L’aeromodellismo ai tempi di EASA: protetto dall’ombrello di club e campi volo

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Di Francesco Paolo Ballirano, legale esperto in diritto aeronautico e membro del Comitato Scientifico di DronEzine

Con l’entrata in vigore del Regolamento UE 1139/2018, è definitivamente venuta meno una distinzione che, perlomeno in Italia, ha portato negli anni a numerosi dubbi interpretativi. Facciamo riferimento alla classificazione prevista dal Regolamento ENAC tra volo amatoriale, ossia i “mezzi aerei a pilotaggio remoto” utilizzati per scopi sportivi e ricreativi, gli aeromodelli e i droni usati per divertimento, e i “sistemi aeromobili a pilotaggio remoto” (SAPR) che, invece, erano destinati all’utilizzo per attività specializzate, attività, cioè, aventi finalità commerciali o, comunque suscettibili di valutazione economica.

Nel nuovo Regolamento Basico tutti i droni saranno classificati sotto la denominazione comune di “Unmanned Aircraft” (UA), ossia aeromobili senza pilota. La distinzione tra volo sportivo, operazioni specializzate non critiche ed operazioni specializzate critiche quindi non esisterà più, eliminando così zone d’ombra che spesso hanno portato a distorsioni su un corretto e legale utilizzo dei droni.

Sebbene dunque tale distinzione sia definitivamente venuta meno, sia il Regolamento Basico che i futuri atti di esecuzione terranno in considerazione la peculiarità degli aeromodelli, al fine di permettere un utilizzo più permissivo rispetto agli altri droni.

In particolare, il nuovo Regolamento Basico, al considerando 34, dispone cheGli aeromodelli sono considerati aeromobili senza equipaggio ai sensi del presente regolamento e sono utilizzati principalmente per attività ricreative. Gli atti delegati e di esecuzione adottati in base al regolamento e concernenti gli aeromobili senza equipaggio dovrebbero tener conto del fatto che tali aeromodelli hanno finora un buon livello di sicurezza, specialmente quelli gestiti da membri di associazioni o club di aeromodelli che hanno sviluppato codici specifici di condotta per tali attività. Inoltre, all’atto dell’adozione di tali atti delegati e di esecuzione, la Commissione dovrebbe tener conto della necessità di una transizione senza soluzione di continuità dai vari sistemi nazionali al nuovo quadro normativo dell’Unione affinché gli aeromodelli possano continuare ad operare come fanno oggi, anche prendendo tenendo conto delle migliori pratiche esistenti negli Stati membri”.

Seppur generico e meramente programmatico, il citato “considerando” introduce alcuni importanti dettagli sulla normativa europea in corso di finalizzazione. La bozza del Regolamento di esecuzione che da qui a breve dovrebbe essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europa, prevede di istituire specifiche regole per gli aeromodellisti, anche alla luce della consolidata e risalente tradizione che connota tale settore.

Anzitutto, sarà previsto un periodo di transizione senza soluzione di continuità dai diversi sistemi nazionali alla nuova regolamentazione dell’Unione, in modo che gli aeroclub e le associazioni aeromodellistiche possano continuare a operare come lo fanno oggi, oltre a prendere in considerazione le migliori pratiche esistenti negli Stati membri. Inoltre, l’utilizzo di aeromodelli dovrebbe rientrare nelle operazioni a basso rischio riconducibili nella categoria “open”.

Riconoscendo il buon livello di sicurezza stabilito da molti anni dalle associazione aeromodellistiche in Europa gli atti esecutivi della Commissione Europea consentiranno quindi alle autorità competenti di rilasciare un’autorizzazione operativa per gli aeroclub e associazioni aeromodellistiche che possono anche individuare deroghe per riflettere abitudini consolidate e parametri operativi. Tali autorizzazioni saranno valide solo all’interno dei rispettivi stati membri.

L’autorità competente di ciascun stato membro (in Italia l’ENAC – anche se rimangono molti dubbi su una corretta individuazione di competenze tra ENAC ed AeCI) può rilasciare un’autorizzazione operativa agli aeroclub ed alle associazioni aeromodellistiche senza ulteriore dimostrazione di conformità, sulla base delle procedure stabilite dagli stessi aeroclub e dalle associazioni aeromodellistiche, della struttura organizzativa e del sistema di gestione, mettendo a disposizione dei propri membri procedure adeguate per rispettare le condizioni e i limiti definiti nell’autorizzazione operativa rilasciata dall’autorità competente. Le associazioni aeromodellistiche attualmente riconosciute opereranno con questo tipo di autorizzazione e i loro membri dovranno agire nei limiti dell’autorizzazione rilasciata.

Sebbene dunque la disciplina sugli aeromodelli abbia ricevuto un trattamento particolare, anche grazie al lobbismo svolto dalla comunità aeromodellistica (in primi tedesca), grazie alla quale sono stati garantiti taluni “paracaduti” alle consolidate attività aeromodellistiche, la normativa europea stravolge ancora una volta le modalità di utilizzo degli aeromodelli, già ampiamente osteggiate dalle varie associazioni al tempo dell’entrata in vigore del Regolamento ENAC.

L’opzione alternativa sarebbe stata quella di escludere tout court gli aeromodelli dal campo di applicazione del Regolamento Basico, ma per scelte politiche e di tutela della sicurezza, ciò non è stato fatto.Tuttavia, è stato raggiunto un compromesso che permette un uso più o meno permissivo degli aeromodelli, sebbene sotto l’ombrello protettivo degli aeroclub e delle associazioni aeromodellistiche, prevedendo disposizioni più favorevoli per gli aeromodelli nell’ambito della disciplina degli aeromobili senza pilota, cui, almeno formalmente, fanno parte.Quello che appare chiaro, è che il volo ricreativo/sportivo, casomai svolto da un hobbista alle prime armi, non è facilmente o liberamente consentito e che l’utilizzo ricreativo e/o sportivo degli aeromodelli è stato notevolmente istituzionalizzato, essendo ormai le associazioni aeromodellistiche chiamate ad agire da “filtro” tra le autorità competenti (nazionali e non) e gli aeromodellisti.

Tratto dall’ebook “In Rotta verso EASA“, DronEzine editore

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