Torino: così 200 droni illumineranno la notte di San Giovanni

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Altro che fuochi artificiali. Per la festa del patrono del capoluogo piemontese, in programma il 24 giugno prossimo,  i giochi di luce nel cielo estivo li farà una formazione di ben 200 droni Shooting Star di Intel equipaggiati con potentissimi LED colorati. Una operazione che travolge in un colpo solo tutti i paletti del volo con i droni: per la prima volta in Europa abbiamo insieme volo notturno, in città, in formazione pesante e totalmente automatico, visto che i droni sono pilotati solo dal computer. Insomma, sarà un evento memorabile, che segnerà anche il record di durata per gli show dei droni Intel. A Torino, San Giovanni è davvero “decollato”. Di nome e di fatto.

Agostino Melillo, Communication manager di Intel

200 droni in volo tutti insieme a disegnare coreografie luminose nel cielo, pilotati solo dal computer affidato a un singolo operatore. Certo, siamo ben lontani dal record di oltre 1200 doni delle olimpiadi invernali di PyeongChang, ma anche sotto la Mole non mancherà il record, se non di dimensioni di durata. “Sarà la prima volta che i droni Intel volano in un evento pubblico in una città europea” ci dice Agostino Melillo, communication manager di Intel. “Prima in Europa avevano volato al Cebit in Germania, stabilendo anche uno dei primi record, ma non erano eventi pubblici. Quindi Torino è una primizia per questo tipo di droni. E proprio a Torino verrà stabilito il record di durata dello show, ben oltre i 10 minuti”. Chiediamo al manager Intel se non gli tremano un po’ le ginocchia a far volare duecento droni in una Piazza Castello gremita da decine di migliaia di persone, ma Melillo ostenta sicurezza: “Abbiamo partecipato ai più importanti eventi del mondo. Per ricordarne solo un paio, a PyeongChang per le olimpiadi invernali, a Las Vegas per il Consumer Electronic Show, e la qualità che abbiamo portato in giro per il mondo la porteremo anche a Torino”. Tempo permettendo, immaginiamo. “Il team deciderà se ci sono le condizioni per il volo, esattamente come succede per gli show dei fuochi artificiali” conferma Melillo. “A PeyongChang per esempio non c’erano le condizioni meteo per fare  in pubblico un volo con 1200 droni, ma gli spettatori hanno potuto vedere i voli di 300 droni per le premiazioni degli atleti e le cerimonie di chiusura”.

⇒APPROFONDISCI: COME SONO FATTI I DRONI INTEL SHOOTING STAR

Luca Masali, direttore di DronEzine, con il drone Shooting Star: leggerissimo (330g), tutto in polistirolo, con eliche molto efficacemente protette. Sarebbe un trecentino fantastico, anche se non ha telecamera ma un enorme LED luminoso sotto la pancia. Si notino le eliche rivolte verso il basso, un piccolo trucco per aumentare l’efficienza: il flusso d’aria non è disturbato dal braccio di sostegno.

Battesimo a Palazzo Madama

La presentazione dello show si è tenuta giovedì 21 giugno 2018 a Palazzo Madama, castello dove si concentrano duemila anni di storia di Torino, da antichissima porta orientale della colonia romana di Augusta Taurinorum a casaforte difensiva, quindi a castello vero e proprio, simbolo del potere sabaudo fino al XVI secolo, data della costruzione dell’attuale – e vicinissimo – Palazzo Reale. E incidentalmente Palazzo madama è al centro esatto di Piazza Castello, che sarà il palcoscenico migliore per godersi lo show dei droni Intel.

La sindaca di Torino, Chiara Appendino, durante la presentazione dell’evento a Palazzo Madama (Foto ©DronEzine).

La sindaca Chiara Appendino, che ha voluto lo show, ha dichiarato: “Tradizione e innovazione non sono certo alternative l’una all’altra. L’evento che chiuderà i festeggiamenti di San Giovanni avrà infatti caratteristiche sicuramente diverse da quelli organizzati in passato ma sarà altrettanto, se non di più, spettacolare e, grazie all’impiego di tecnologie all’avanguardia, sarà anche sostenibile perché rispettoso dell’ambiente e a basso impatto acustico. La vocazione a innovare è un tratto caratteristico della nostra città. La scelta di proporre questo tipo di spettacolo, proprio a Torino e per la prima volta in Europa, e la collaborazione nell’organizzazione di questo evento con aziende leader nel campo della ricerca e della sperimentazione di tecnologie innovative, ne è la conferma”.

Sicurezza innanzitutto

L’amministrazione comunale torinese ha dimostrato sicuramente coraggio se pensiamo a quanto è successo nella vicinissima Piazza San Carlo, dove il panico scatenatosi durante la proiezione della finale di Coppa Campioni ha causato vittime e una vicenda giudiziaria non ancora conclusa.
Così come sempre, quando si tratta di aeromobili, il primo pensiero è andato alla sicurezza. Il processo di autorizzazione della manifestazione ha richiesto mesi di lavoro fianco a fianco con Enac. Non si tratta certo di un evento che possa essere risolto in scenario standard, visto che i droni volano in BLOS, fuori dalla vista del pilota, che in realtà non è un pilota ma un operatore che controlla la coreografia del tutto automatica attraverso un computer, e oltretutto di notte e senza luci di navigazione, visto che l’unica luce degli Shooting Star è il grosso LED RGBW capace i generare 4 miliardi di combinazioni diverse di colori.

