Interventi: “Non spetta all’ENAC, ma agli operatori, certificare i piloti di droni”

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Riceviamo e pubblichiamo volentieri questa lettera aperta di Eugenio Baronti di Zefiro Innovazione

Lettera aperta a Dronezine nel merito dei corsi di qualificazione piloti SAPR

Egregio Direttore,

Eugenio Baronti

scrivo questa nota per chiarire alcuni aspetti rispetto all’impostazione che emerge dalla lettura del giornale online da lei diretto, nel merito dell’interpretazione del regolamento Enac e in particolare della circolare n. 2014/001 sulla qualificazione del personale di volo.

Ogni interpretazione è legittima e se ne leggono molte in giro di questi tempi, ma credo, che il punto di riferimento per tutti, non sono le parole captate qua e là in qualche convegno o i desideri, o forzature, dei vari soggetti portatori di interessi specifici, ma  solo ed esclusivamente la circolare Enac che fino a che non verrà modificata, resta l’unico punto fermo in un panorama già di per se incerto e complesso e ancora in via di definizione.

Io parlo, solo ed esclusivamente per i SAPR sotto i 25 kg, in cui non è richiesto il riconoscimento ENAC  al pilotaggio. Nella Circolare ENAC, non sta scritto da nessuna parte che per qualificare un pilota di SAPR c’è bisogno di una scuola riconosciuta dall’ENAC;  il regolamento dice che è compito dell’operatore  verificare  che l’equipaggio abbia la qualificazione richiesta, spetta a lui valutare le competenze teoriche e le capacità pratiche di un pilota secondo i criteri  riportati nella Circolare. Se l’operatore, non è in grado di farlo autonomamente, può  rivolgersi ad organizzazioni riconosciute.

Al fine dell’addestramento teorico, l’operatore, si può avvalere di ATO (Approved Training Organizations) oppure da organizzazioni non approvate  la cui capacità di addestramento sia riconosciuta da ENAC o da un Aero Club d’Italia per attestazione pilotaggio VDS.

Credo che, in questo contesto in via di definizione,  la pubblicazione su Dronezine dell’elenco delle scuole riconosciute, rischia di rappresentare una forzatura del regolamento a tutto danno degli aspiranti piloti SAPR, perché il regolamento non dice che un pilota di APR deve fare l’addestramento in una scuola di piloti VDS riconosciute da ENAC, indica nel punto 8.2 della Circolare il Programma di addestramento  con l’elenco delle materie  che devono essere studiate che hanno come riferimento le regole sulla sicurezza e navigabilità aeronautica e non le scuole di volo. Nella circolare non c’è alcun riferimento ad un minimo di  33 ore di formazione teorica aeronautica come invece è stato affermato e scritto impropriamente in questi giorni.

Zefiro Ricerca&innovazione,  che sarà una delle Organizzazioni riconosciute  per consulenza, formazione, addestramento e supporto tecnico agli operatori, perché ha tutti i requisiti tecnico organizzativi per ottenerlo, ha ritenuto opportuno, nell’interesse degli aspiranti piloti di SAPR,  costruire un percorso formativo autonomo rispetto a quello dei piloti VDS tradizionali anche se siamo una società partecipata dall’Aeroporto di Capannori e avremmo potuto avvalerci di una scuola di volo di grande esperienza e tradizione presente in Aeroporto da decenni.

Noi abbiamo preferito costruire un percorso formativo specifico garantendo allo stesso tempo qualità, professionalità e cultura aeronautica.

Grazie ad una convenzione tra Zefiro ed Istituto Tecnico Statale E. Fermi di Lucca, agenzia formativa riconosciuta dalla Regione Toscana, con il Dipartimento di ingegneria civile e industriale dell’Università di Pisa e con l’apporto e la collaborazione di istruttori aeronautici qualificati ed abilitati, abbiamo costruito un’offerta formativa di qualità.

