Tre droni scientifici marini pattugliano le coste inglesi

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Si chiamano AutoNaut, C-Enduro e SV3 Waveglider i tre battelli senza equipaggio lunghi 3,5 metri che gli oceanografi inglesi usano per studiare le caratteristiche fisiche e chimiche del mare del Nord, studiare le forme di vita e verificare l’efficacia delle oasi protette per consentire la riproduzione dei banchi di pesci. Le tre imbarcazioni, sviluppate in UK e negli Stati Uniti, possono effettuare missioni di diverse settimane di durata sfruttando l’energia del vento (l’elica che si vede in foto è un generatore, non serve per la propulsione), delle onde e del sole. Il biologo marino Stephen Cotterell, a capo del progetto, spiega che “questa tecnologia ci apre nuovi orizzonti per comprendere i movimenti dei pesci, le loro migrazioni e i loro comportamenti all’interno e nei pressi delle oasi protette al largo di Plymouth”.

La seconda fase del progetto, che partirà proprio in questi giorni, vedrà le navi robot impegnate in una crociera di centinaia di chilometri per raggiungere le isole  Scilly e raccogliere dati meteorologici e oceanografici. Si tratta del più ambizioso progetto di studio con navi robot mai tentato in Gran Bretagna, e se avrà successo gli oceanografi già pensano a navi robot ben più grandi, delle dimensioni di un vascello, che un domani potrebbero anche sostituire i cargo nel trasporto di merci su distanze continentali.

 

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