Waste Shark, il drone che mangia i rifiuti sul pelo dell’acqua

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Sappiamo quanto i droni possano rivelarsi utili contro l’inquinamento, soprattutto grazie al loro occhio volante che dall’alto può monitorare aree a rischio in cerca di rifiuti (ingombranti, tossici e altro) abbandonati contravvenendo alle regole del corretto smaltimento (ad esempio li abbiamo visti volare in cerca di rifiuti lungo i fiumi Seveso e Certesa in Brianza).

Siamo abituati a vederli volare vigili nel cielo, ma i droni sono anche grandi amici dell’acqua, tant’è che alcuni modelli marini sono stati impiegati per prendersi cura dell’Acquedotto pugliese, nuotando nelle tubature in cerca di perdite.

Ora sembra però che i droni non si accontentino di restare solo a guardare, ma desiderino svolgere un ruolo più attivo, raccogliendo in prima persona i rifiuti – per la maggior parte di plastica – che purtroppo  galleggiano sempre più numerosi nei nostri fiumi e mari.

Waste Shark, letteralmente “Lo  Squalo della spazzatura” è un progetto dell’azienda olandese Ranmarine che si occupa proprio di fagocitare la sporcizia che galleggia sul pelo dell’acqua.

Waste Shark, il drone mangia rifiuti in azione

Si tratta di un vero e proprio instancabile predatore, esattamente come uno squalo. Waste Shark pattuglia lo specchio d’acqua in cerca di plastica, fazzoletti di carta, sigarette e persino sporcizia naturale come alghe e ramoscelli, dopodiché li lascia scivolare all’interno delle sue grandi fauci facendone un sol boccone. Quando è pieno, torna a riva per svuotare il carico e ripartire, e può farlo sia in modo automatico, grazie alla navigazione per waypoint e alla tecnologia wifi, o comandato a distanza con un controller.

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