Uno dei cardini dei legislatori europei, ma anche delle altre nazioni, quando hanno stilato il regolamento unico suo droni, è stata l’introduzione della identificazione remoto dei mezzi aerei a pilotaggio remoto.
Un po’ per questione di ordine pubblico e sicurezza delle persone a terra, un po’ per un eventuale prossimo futuro di integrazione con i velivoli delle aviazione generale, l’identificazione remota dei droni, diventa un tassello importante, anche per le industrie coinvolte.
Con il Regolamento Europeo sui droni di prossima applicazione negli Stati Membri che fanno parte di EASA, vengono introdotte diverse novità e requisiti.
- Il primo certamente riguarda la registrazione dei droni dal peso uguale o superiore a 250 grammi se muniti di dispositivo atto a captare dati personali – leggi telecamera.
- Il secondo richiedere una certificazione di competenza che può essere di diversi livelli e sostanzialmente prevede uno o più esami online a seconda della categoria Open.
- il terzo una targhetta visibile relativa alla registrazione eseguita
- Il quarto l‘identificazione remota del drone.
In poche parole, i droni in volo dovranno avere un dispositivo o un sistema in grado di renderli visibili a breve raggio con un sistema semplice e conosciuto da tutti alle Forze dell’Ordine e forse anche ai normali cittadini.
Nel regolamento UE sono anche chiari i dati che devono trasparire in questa trasmissione broadcast, cioè diretta a tutti. Quindi oltre a una targhetta visibile e leggibile, il drone dovrò trasmettere in chiaro una serie di dati che lo rendano riconoscibile e lo leghino alla registrazione effettuata sul database delle autorithy nazionale, ad esempio D-Flight nel caso italiano.
Viene da se pensare che anche in questo campo saranno diverse le soluzioni presentate da terze parti, aprendosi quindi un business anche su questo fronte.
DJI leader mondiale produttori di droni professionali, prosumer e consumer, dopo aver implementato e prodotto Aeroscope, un sistema di identificazione remota a disposizione degli Enti Governativi o siti che necessitano di una protezione perimetrale contro l’introduzione dei droni. – vedi carceri e similari – ha presentato ieri in Canada una soluzione di identificazione remota semplice e alla portata di tutti.
Grazie all’uso di un semplice smartphone e di una applicazione apposita, tutte le persone nel raggio di azione di un drone DJI, potranno capire di chi si tratta e dove stia volando.
Tutto ciò grazie a una semplice ricezione di una trasmissione WiFi e alla tecnologia Wi-Fi Aware, nella quale venga implementato come da obblighi normatavi, un ID (identificatore Univoco) di un drone collegato a un relativo proprietario.
Probabilmente le informazioni sul proprietario non saranno disponibili per i cittadini per questioni di privacy.
“L’ID remoto funziona come una targa elettronica per i droni, consentendo a chiunque sia curioso di vedere un drone in cielo di saperne di più su ciò che sta facendo”, ha dichiarato Brendan Schulman, Vice Presidente Policy & Legal Affairs di DJI durante la dimostrazione canadese.
“In tutto il mondo, le autorità aeronautiche hanno affermato che l’ID remoto è la chiave per consentire un uso più complesso dei droni e per risolvere i problemi di sicurezza. L’ID remoto diretto drone-to-phone di DJI dimostra che ci impegniamo a fornire una soluzione che sia immediatamente utilizzabile in tutto il mondo senza alcuna infrastruttura aggiuntiva. “
L’applicazione, per identificare i droni DJI sarà rilasciata nel 2020 e consentirà a una qualsiasi persona di identificare il numero univoco del drone e del suo proprietario, il posizionamento del velivolo a pilotaggio remoto, la sua altezza e la sua direzione; stando sempre alle dichiarazioni rilasciate ieri.
[Fonte e foto principale sUasNews]





