Interviste ai piloti italiani a margine della finale di FPV Drone racing di Shenzhen

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Si è conclusa agli inizi di novembre la finale di Drone FPV Racing  svoltasi allo Shenzhen Universiade Center Stadium di Shenzhen e valida per il FAI Drone Racing World Championships 2018.
Vince il quindicenne australiano Rudi Browning sfidando e battendo 127 piloti provenienti da 34 diverse nazioni.

Una finale molto emozionante con alti contenuti tecnologici quella svolta nel cuore dell’industria cinese a Shenzen sede tra l’altro del leader mondiale produttori di droni consumer e prosumer.
DJI Innovation ha infatti fornito i trasmettitori digitali da applicare su ogni singolo drone da FPV Racing permettendo quindi al grande pubblico a casa di ricevere le immagini in alta definizione trasmesse dalle telecamere di bordo e avendo quindi l’impressione di essere fisicamente sui piccoli racer.

i primi tre classificati, Rudi Browning al centro – photo(c) by Marcus King / FAI

Medaglia d’oro al quindicenne australiano Rudi Browning

Primo posto quindi per Rudi Browning che oltre alla medaglia d’oro si porta a casa un assegno di 24,000 dollari. Secondo l’austriaco Bastian Hackl e medaglia di bronzo per il terzo posto al lettone Karlie Gross.

E il team italiano che qualifica ha ottenuto?

La squadra azzurra composta da 4 elementi, ha totalizzato un 26mo posto su 34 e singolarmente i giovani piloti si sono classificati con queste posizioni:

  • Matteo Barella 90°
  • Luisa Rizzo 101°
  • Mirko Cesena 103*
  • Andrea Farina 113*

Un circuito di gara molto lungo e appariscente, ma con qualche problema

La pista era lunga 650 metri, attualmente la più estesa mai realizzata per una competizione di FPV drone racing. Illuminata di notte con 7 km di luci a LED.
Un effetto scenico davvero spettacolare, ma qualche disturbo nella ricezione del video e proprio la stessa illuminazione, hanno causato non pochi problemi ai piloti.

A confermarlo sono i quattro italiani intervistati da Samuele Filippi del gruppo Facebook FPV Drone Racing.it al loro ritorno in Italia.

Da sinistra Mirko Cesena, Matteo Barella, Andrea Farina, Luisa Rizzo e Guido Fabbrini

Le interviste al team italiano con i commenti a caldo e c’è chi si toglie qualche sassolino dalla scarpa

I fantastici quattro sono dunque:

  • Luisa Rizzo la più giovane classe 2002 nickname LeoOnFire
  • Mirko Cesena  classe 1998 nickname Cesix
  • Matteo Barella nato nel 1997  nickname Barux FPV
  • Andrea Farina, che non ha rilasciato dichiarazioni

[A cura di Samuele Filippi]

S.F. È stato sicuramente emozionante seguirvi dai primi spostamenti sino alla cerimonia di apertura, e se eravamo tesi noi, qui da casa, non oso pensare a voi a Shenzen. Come pilota hai avuto timori in quei momenti?
Se si, Come hai cercato di gestire lo stress che una gara di alto livello inevitabilmente si porta dietro?

Luisa:Nella cerimonia di apertura l’emozione è stata tanta, sfilare insieme a tutte le altre nazioni con i riflettori puntati addosso in un contesto per noi, praticanti di questo sport, inimmaginabile mi è sembrata una cosa quasi irreale, un sogno.
Lo stress della gara non è stato eccessivo, anche perché in alcuni momenti si trasformava in nervosismo. Non ho avuto problemi, ero abbastanza tranquilla.”

Mirko:Non ho avuto timori, si tratta di un gioco, per quanto sia appassionante. Ho iniziato la mia carriera agonistica undici anni fa con gli elicotteri da acrobazia 3D estrema, ho fatto molte gare di diverso livello, anche mondiali, andando a podio diverse volte, per cui sono abituato a gestire lo stress da competizione, cosa peraltro molto importante.”

Matteo:È sempre un emozione partecipare ad eventi di livello importante, ma soprattutto in questo caso quando ti senti la responsabilità di rappresentare la tua Nazione dall’altra parte del mondo.
Stress non tanto, avendo già una buona esperienza in gare di coppa del mondo sono riuscito a mantenere calma e concentrazione.”

S.F. Hai qualche rimpianto su errori di guida o sulla build che hai usato in gara?
Nello specifico hai mai avuto l’impressione che ci fosse un divario fra le tue possibilità ed eventuali componenti più performanti usate dagli avversari?

Luisa:La build era perfetta e la messa a punto anche, l’insieme motori, eliche e batterie era molto performante. Ottime le batterie sls impiegate e superlative le eliche Gemfan Flash 5149×9.
L’unico problema avuto è stata la mancata regolazione della camera per la visione notturna, in quanto il contrasto tra il buio e i led che si illuminavano sulla pista era molto elevato e sicuramente una regolazione ad hoc sarebbe stata ottimale.
Purtroppo sono andata in “auto” e questo mi ha portata a compiere credo l’unico errore che posso attribuirmi.”

