In Australia droni con sensori termici per scovare (e salvare) i koala

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Nello stato di Victoria, in Australia, dei droni attrezzati con sensori termici vengono usati per individuare i koala prima che abbiano luogo attività programmate come deforestazione e incendi controllati. Questi placidi e sornioni animali, infatti, trascorrono le loro giornate a nutrirsi di foglie, ben nascosti tra la folta chioma degli alberi, al punto che è davvero difficile, per il personale delle ditte che effettuano ricognizioni da terra, individuarli tutti e trarli in salvo prima dell’intervento. A differenza di altri animali che vivono sugli alberi, i koala non sono in grado di saltare da un ramo all’altro in caso di pericolo, perciò finirebbero col cadere assieme agli alberi che vengono abbattuti.

L’uso delle termocamere equipaggiate sui droni permette non solo un lavoro più efficace, consentendo di individuare ogni singolo esemplare, ma anche molto più veloce, perché in questo modo si può coprire in tempi più brevi un’ampia porzione di terreno, anche se i piloti sono costretti a muoversi tra alberi spesso fitti che rappresentano dozzine di ostacoli, che non è certo come bere un bicchier d’acqua.

Ogni giorno, prima del disboscamento, una semplice ricognizione permette di mettere in salvo i koala a rischio, che vengono trasferiti in un’altra zona con il permesso del Dipartimento dell’Ambiente. I droni non consentono solo una più accurata salvaguardia delle specie esposte a questi rischi, ma offrono anche la possibilità di registrare e gestire con facilità una grande quantità di dati di analisi e statistiche sulla popolazione della fauna in oggetto.

Una buona notizia per i koala, insomma, ma non altrettanto piacevole per l’aviofauna che vive in quei luoghi. Pare infatti che aquile e grandi rapaci non accettino di buon grado la presenza di questi droni che svolazzano nel loro territorio, così a volte accade che diversi esemplari attacchino i droni, danneggiando direttamente i velivoli oppure costringendo i piloti a fare dietro-front per limitare i danni.

Questo genere di operazioni (ma senza koala) ci riporta alle precauzioni nei confronti dei nostrani cuccioli di cerbiatto, che vengono partoriti nell’erba alta e che in caso di pericolo, anziché scappare, si nascondono istintivamente ancora più in basso nella vegetazione, rischiando di venire colpiti dalle falciatrici.

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