Droni e reti 5G: ci sarà banda per tutti?

Di Francesco Paolo Ballirano

Le reti mobili di quinta generazione daranno ai droni possibilità nuove e affascinanti, come per  esempio il pilotaggio da migliaia di chilometri di distanza. Ma ci sarà banda a sufficienza per tutti?

(nell’immagine, un drone sperimentale autonomo 5G)

Con l’avvento della tecnologia 5G, da qui al prossimo anno, assisteremo a quella che i più hanno definito come una “rivoluzione senza fili” con nuovi standard di comunicazione mobile che permetteranno di collegare ad alta velocità ogni cosa rendendo reali molti di quei progetti che oggi sono solamente sulla carta.

Frequenze dedicate in uno spettro affollato

Tra le varie particolarità della tecnologia 5G vi è anche la necessità di rendere alcune frequenze dedicate esclusivamente a questo tipo di tecnologia. L’uso delle frequenze radio, ad oggi, riceve una regolamentazione estremamente diversificata, in quanto si sovrappongono tra loro normative internazionali, europee e nazionali, con una forte regolamentazione del settore.

In particolare, con  la  Decisione  n.  243/2012/UE    del  14  marzo  2012,  è  stato  definito  un  programma  pluriennale europeo  in  materia  di  spettro  radio (“Radio  Spectrum  Policy  Programme”-  RSPP),  che  prevede  che  gli  Stati  membri  e  la  Commissione  europea  cooperino  per  sostenere  e  conseguire  una  serie  di  obiettivi strategici,  in  particolare  che  adottino  tutte  le  misure  necessarie  per  garantire  la  disponibilità  di  spettro  radio sufficiente  (almeno  1.200  Mhz)  per  copertura  e  capacità  all’interno  dell’Unione,  al  fine  di  consentire  di disporre della banda larga più veloce e fare in modo che le applicazioni senza fili ed il ruolo guida europeo nei nuovi servizi possano contribuire efficacemente alla crescita economica e alla realizzazione dell’obiettivo dell’accesso ad una velocità della banda larga di almeno 30 Mbps entro il 2020 per tutti cittadini.

In particolare obiettivo della Comunicazione è quello di assicurare l’allineamento delle tabelle di marcia e delle priorità per il dispiegamento coordinato delle reti 5G per una loro rapida introduzione  entro il 2018 e per una progressiva introduzione su larga scala entro il 2020.

La banda di frequenze 24,25-27,5 GHz («26 GHz») è attualmente allo studio quale banda di frequenze utilizzabile per  le  telecomunicazioni mobili internazionali per  il  2020 e  oltre  (IMT-2020), uno  dei  temi all’ordine del giorno  della Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni del  2019 (WRC-19). L’IMT-2020 rappresenta il quadro 5G delle norme  radio elaborate  dall’Unione internazionale delle telecomunicazioni-Settore Radiocomuni-cazioni (UIT-R), basato sulla tecnologia mobile a banda larga.

A  norma  del  regolamento delle radiocomunicazioni dell’UIT,  la  banda di  frequenze 25,25-27,5 GHz è attribuita in tutto il mondo al servizio mobile su base comprimaria. La banda di frequenze 24,25-25,25 GHz non è  assegnata al  servizio mobile nella regione 1  dell’UIT,  che  comprende  l’Unione europea. Ciò  non  impedisce all’Unione di utilizzare tale banda di frequenze, nel rispetto degli obblighi internazionali e transfrontalieri previsti dal  regolamento delle radiocomunicazioni dell’UIT alle  sue  frontiere esterne,  per  i  servizi  di  comunicazione elettronica a banda larga senza fili.

Il piano d’azione europeo

La  comunicazione della Commissione «Il  5G  per  l’Europa: un  piano d’azione»  («piano d’azione per  il  5G») definisce un approccio coordinato dell’Unione per la diffusione dei  servizi  5G a partire  dal  2020.

Il  piano d’azione per  il 5G sollecita l’individuazione di bande di frequenza per il lancio dei servizi 5G da parte della Commissione in  cooperazione con  gli  Stati membri,  tenendo conto del  parere del  gruppo «Politica dello spettro radio» (RSPG)

Droni e 5G

“L’uso di velivoli senza pilota («UAV»), come i droni, con reti terrestri di comunicazione elettronica a banda larga senza fili che utilizzano la banda di frequenze 26 GHz potrebbe avere un impatto sull’uso attuale, ad esempio per quanto concerne i ricevitori satellitari nell’FSS e nell’ISS. La connettività dalle stazioni radio base alle stazioni terminali a bordo degli UAV dovrebbe di conseguenza essere vietata nella banda di frequenze 26 GHz e dovrebbe essere consentita solo la connettività dalle stazioni terminali a bordo degli UAV alle stazioni radio base, nel rispetto della regolamentazione vigente in materia di gestione del traffico aereo”.

A tal proposito, la connettività dalle stazioni terminali a bordo degli UAV alle stazioni radio base potrebbe avere, ad esempio, un impatto significativo sulla distanza di separazione dalle stazioni di terra EESS/SRS che condividono l’uso della banda di frequenze 26 GHz. Sono necessari ulteriori studi in materia, che possono condurre all’elaborazione di condizioni tecniche armonizzate supplementari. L’uso di UAV con reti di comunicazione elettronica a banda larga senza fili non dovrebbe ostacolare l’installazione futura di stazioni di terra EESS/SRS.