Droni e Altezza Massima: “Fin dove posso volare?”

Una volta che il drone si stacca da terra e si alza in volo, facendo sentire anche noi un po’ sospesi a mezz’aria assieme a lui, è normale avvertire una strana euforia e chiedersi fin dove possiamo spingerci.

Qualche inguaribile romantico potrebbe risponderci “Sky is the limit”, ossia “Il limite è il cielo”, ma ovviamente non è così. Le norme aeronautiche, le leggi della fisica e in fin dei conti anche la stessa tecnologia che ci consente di pilotare in remoto un dispositivo volante ci impediscono la libertà di manovra assoluta in lungo, in largo, e ovviamente anche in alto. A questo proposito, per evitare voli pindarici e soprattutto gli inevitabili bruschi risvegli ad essi collegati, vediamo quali sono gli aspetti che influiscono sull’altezza massima di volo di un drone.

Altezza massima in base alla legge

Attualmente in Italia per i voli amatoriali vale il tetto massimo di 70 metri, mentre per i voli professionali eseguiti da piloti con attestato il limite è di 150 metri. Con la futura normativa europea l’altezza massima per la maggior parte dei droni sarà di 120 metri dal livello del suolo o AGL (Above Ground Level).

Questi limiti possono essere modificati da futuri emendamenti alla legge attuale, perciò ti consigliamo di verificare il regolamento aggiornato sul sito ENAC, oppure dando uno sguardo alle ultime notizie a proposito di normativa.

Aspetti tecnici dell’altezza

Superare l’altezza massima consentita dalla legge significa come minimo interferire con l’aviazione generale, e non vogliamo nemmeno immaginare cosa potrebbe accadere se un drone, nel peggiore dei casi, si infilasse nel motore di un aereo o nelle pale di coda di un elicottero!

Ad alte quote, poi, compaiono e si intensificano problematiche dovute alla rarefazione dell’aria, al cambiamento di temperatura e di umidità, alla presenza di nubi o di nebbia. Certo, in rete si trovano video e immagini mozzafiato con droni che fanno capolino al di là di un banco di nebbia o di un cumulo-nembo, ma vale davvero la pena volare oltre la linea visiva del pilota per 2 minuti di popolarità e una manciata di like, mettendo a repentaglio vite altrui?

Infine non dimentichiamoci che per arrivare in alto ci vuole del tempo. Ce la faremo con la durata delle batterie a battere il nostro record personale? Ma sopratutto, la carica sarà sufficiente anche ad atterrare in sicurezza senza cadere a peso morto sulla terra?

Altezza Massima dei principali droni in commercio

Ogni drone ha il suo “tetto” virtuale, oltre il quale non può spingersi. Questo può dipendere da come è costruito, dal software di controllo e dalla potenza del segnale di trasmissione col radiocomando (o smartphone-tablet). Non dimentichiamo poi che alcuni droni tra quelli di fascia medio bassa non hanno il gps e si orientano solo attraverso i sensori verticali, delle piccole telecamere che li aiutano a capire dove si trovano in base a quello che inquadrano esattamente sotto di loro. Questi modelli, come ad esempio il piccolo Tello della RyzeTech, non possono allontanarsi troppo da terra perché altrimenti rischierebbero di perdere il controllo sulla posizione, eseguito tramite telecamera inferiore.

Per quanto riguarda l’altezza massima indoor, laddove non ci sia una copertura dei segnali satellitari, la maggior parte dei droni – DJI in primis – limitano l’altezza massima a qualche metro, massimo 5.

In generale, l’altezza massima raggiungibile dal drone è specificata tra le sue caratteristiche tecniche. Per comodità, riportiamo di seguito quella dei principali droni che si trovano in commercio:

  • RYZETECH TELLO: altezza massima 10 metri (default) e 30 metri dopo update firmware
  • DJI SPARK: altezza massima 4000 metri
  • PHANTOM 4: altezza massima 6000 metri
  • DJI MAVIC PRO: altezza massima 5000 metri
  • DJI MAVIC PRO 2: altezza massima 6000 metri
  • PARROT ANAFI: altezza massima 4500 metri
  • GDU SAGA altezza massima 3500 metri
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