Google testerà nel New Mexico il drone che porta il Web dove non c’è

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Tempo fa Google ha acquistato Titan Aerospace, una startup che produce un grosso drone a celle solari in grado di volare mesi di fila a 20 km di altezza, per farne un ponte radio per portare Internet nelle zone in cui non arriva nemmeno il satellite. Tra queste ci sono alcune aree del New Mexico, il cui territorio è in gran parte coperto da montagne, altopiani e deserti. E qui Big G vuole testare la validità del suo progetto; la settimana scorsa, Google ha chiesto alla U.S. Federal Communications Commission un blocco di frequenze radio per trasmettere a terra i dati di Internet, nelle frequenze a 2,4 e 2,414 GHz, 910 e 927 MHz, bande usate per scopi industriali, scientifici e medicali e normalmente usate senza bisogno di autorizzazione. Per Internet verosimilmente Google userà le frequenze in MHz, mentre quelle in GHz (che sono poi le stesse usate dai radiocomandi dei piccoli droni civili e dagli aeromodelli) saranno dedicate alla comunicazione con l’aereo stesso. 

I test cominceranno a Ottobre e dureranno sei mesi, in un area di 1400 chilometri quadrati nel cuore dello Stato e ad est di Albuquerque, che con mezzo milione di abitanti  è la città più popolosa (ma non la capitale, che è santa Fe). Oltre a fare da ponte radio per il web, Google annuncia che i droni possono essere usati come sentinelle volanti per monitorare danni ambientali, trivellazioni petrolifere e deforestazione. Visto che la FAA (l’ENAC americana) proibisce ogni tipo di volo civile di droni, nella richiesta di autorizzazione Google assicura che i voli avverranno “in un ambiente attentamente controllato”.

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