A Caltanissetta gli agronomi hanno scoperto il drone

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Grande successo per la giornata di formazione sull’uso del drone in agricoltura di precisione organizzata da Aerovision e dall’Ordine degli Agronomi e Dottori Forestali del capoluogo siciliano

All’alba della mattinata del 24 novembre, già dall’interno dell’antica masseria delle Tenute Lombardo nel cuore delle terre siciliane, nonostante le sue antiche e spesse pareti, echeggiavano le vibrazioni delle eliche di un APR in volo che perlustrava l’area dove da lì a poco si sarebbe tenuta una sessione formativa di Agricoltura di Precisione su APR.

Si è trattato di un seminario richiesto dal lungimirante Ordine degli Agronomi e Dottori Forestali della provincia di Caltanissetta: i tempi sono maturi e le maestranze richiedono che il loro dottore della terra, alle soglie del 2020, sappia interpretare dall’alto del suo drone le variazioni sia del germoplasma che del fabbisogno idrico, dei deficit o degli eccessi dovuti ai vecchi trattamenti subiti dalla terra.

Nelle stagioni in cui si registrano i più rapidi cambiamenti climatici, le stesse maestranze chiedono che l’agronomo di precisione sappia guidarlo verso l’adeguato intervento fitosanitario, contribuendo alla protezione delle loro piante e del loro raccolto. La squadra coinvolta per la formazione era d’eccellenza, e si ripeterà in attività analoghe. Era composta da: gli ingegneri aerospaziali di Aerovision Palermo, Salvatore Mannelli e Sandro Rizzo per l’aerotecnica e la normativa SAPR, il dottore in agronomia Giampiero Vantaggiato, collaboratore dell’Università di Palermo e ricercatore IEMEST, che opera l’agricoltura di precisione su APR su scala internazionale (e localmente segue insieme al fratello su APR i vitigni fra i più blasonati della Sicilia), l’ing. Alessio Gennaro di Tecnoduo ed il geometra Leonardo Alestra per Trimbe rappresentanti dell’omonima strumentazione topografica, il mediatore ed organizzatore Geometra Calogero Virzì, che conduce la sua flotta di APR per generare le aerofotogrammetrie in giro presso i più grossi cantieri dei parchi eolici e fotovoltaici della Trinacria.

Un successo in questa sua prima edizione come dichiarato dagli entusiasti partecipanti, che hanno realizzato e testato sul campo l’utilità dell’integrazione dei droni con fotocamere multispettrali e/o iperspettrali a loro volta integrate con informazioni rispetto la temperatura, l’umidità, la bagnatura fogliare, lo srtess idrico, l’evaporazione, l’analisi delle previsioni meteo nel breve e lungo periodo. Insieme alle fondamentali competenze dell’agronomo i droni a fare la differenza nell’ordine del 30% sulla coltura agricola. L’agronomo, grazie al suo drone sempre presente nella cassetta degli attrezzi, ha la possibilità di censire con geo-referenziata precisione l’indice di vegetazione ENDVI della coltura monitorata, registrando con opportuna frequenza i progressi restituiti dagli interventi mirati e programmare i successivi.

Ormai la pietra miliare dell’agronomo di successo è stata posata e richiede che il professionista abbia, insieme agli stivali ai piedi ed il giusto tomo di agronomia sotto braccio, il radiocomando del drone con camera iperspettrale attaccato al suo cinturino che pendola dal collo.

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