Rinunciare a semplificare i patentini? Un autogol

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Di Paolo Omodei Zorini, della scuola AlphaLima di Torino, Associazione SAPRAI e membro del Comitato Scientifico di DronEzine

In vista delle obiettivamente minori richieste in termini di formazione dei piloti per le semplici operazioni a basso rischio Open previste dal regolamento unico europeo, ENAC aveva previsto di riformare la LIC 15, la norma che disciplina i “patentini”, prevedendo ore dimezzate con notevoli risparmi di tempo e denaro per tutti, anche per gli allievi. La riforma aveva incontrato l’opposizione delle scuole riunitesi a Bologna a un convegno organizzato da DronEzine, e alla fine non se ne è fatto nulla. Un’occasione sprecata, che avrebbe permesso di arrivare alle regole EASA con percorsi di formazione professionale più leggeri e in linea con le future regole europee.

Riceviamo e pubblichiamo volentieri

(nella foto di apertura: addestramento invernale al campo di AlphaLima a Torino)

In questi giorni molto si è detto, anche su questo giornale, a proposito delle ipotesi di modifica dei regolamenti, nazionali ed internazionali, per quanto riguarda i piloti dei droni civili. In vista delle obiettivamente minori richieste in termini di formazione obbligatoria per il volo professionale previsto da EASA, sarebbe stato non solo utile ma anche necessario rivedere la LIC 15, e arrivare – durante la fase transitoria che tra due anni ci traghetterà da ENAC a EASA – a dimezzare le ore di insegnamento, come peraltro era stato proposto dalla stessa ENAC. Ma l’ipotesi è stata accantonata, a quanto riferito dall’Authority nell’ormai famoso incontro con le scuole del 1 febbraio scorso: un percorso che tra l’altro aveva visto l’opposizione di alcune scuole riunitesi in un incontro organizzato da DronEzine giusto la settimana precedente all’incontro con ENAC.

La riunione delle scuole di volo promossa da DronEzine a Bologna: qui era emersa una tendenza contraria al dimezzamento delle ore della formazione dei piloti proposta da ENAC.

Abbiamo analizzato pertanto i documenti ufficiali, rilasciati dal’ Autorità Italiana sotto forma di bozza di revisione regolamentare basata sulle 33 proposte della EASA A-NPA 2015-10. Se la revisione non fosse stata accantonata, avrebbe potuto essere operativa in un regime nazionale transitorio, verosimilmente biennale, fino all’implementazione completa delle norme EASA avrebbe visto sicuramente vantaggi per gli aspiranti piloti e naturalmente alcune sfide per le molte scuole che, siamo certi, si sarebbero impegnate al fine di permettere un eccellente livello addestrativo anche con le nuove procedure.

Le modifiche dettagliate avrebbero potuto essere sintetizzate in:
– un nuovo ridotto percorso teorico da effettuarsi eventualmente online
– un nuovo ridotto percorso pratico da effettuarsi con un istruttore in un centro addestramento
– un nuovo skill test da effettuarsi con un esaminatore nel quale sono semplicemente state riviste alcune manovre non molto applicabili agli odierni APR (gli allievi non esultino: gli otto sarebbero rimasti :))

Detto percorso addestrativo avrebbe consentito una notevole riduzione dei costi sia per le scuole sia per gli aspiranti piloti. Il livello di proficiency, siamo sicuri, sarebbe rimasto lo stesso anche perché, lo ricordo ancora una volta, l’addestramento richiesto dalle normative è solo un minimo accettabile: se qualcuno avesse problemi termine del percorso non si dovrebbe assolutamente sentire sminuito ma semplicemente effettuare qualche ora in più. Per molti, specialmente per chi è già esperto (aeromodellisti, piloti tradizionali o sportivi eccetera) sarebbe stato più che sufficiente. Sarebbero state inoltre eliminate le classi (maggiore o minore di 4 Kg) mantenendo le categorie con l’aggiunta del VTOL, permettendo quindi di essere abilitati non più per massa ma per similitudine di meccanica del volo: un’altra idea eccellente, persa insieme alla prematura fine della riforma.

Non sappiamo perché alcune associazioni di categoria si siano dette nettamente contrarie alla riforma della LIC 15. Non comprendiamo cosa abbia portato ad una tale decisione che se non altro semplificherebbe, di molto, le procedure ed abbatterebbe i costi per la grande maggioranza dei candidati, specialmente se e quando anche per operare un aeromodello sarà necessario ottenere un qualche tipo di attestato, sia pure un semplice test online. Non possiamo permetterci di distruggere un settore in veloce sviluppo ed un hobby ultracentenario ma dobbiamo garantire a tutti di poter accedere allo spazio aereo comunitario, per lavoro o per diletto, senza sostenere costi inutili salvo quanto strettamente necessario a garantire la sicurezza propria ed altrui.

Per quanto riguarda i documenti importanti da conoscere, ad oggi, sono comunque validi ed in vigore il Regolamento ENAC Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto Ed. 2 Em. 4 e la circolare LIC-15 del 2016. Per quanto concerne il futuro, se vorremo essere adeguatamente informati, anche se non si tratta ancora di norme definitive, possiamo dare un’ occhiata alle proposte EASA A-NPA 2015-10 ben descritte anche nel recente booklet di Dronezine “In Rotta verso EASA“.

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