Io credo che sia necessario contrastare due errori speculari ambedue dannosi, quello di chi, da una parte,  banalizza e minimizza la qualificazione dei piloti SAPR riducendo il tutto a poco più di un gioco per ragazzi o ad un hobby aeromodellistico e, dall’altra parte, coloro che pretendono di trasferire pedissequamente la formazione dei piloti VDS ai piloti SAPR. Questi due atteggiamenti contrapposti e speculari sono, secondo me,  un errore da evitare.

C’è bisogno di trovare un equilibrio giusto, tra la necessità di garantire la sicurezza e la qualificazione del pilota e la necessità di evitare dannosi, costosi e inutili appesantimenti dei percorsi formativi, mi sembra che Enac, su questa delicata questione, ha  imboccato la strada giusta della semplificazione, per i SAPR inferiori ai 25 Kg, mi sembra che tutte queste forzature rischiano, non di migliorare il percorso di definizione delle regole, ma di farlo deviare verso un inutile ed eccessivo appesantimento burocratico.

Noi stiamo perseguendo la strada della professionalità e dell’affermazione nel settore SAPR di una cultura aeronautica e lo facciamo nell’interesse di un settore nascente dalle grandi potenzialità che rivoluzionerà il modo di operare e di lavorare in molti settori creando nuove opportunità professionali ed occupazionali.

Risponde Luca Masali, direttore  responsabile di Dronezine

La serietà di Zefiro Innovazione è al di sopra di ogni dubbio. È stata la prima scuola di volo con cui abbiamo avuto l’onore di collaborare, la prima  con cui abbiamo stretto un’accordo di affiliazione che ha portato benefici a entrambi e soprattutto a tanti dei nostri soci che hanno usufruito dello sconto per corsi di altissimo profilo culturale e formativo. Una collaborazione nata ben prima che ENAC certificasse le prime scuole. Dai feedback che abbiamo ricevuto dai soci che hanno seguito i corsi, l’esperienza è stata sempre positiva e i corsi giudicati estremamente professionali e interessanti.

Detto questo, non siamo in grado e non è nostro compito giudicare se abbia ragione Baronti, quando sostiene che non è ENAC ma lo stesso operatore di SAPR a dover certificare la competenza dei piloti di piccoli SAPR sotto i 25 kg, o abbia ragione Cifaldi di ENAC che da noi esplicitamente  interrogato sulla questione scuole ha inequivocabilmente negato ogni valore alle organizzazioni non riconosciute da ENAC in merito al rilascio di attestati professionali.

La nostra scelta di pubblicare l’elenco delle scuole ENAC è dunque una pura scelta redazionale, un servizio ai nostri lettori, e non vuole essere in nessun modo un giudizio di valore sulla qualità formativa delle scuole non riconosciute da ENAC e nemmeno una presa di posizione in favore dell’ una o dell’altra tesi.

Nell’interesse dei futuri piloti, dei nostri associati e della filiera dei droni, ci impegneremo ad approfondire gli aspetti legali, normativi e industriali della questione usando tutte le armi a disposizione di una rivista.

 A Novembre nell’ambito della Fiera di Bologna terremo un convegno pubblico sulle scuole di volo, e invitiamo fin da ora Baronti e Cifaldi a confrontarsi in pubblico per chiarire la delicata questione.

 Nota dell’editore: abbiamo chiesto a ENAC un commento sulla lettera aperta di Eugenio Baronti di Zefiro Innovazione che sosteneva che è l’operatore di droni, e non ENAC, a dover certificare la conoscenza delle regole dell’aria da parte dei suoi piloti. In una articolata risposta, l’ingegner Carmine Cifaldi, Direttore della  Direzione Regolazione Navigabilità, chiarisce alcuni punti fondamentali tra cui quello che sì, la verifica della competenza dei piloti spetta all’organizzazione, ma solo se l’organizzazione stessa è a sua volta una scuola di volo o comunque riconosciuta da ENAC per erogare corsi di pilotaggio. Come sempre in aviazione solo i piloti istruttori possono valutare altri piloti. Le scuole di volo senza autorizzazione ENAC non possono certificare nulla che abbia valore legale. Leggi la risposta completa di ENAC

 

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