Drone cade sulla torre di Pisa, in fuga i piloti

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Un tentativo di ripresa inedita della Torre di Pisa finito decisamente male. Il velivolo a pilotaggio remoto è rimasto incastrato e poi caduto all’interno del quinto anello. Fortunatamente nessun danno è stato arrecato allo storico monumento che capeggia su Piazza dei Miracoli.

Dopo aver probabilmente perso il controllo del drone i turisti stranieri hanno abbandonato il radiocomando e una borsa e si sono dileguati prontamente.
Dalle indagini sulla scheda di memoria contenuta all’interno del drone, gli investigatori avrebbero scoperto anche il volo del pilota contenuto in altri filmati registrati in altre città turistiche. Dai tratti somatici, parrebbero ragazzi provenienti dal Nord Europa.

Pisa, cade un drone non autorizzato sulla torre

Pisa 28 ottobre – Il drone caduto è stato avvistato dai militari che per motivi anti terroristici pattugliano regolarmente i principali centri storici delle maggiori città turistiche italiane, quelle che potrebbero essere a rischio attentato. Dopo l’allarme lanciato dagli uomini del Contingente Strade Sicure, arrivano sul posto le Forze dell’Ordine che iniziano a perlustrare la zona in cerca del o dei piloti. Trovano invece dopo qualche minuto una borsa e un radiocomando abbandonati.
Il divieto di sorvolo della NoFlyZone comporta una sanzione pecuniaria molto elevata, oltre che essere considerato un reato penale e supponiamo che anche i malcapitati piloti se lo immaginassero, dato che hanno preferito lasciare tutto e scappare a gambe levate
Gli addetti dell’Opera della Primaziale si recano sulla Torre  e rientrano con il drone  tra le mani, da una prima analisi, pare che per fortuna nessun danno sia stato arrecato al monumento.

Cartelli che indichino il divieto di sorvolo con i droni, dovrebbero essere obbligatori

Spesso ci siamo lamentati su queste pagine della mancanza di cartelli informativi, dedicati sopratutto ai turisti stranieri, che indichino il divieto di sorvolo con i droni.
Cartelli che comuni e proprietà private solitamente affiggono alle volte senza alcun diritto.
Tale segnaletica dovrebbe invece essere centralizzata e installata su precisa indicazione dell’Ente che governa l’aviazione civile in Italia.
No al cartello selvaggio dunque, e si al cartello mirato, scritto in più lingue e che contenga il logo ufficiale di ENAC.

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