Registrazione elettronica dei droni, nasce D-Flight da una costola di ENAV con altri partner

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L’incremento del numero dei droni in cielo è un fatto evidente e inoppugnabile, nel contesto civile sono di enorme utilità per rischiare meno vite umane, in molti casi per salvarle e per un sacco di applicazioni industriali e professionali.

Ovviamente come per tutte le novità è necessario normarle e a tal proposito prima l’Ente nazionale Aviazione Civile poi EASA – l’ente europeo sulla sicurezza del volo – hanno emesso i relativi regolamenti tra le cui peculiarità spicca l’esigenza di gestire e integrare il traffico aereo tradizionale con quello dei mezzi aerei a pilotaggio remoto, i droni per l’appunto.

Nasce D-Flight per la gestione del traffico aereo dei droni in Italia

Il 28 febbraio 2019 ENAV, l’Ente Nazionale che gestisce il traffico aereo annuncia con una nota di aver costituito D-Fllght una società destinata a offrire servizi e soluzioni per la registrazione di quasi tutti tutti i droni in volo – con alcune eccezioni –  condizione obbligatoria emersa dalle proposte di EASA e approvate dal Parlamento Europeo.
ENAV aveva precedentemente costituito un consorzio aziendale con la partenrship di Leonardo, Telespazio e IDS nel maggio del 2018.
Con l’aumento di capitale annunciato a fine febbraio D-Flight si ritroverà compartecipata da ENAV con la maggioranza costituita dal 60% e il restante 40% sarà suddiviso dalle compagini di Leonardo, Telespazio e IDS  (Ingegneria Dei Sistemi).

La non facile missione di integrare i droni nello spazio aereo nazionale è già iniziata con l’erogazione di alcuni servizi basilari, forniti dal portale www.d-flight.it e che sino ad oggi prevedeva la registrazione di tutti i droni professionali, ma tale obbligo verrà esteso a tutti i velivoli pilotati remotamente il cui peso superi i 250 grammi. Sempre sino ad oggi sul portale del consorzio era possibile usufruire di un servizio gratuito di mappe online che indicava approssimativamente le zone nelle quali fosse vietato volare con i droni perché soggette a restrizioni specifiche.

Integrazione nello spazio aereo civile, identificazione elettronica e geo-awareness

Tra gli obiettivi delle neonata D-Flight e tra i requisiti richiesti da EASA e approvati dall’europarlamento c’è anche l‘identificazione elettronica dei droni nonché l’integrazione di un servizio di geo-awareness come viene definito dall’Autorithy europea. Ovvero un servizio che fornisca una “consapevolezza” ovvero conoscenza della zona nella quale si vola con un drone e fornisca in modo semplice e chiaro gli eventuali divieti di sorvolo nell’area prescelta.
Nel comunicato stampa a tal proposito si legge che : “Inoltre, sarà resa disponibile un’app per i dispositivi mobili, per il lancio del servizio di identificazione elettronica ed un servizio di validazione dell’intento di volo e supporto al processo autorizzativo, ove richiesto sulla base delle regole vigenti.”

Presto anche in Italia il volo BVLOS per i droni

Sviluppo anche per il sistema BVLOS ovvero oltre la linea visuale del pilota. Insomma una caratteristica iimportante che permetterebbe ai droni di essere veramente droni, cioè mezzi aerei autonomi e quasi indipendenti dal pilota. In grado di compiere missioni semi automatiche sotto il controllo di un operatore. Allo stato attuale dell’arte i droni, sono comuni mezzi aerei a pilotaggio remoto che possono svolgere le loro attività solo sotto il controllo diretto costante e visuale del pilota; limitandone pertanto il raggio di azione.

Il nuovo logo di D-Flight che reca lo slogan “Enabling Automomous Flight”

L’implementazione futura del BVLOS viene descritta proprio nella nota emessa da ENAV con queste parole: “Grazie a D-Flight, nel prossimo futuro si attende l’avvio su base rutinaria di una vasta gamma di operazioni BVLOS sul territorio italiano.”. E il nuovo logo dell’azienda neo-costituita ne conferma la volontà con lo slogan Abilitiamo il Volo Autonomo.

Auguriamo buon lavoro al consorzio e anche se sappiamo che non sarà facile gestire l’enorme traffico generato dai piccoli velivoli a pilotaggio remoto e le difficoltà tecniche non mancheranno certamente.

 

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