Il grande LED che fa da payload allo Shooting Star: può generare 4 miliardi di combinazioni di colori (Foto ©DronEzine).

“Un processo che è cominciato l’8 marzo scorso ed è finito giusto ieri notte alle due e mezzo” ci dice Giuseppe Carrabba di Enac, che insieme al gabinetto della sindaca ha seguito l’iter autorizzativo da parte dell’Authorithy aeronautica. Rivelandoci anche un gustoso retroscena: giusto la notte prima della conferenza di

Giuseppe Carrabba di ENAC: “L’esperienza di Torino deve essere un apripista per altre amministrazioni e altre realtà” (Foto ©DronEzine).

presentazione, i droni Intel hanno volato sopra il sito della manifestazione, a luci spente e in segreto  per non guastare la sorpresa ai torinesi, “per quanto si possa tener segreto un volo in città” sorride Carrabba. Un’ultima prova generale prima di andare in scena, con tutte le autorizzazioni al loro posto. “Quando abbiamo incontrato per la prima volta la delegazione del Comune ci sembrava una missione impossibile” ricorda Carrabba. “Quasi impossibile, visto che siamo riusciti” si corregge subito dopo. “Il nostro dovere è quello di valutare la sicurezza, e questo abbiamo fatto” prosegue Carrabba. “Ma abbiamo anche il dovere di far decollare un mercato che varrà 15 miliardi di euro all’anno, ogni anno. Il cambiamento a volte spaventa, ma bisogna osare. La strada che abbiamo intrapreso con il comune di Torino è una strada importante, è il primo accordo che Enac sigla con un’altra istituzione. E il miglioramento di questo Paese non può che passare dalla collaborazione tra istituzioni”.

 

⇒APPROFONDISCI: DIRETTA DELLA PRESENTAZIONE A TORINO (VIDEO)

Torino anno zero per i droni

Shilpa Patel, program manager della squadra droni di Intel (Foto ©DronEzine).

Scendendo sul piano tecnico, Carrabba ci dice che “Il progetto si riallaccia a quello che Enac sta facendo da due anni per il BVLOS nel settore dei droni. Le verifiche che abbiamo fatto ci hanno confortato sul piano della sicurezza, che per noi è il più importante.  Noi oggi abbiamo una grossa responsabilità che ci spinge a porci rispetto ai droni in maniera diversa che in passato. Oggi il mondo dei droni può creare occupazione. Le stime europee parlano di 15 miliardi di euro all’anno generati dai droni. Il nostro compito è preparare un mondo diverso dove i droni, se da un lato possono sostituire del lavoro manuale, dall’altro devono aiutarci a creare un mondo nuovo dove la tecnologia ci farà vivere meglio. Quello dei droni è un mondo che affascina, ma ha bisogno di cultura e formazione per i nostri giovani. E anche un evento come quello di Torino aiuta. Il mondo dei droni non è un mondo di giocattoli, è un mondo dove ci si può anche divertire, seguendo le regole. Ma è anche un mondo altamente professionale”

Come è stato l’iter autorizzativo?

“Abbiamo cominciato l’8 marzo. Prima abbiamo autorizzato tutta la sperimentazione, poi io e il mio team  abbiamo seguito tutto il processo, terminando con l’ultimo volo notturno di prova stanotte e alle tre meno un quarto del mattino abbiamo rilasciato l’autorizzazione definitiva. Durante il volo notturno, che ha avuto anche qualche spettatore casuale nottambulo, ci siamo alternati tra l’area di decollo e atterraggio e l’area dei voli, abbiamo testato tutte le contingency e le misure di sicurezza, i buffer e tutte le condizioni del volo. Un lavoro che ha richiesto l’impegno di diversi funzionari di Enac“.

Intel e il comune di Torino hanno certamente mezzi ed esperienza. Ma una piccola o media impresa  che volesse richiedere l’autorizzazione per un’operazione decisamente inusuale e fuori dagli scenari standard, potrebbe farcela?

“Io penso che tutto si può fare, all’interno del quadro normativo e salvaguardando la sicurezza. Noi oggi abbiamo il dovere di incoraggiare le iniziative che propongono usi nuovi e diversi di tecnologie come quelle dei SAPR. A volte possono arrivare richieste che possono sembrare impossibili, ma in questo caso Enac non si è mossa in modo diverso solo perché dietro c’era la città di Torino. Quello che ci ha fatto partire è il pensiero del ‘dopo’. Torino deve servire da apripista anche per altre amministrazioni e realtà”.

⇒APPROFONDISCI: INTERVISTA A GIUSEPPE CARRABBA (VIDEO)

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