Gli infrarossi del GDU SAGA: il parere dell’esperto

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Di Alberto Ermoni

Alberto Ermoni, ingegnere aerospaziale, è esperto in termografia, fondatore e titolare della Thermographic Sas, società di servizi termografici presente sul territorio nazionale da oltre 10 anni, consulente ed istruttore per una nota casa produttrice di sistemi termici a livello mondiale. Chi meglio di lui poteva darci un parere da esperto sulla camera termica del Gdu Saga?

Tra gli accessori che si possono montare sul Gdu Saga c’è la camera a infrarossi con sensore 800×600 pixel con FOV 39°x29°. Una camera che fornisce immagini stabili senza effetto di trascinamento anche a velocità prossime ai 10m/s di volo rettilineo, garantita sia dalla correzione dell’assetto (gimbal) sia dalla frequenza di acquisizione del sensore pari a 25Hz.

Le immagini risultano nitide grazie sia ad un sorprendente IFOV pari a 0,85mrad sia dal fatto di avere la possibilità di effettuare la messa a fuoco dell’oggetto in quanto la termocamera non riprende a fuoco fisso come tutte quelle presenti in commercio, comprese quelle di fascia alta, ma è dotata sia di un sistema di focus automatico sia gestibile manualmente dall’operatore termografico: la novità è che il sistema è completamente integrato nella gimbal e per la ripresa di particolari molto vicini si ha la possibilità di effettuare delle macro.

Come per le sue concorrenti offre la possibilità di variare la palettatura dei colori (il menù ne offre 10) anche se a mio avviso ne basterebbero tre, al massimo quattro (iron, grey, rainbow e inverted grey). Durante il volo sono sempre presenti tre puntatori, due mobili (rosso e verde) e due fisso che in tempo reale mostrano valori di temperatura:

♥ TH: cursore rosso, massima temperatura rilevata nel campo di ripresa;

♥ TL: cursore verde, minima temperatura rilevata nel campo di ripresa;

♥ TC: cursore bianco, temperatura rilevata nel centro del campo di ripresa;

♥ TP: valore ignoto in quanto il manuale non specifica la sua funzione. Ipotizzo la temperatura di un target generico impostata dall’operatore.

Dopo i pregi, i difetti

Fino ad ora ho elencato una serie di positività rilevate durante la prova. Ma si rilevano anche alcune imperfezione e manchevolezze: rispetto alla sue concorrenti si fa sentire la mancanza di un software dedicato per la rielaborazione delle immagini nel post processing e l’impossibilità di impostare/cambiare il valore di emissività durante la fase di volo. Il software è indispensabile, in quanto consente di impostare alcuni parametri fondamentali (ne cito solo due) emissività e temperatura riflessa, essenziali per la corretta compensazione dell’immagine. Se il produttore non avesse ancora creato un software specifico potrebbe almeno suggerire un’applicazione commerciale non proprietaria GDU ma compatibile per la rielaborazione.

In volo manca anche la possibilità di effettuare la sintonizzazione termica (correzione span and level) per evidenziare eventuali gradienti termici presenti nell’oggetto escludendo le temperature di sfondo.

Si evidenzia l’impossibilità di registrare video radiometrici anche se questa manchevolezza è sopperita dal fatto che si possono effettuare scatti temporizzati con un passo minimo di 2sec (ideale ad esempio per riprese a velocità costante fra 2m/s e 5m/s su impianti FV per rilevarne anomalie, su grossi capannoni per evidenziare problematiche nell’isolamento o localizzare infiltrazioni nel tetto, diagnosi energetica su grossi complessi civili e/o industriali).

In conclusione la termocamera svolge molto bene il compito per il quale è stata creata e, a mio avviso, una volta risolte le manchevolezze precedentemente evidenziate potrebbe diventare una valida alternativa alle termocamere presenti sul mercato e operare in quasi tutti i settori ove si richiedono sia termogrammi di tipo qualitativo sia quantitativo.

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