Gestione e controllo del traffico aereo dei droni come verrà gestito in India e in Italia

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La crescita esponenziale del numero di droni presenti nei cieli di tutto il mondo preoccupa e con giusta ragione, sia l’autorità  nazionale che gestisce lo spazio aereo, sia quelle internazionali.
Se i velivoli a pilotaggio remoto, come oramai assodato da diversi anni, possono apportare indubbi benefici anche nella vita quotidiana, salvando vite di dispersi e feriti, durante le emergenze al servizio dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, oppure portando sangue o medicinali di primo soccorso in zone impervie; è anche vero che sussistono pericoli di ordine pubblico o semplificando anche solo di traffico aereo.

Immaginiamoci una città senza semafori, senza segnalazioni che indichino o vietino un particolare tipo di percorso. Si verificherebbe  il caos più totale!
E lo stesso potrebbe succedere se l numero di droni o meglio velivoli unmanned – senza pilota a bordo – invadessero lo spazio aerei normalmente utilizzato da aerei di linea, jet militari, eli-ambulanze o altri velivoli a pilotaggio remoto.
Ecco che quindi gli enti governativi di tutto il mondo che hanno la responsabilità di gestire il lo spazio e il traffico aereo stanno sempre più spingendo per installare a bordo dei piccoli droni civili, un sistema che per semplicità chiameremo transponder, ma che nella realtà dei fatti non è altro che un sistema identificazione e tracciatura della maggior parte dei mezzi volanti a pilotaggio remoto.

Controllo del traffico aereo dei droni: UTM in gergo tecnico, una necessità a detta delle authorities

Che piaccia o meno anche l’Europa grazie ai suggerimenti e alle bozze di EASA, l’agenzia europea che si occupa della sicurezza del volo aereo a sua volta composta da rappresentanti di tutti gli spazi membri, cercherà soluzioni per adottare un UTM  cioè Unmanned Traffic Management (controllo del traffico di velivoli senza pilota a bordo)

Partnership in India per il servizio UTM controllo del volo dei droni in tempo reale

Il problema come si diceva è mondiale e in India ad esempio Unifly NV, uno dei player principale nella di gestione del traffico dei droni, ha stipulato giusto ieri un accordo con Terra Drone India Pvt. Ltd., un fornitore di soluzioni per  droni, al fine di facilitare l’integrazione sicura di velivoli Unammend nello spazio aereo indiano.
La soluzione UTM di Unifly  ha come scopo  la gestione  del dei droni in tempo reale, mentre le sue esclusive applicazioni software facilitano il traffico UAV nello spazio aereo a bassissima altitudine. La società con sede in Belgio sta già collaborando con la Federal Aviation Authority (FAA) negli Stati Uniti per migliorare il loro UTM e fornendo funzionalità avanzate di gestione del traffico dei droni per i siti di test per i velivoli senza pilota a New York.

Accordo strategico italiano per la fornitura del servizio di controllo UTM sui droni

in Italia invece non sono ancora state ufficializzate della partnership tecnologiche anche se i vertici di ENAC assicurano di essere in trattativa con un consorzio per la fornitura del hardware e del software necessario a identificare e a controllare in tempo reale i voli dei piccoli droni commerciali.
La cordata di aziende potrebbe essere costituita da Leonardo, IDS e Telespazio, come si legge in un comunicato stampa istituzionale, di maggio 2018
“Nel dettaglio, ENAV costituirà una nuova società per lo sviluppo di una piattaforma di Unmanned Aerial Vehicles Traffic Management (UTM) e relativi servizi, inclusa la manutenzione tecnica, di cui avrà il 60% del capitale sociale, mentre il restante 40% sarà detenuto dalla compagine industriale guidata da Leonardo.”

I numeri da gestire sono importanti. Sia parlando del vero e proprio conteggio dei possibili droni volanti presenti nei cieli mondiali, sia per i possibili introiti derivanti da tale tipo di controllo.
Sempre nel comunicato stampa si leggono anche alcune stime previsionali che riguardano sia i droni ad uso ricreativo, che sarebbero la maggior parte (7.000.000 di unità), sia quelli professionali (400.000 unità).
“La capacità di fornire il servizio UTM è il presupposto per garantire la sicurezza del volo dei droni fuori dalla linea di vista e rappresenta un punto di svolta per l’apertura di nuovi mercati basati sul loro utilizzo. Il settore è destinato, infatti, a crescere in maniera esponenziale nei prossimi anni, con stime che vedono in circolazione sette milioni di droni a uso ricreativo e altri quattrocentomila utilizzati a fini commerciali da qui al 2035 solo in Europa.”

Un discreto business, considerando l’acquisto dei “transponder” che comunque dovrà rispondere a specifiche in parte già tracciate nelle varie bozze di EASA e trascritte nel Regolamento Europeo già approvato dall’Euro Parlamento, ma anche una bella responsabilità e un cospicuo carico di lavoro per chi dovrà gestire questa enorme mole di dati.

Fonte comunicato stampa Leonardo Company e sUasNews

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