Protesta di Ferguson, un drone viola la No Fly Zone

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Fergusson, Missouri – mentre prosegue la protesta per l’uccisione del giovane ragazzo disarmato da parte delle locali forze di polizia, la FAA ha emesso una No Fly Zone per evitare che l’area possa essere compromessa da velivoli non autorizzati.

La decisione della FAA (Federal Aviation Administration) l’equivalente di E.N.A.C. è stata quella di emettere un NOTAM nello spazio aereo sopra alla zona dei manifestanti per evitare che le operazioni di polizia possano essere in un qualche modo frenate da attività non organizzate e coordinate dalla forze del ordine.

notam-ferguson

Il Notam, cioè la No Fly Zone riguarda tutti i velivoli commerciali, personali e pubblici, quindi anche gli elicotteri dei principali network televisivi sono inclusi nel divieto. Una agenzia televisiva, ha sorvolato con un piccolo drone civile la zona interdetta e naturalmente sono nate subito ulteriori polemiche tra i sostenitori dei diritti di informazione e coloro che equiparano i droni a veri e proprio aeromoboli.
La situazione negli USA è ancora più complicata di quella italica, un divieto specifico emesso nel 2007 di fatto obbliga i droni commerciali a non svolgere alcun tipo di attività. Da un altro lato diverse compagnie internazionali, tra le quali spiccano Amazon, e diversi produttori di droni, vogliono permessi e deroghe a tale restrizione.
La stessa FAA promise negli anni scorsi che avrebbe emesso un regolamento preciso nel 2015, ma di fatto con comunicati successivi ammette che non potrà rispettare tale promessa. Per rendere ancora meno trasparente il quadro, continua a rilasciare permessi per svolgere attività di test in diverse zone del paese.

RuplyTv una agenzia di comunicazione ha effettuato un sorvolo con il proprio quadricottero e ha mostrato un video che riprende la situazione dei manifestanti l interno della area controllata e in piena no Fly Zone.
Una parte del video è visibile da qui.

http://youtu.be/4yoVvVLN3EI

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