissimo così.Contento lui…
Comunque il video dimostra che è stato abbastanza bravino, per essere la prima volta. Tentativo di omicidio del fotografo a parte.

Ci è piaciuto:

  • Ottimo rapporto qualità/prezzo
  • una scheda configurabile, espandibile anche con sensori aggiuntivi
  • quattro motori brushless
  • Potenza esuberante
  • Stabilità notevole

Non ci è piaciuto:

  • Peso eccessivo
  • Una certa fragilità del frame
  • Poco spazio per montare il ricevitore
  • Mancanza di un manuale nella confezione

Voto
3dot5star

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