Mirko: “Nessun rimpianto. La build era ottima.”

Matteo:Più che errori di guida, errori di strategia. Forse non avrei dovuto montare la GoPro per simulare il peso del modulo DJI ma essere più leggero e agile durante le qualifiche.”

Stessa polarizzazione delle antenne, una scelta discutibile in occasione di un mondiale

S.F. La difficoltà maggiore da quanto abbiamo letto è stata la gestione del segnale video per la cam FPV dei piloti , al contrario quella dell’ottimo sistema DJI OcuSync usato  per le dirette. La visione era praticamente perfetta per chi seguiva (finalmente !).
Tuttavia questa attenzione verso il segnale HD rispetto al segnale dei piloti in gara, pensi che abbia influito sulle tue prestazioni in qualifica?
Altra domanda, dal momento che erano presenti molti marchi importanti del settore FPV è stata decisione della direzione gara usare tutti la stessa polarizzazione delle antenne 5.8ghz?

Luisa: “La gestione globale delle trasmissione video a 5.8ghz riservate a noi piloti è stata disastrosa. La scelta della polarizzazione è stata uguale per tutti, in quanto i punti di ricezione delle colonnine disseminati lungo la pista (che andavano malissimo e quasi sempre peggio dei nostri ricevitori) che fornivano il segnale ai giudici di gara, avevano tutti la stessa polarizzazione. Sicuramente molti disturbi sono stati causati anche da alcuni droni Inspire e Phantom che hanno volato sopra allo stadio.”

Mirko:Confermo che ci sono stati diversi problemi video. Non so chi abbia deciso per la polarizzazione comune.”

Matteo:Confermo ciò che è stato detto. Purtroppo le ground station 5.8GHz non erano molto funzionali, al contrario della ricezione HD. Dire che la mia qualifica è stata condizionata dalla qualità video scarsa forse è un azzardo, sono cose da mettere in conto, ma di certo “non tollerabile” in eventi di questo livello”.

S.F.. Il tracciato led interattivo sicuramente ha fatto si che a livello mediatico questo evento è stato di una spettacolarità unica ; come lo avete vissuto in termini di traiettorie, ostacoli, gestione del throttle?
C’è un punto del track dove sei riuscito a migliorarti?
Uno dove invece proprio ti rendevi conto di avere serie difficoltà ?

Luisa: “Il tracciato non era particolarmente difficile e per ogni giro fatto riuscivo a scendere di un paio di secondi. Personalmente il mio miglior giro è stato in 34”, se fossi riuscita a completare tutte le heat sicuramente avrei potuto tirare altri 4-5 secondi dal tempo. Il miglioramento era ottenibile in tutti i punti del tracciato.
Per quando riguarda il throttle, con le batterie da 1800mA utilizzate, girando con i miei tempi e senza il peso aggiuntivo di quasi 100g del trasmettitore DJI non c’erano assolutamente problemi.
Abbiamo però notato nelle heat delle semifinali che qualche pilota, utilizzando il gas come fatto in precedenza senza i trasmettitori DJI, in alcuni punti si è trovato in difficoltà tanto da dover chiudere il gas per qualche secondo… In queste condizioni sicuramente sarebbe stato avvertibile il peso in più.”

Mirko: “Il tracciato in se non costituiva un problema. È stato invece un problema il non aver potuto effettuare allenamenti su un tracciato così diverso da quelli normalmente implementati nelle altre gare.”

Matteo: “I led hanno giocato un ruolo molto importante sul tracciato a mio parere, tanto da renderlo molto più visibile nelle ore di buio; non ho trovato particolari differenze nelle varie sezioni del tracciato.”

5. Cosa daresti come consiglio ad uno/a nuovo/a pilota che da semplice hobbyista appassionato, vedendoti partecipare, vorrebbe intraprendere il tuo percorso ?

Luisa:Giù il muso e andare!! cit. Bramo” [altro pilota di FPV Racing ndr]

Mirko: “Partecipare a più gare possibili, a qualsiasi livello. Navigando in internet si possono trovare, organizzate da gruppi di appassionati, nelle fiere di modellismo, etc.”

Matteo: “Allenamento, tanto allenamento, é una parte delle fondamenta della piramide che ti porta verso la vetta.”

Luisa Rizzo sulla carrozzina

Shenzen: un polo altamente tecnologico, ma con nessun rispetto per i disabili

S.F.  Il tuo “epic moment” di questa avventura? Fatto / avvenimento / battuta

Luisa: “Arrivare trafelata allo stadio il primo giorno giusto in tempo per le verifiche dei miei droni dopo aver percorso 9 km io in carrozzella e mio padre e mia madre a piedi di fianco a me…… E sì, perché a Shenzhen non esiste praticamente una vettura attrezzata per far salire un disabile con una carrozzella, nonostante tutta la loro tecnologia!
Uno dei momenti comici: impiegare 15 minuti alla reception dell’hotel al rientro di sera per far capire che volevamo il badge per entrare nella stanza…”

Mirko: “Quando ho vinto l’unico heat in cui vedevo, negli additional rounds”

Matteo: “Assolutamente quando mi sono infilato in un gate rimanendo incastrato, peccato fosse il punto più alto della pista. Sono accorse una decina di persone con rampini e scale di vario genere bloccando la gara per una buona mezzora.”

