Indonesia: trasporto coi Droni nelle oltre 18 mila isole del Paese?

Riuscire a sviluppare un efficiente sistema di trasporto merci tra le oltre 18 mila isole che costituiscono l’Arcipelago indonesiano rappresenta da sempre una delle principali sfide del Paese.

Una sfida da sempre considerata poco meno che impossibile, ma che la PT Garuda Indonesia, la più grande compagnia aerea nazionale, ha detto di voler accettare puntando su una flotta di 100 droni che saranno in grado di trasportare tonnellate di merci ognuno.

Secondo Mohammad Iqbal, direttore del comparto Cargo and Business Development della compagnia aerea, entro i prossimi 5 anni l’azienda inizierà il servizio utilizzando 30 centri logistici sparsi per tutto il paese, ognuno con la sua pista di atterraggio. E infatti i droni in questione, che saranno forniti dall’azienda cinese Beihang UAS Technology, saranno dei modelli ad ala fissa in tutto e per tutto simili agli aeroplani (o se vogliamo ai droni militari statunitensi). Con 18 metri di apertura alare, un range di 1200 km e una capacità di carico di 2,2 tonnellate, i droni verranno assemblati localmente sotto la licenza di Beihan e garantiranno un costo di circa il 30% inferiore rispetto a quello dei tradizionali aerei, con un risparmio che, se verrà confermato, ripagherà in parte le enormi quantità di denaro (almeno 400 milioni di dollari entro il 2024) che il Paese sta investendo nell’ammodernamento delle proprie infrastrutture, allo scopo di conservare il suo ruolo chiave come centro minerario e manifatturiero del Sudest Asiatico.

Il trasporto via drone avrebbe anche l’effetto di sostenere lo sviluppo dell’ecommerce, in quello che è il quarto Paese del mondo per numero di abitanti. Eppure, mentre quasi tutti guardano al futuro con ottimismo, c’è chi resta con i piedi per terra parlando del presente. Come riporta Bloomberg, infatti, Gerry Soejatman, esperto di aviazione in Jakarta, puntualizza che “Al momento non abbiamo le infrastrutture per un ecosistema di consegne via drone. Il Governo ha bisogno di stabilire le rotte, le aree delle operazioni, le infrastrutture e la loro localizzazione, solo così i controllori del traffico aereo saranno in grado di sapere dove saranno i droni“.

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