S.F. Il tuo “worst moment” ? Se c’è stato …Vi siete aiutati a vicenda fra membri del team nel momento del bisogno?

Luisa:Non c’è stato un momento ‘peggiore’ e comunque ci siamo aiutati all’interno del team. Guido Fabbrini è stato indispensabile.”

Mirko: “I worst moment sono stati quando il video se ne andava e di conseguenza andavo a sbattere, danneggiando ogni volta il quadricottero e quando ho portato il quarto e ultimo quadricottero all’ultimo volo delle additional heat, privo del timbro dei giudici (mio errore) per cui ho dovuto restare a terra a guardare gli altri che correvano”

Matteo: “Non é un “worst moment” ma il vero aiuto del team si é visto durante le prove libere dove avevamo 8 minuti per provare la pista. Noi piloti seduti ognuno nelle proprie postazioni e gli altri membri del team a cambiare lipo ai vari modelli facendo una sorta di pit stop.”

Cosa manca in Italia per fare crescere il Drone FPV Racing? Alcuni piloti preferiscono non rispondere, altri corrono solo all’estero

S.F. Te la senti di dare un consiglio alla community italiana FPV racing per ampliare sul nostro territorio eventi e gare in futuro? Cosa hai notato che manca , soldi e investimenti a parte che si sa esser fondamentali, alla community italiana ?

Luisa: “Preferisco non rispondere.”

Mirko: “È difficile dare una risposta a questa domanda. Poiché svolgo principalmente la mia attività all’estero, quello che ho notato è che in Italia si fatica a trovare strutture adatte che invece diversi enti esteri concedono in uso all’occorrenza e che la nostra normativa ostacola le organizzazioni professionali che hanno i capitali da investire per organizzare grandi eventi che promuoverebbero la specialità”.

Matteo: “È il nostro primo anno di eventi ufficiali in Italia, vediamo come si evolve per il prossimo anno.”

Conoscere gli avversari anche fuori della pista, un motivo per crescere culturalmente

S.F. Hai fatto nuove amicizie con piloti esteri? O ti sei chiuso a riccio ? Hai ritrovato piloti con cui in altri eventi passati hai avuto un legame sportivo particolare?

Luisa: “Ho fatto amicizia con tanti altri piloti, ne ho ritrovati anche alcuni già conosciuti, tutti squisiti, cordiali, amichevoli e disponibili”.

Mirko: “Uno dei principali vantaggi conseguenti alla partecipazione alle diverse gare è proprio la possibilità di conoscere altre persone che condividono la stessa passione ma che vivono in contesti diversi, per cui lo scambio culturale è enorme. Incontro sempre anche piloti con cui è nato in precedenza un legame di amicizia. Un esempio tra i tanti, ho rivisto il caro amico e pilota di elicotteri Kan Ponnoi (Tailandia), più volte mio avversario anche nei mondiali di elicotteri 3D, col quale ho condiviso qualche raid turistico in Shenzhen, nei momenti liberi tra le heat.”

Matteo: “Ho avuto la possibilità di conoscere e parlare con molti piloti, alcuni mai incontrati prima e altri, la maggior parte dei partecipanti, ci siamo visti durante le world cup di quest’anno in giro per l Europa.”

Arrivando al sodo, chi ha vinto meritava di vincere o è stato aiutato?

S.F. Il risultato finale della competizione rispecchia le reali capacità di chi è arrivato in alto o hai notato , con un po’ di malizia, qualche aiuto su qualche specifico concorrente, magari già blasonato? Senza fare accuse specifiche..ma dalle live ci è sembrato che qualche re-fly e sostituzione del mezzo pre-partenza heat in caso di guasti, sia stata gestita un po a caso?

Luisa:
No, i piloti che hanno conquistato le prime posizioni le hanno meritate. Per quanto riguarda i piazzamenti del team italiano, parte della responsabilità credo sia del team stesso, fondamentalmente per inesperienza.”

Mirko: “Non ho fatto caso se ci siano stati aiuti o meno, ma ho un’ottima impressione personale riguardo alla correttezza dei giudici.”

Matteo: “Sicuramente i primi posti in classifica sono stati occupati dai migliori, come da pronostici. Dire però che ci sono stati “aiuti” particolari nei confronti di alcuni piloti rispetto che ad altri no, o almeno non mi è sembrato.”

Ringraziando Samuele Filippi per l’intervista e augurando ai piloti un futuro a tutta velocità sui loro droni da corsa, ricordiamo ai lettori che per chiedere consigli su setup e configurazioni dei loro droni, possono iscriversi gratuitamente al gruppo Facebook FPV Drone Racing.it e riceveranno certamente assistenza da giovani appassionati di questa nuova ed entusiasmante disciplina aeromodellistica.

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