Dexpotech: il drone buono, un crowdfunding italiano per l’università di Pavia

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Un drone dedicato a valutare i dati ambientali misurando e correlando le misure ottenute dalle centraline, un progetto tutto italiano che per nascere necessità di fondi. La chiamata arriva dalla università di Pavia che prima tra i propri pari, lancia una vera e propria campagna di raccolta fondi o crowdfunding per usare un inglesismo.

«L’università di Pavia è il primo ateneo italiano a dotarsi di uno strumento di crowdfunding», annuncia fieramente  il  rettore Fabio Rugge, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dei dottorati di ricerca. Il progetto si chiama «Universitiamo» e  tutti possono fare una donazione.
I progetti  abbracciano vari settori e argomenti quali ad esempio: la Lotta alla zanzara tigre, il Marketing irresponsabile, la Tubercolosi e infine Il drone buono.

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Nel progetto  «Dexpotech: il drone buono». la squadra di Riccardo Bellazzi si pone l’ambizioso obiettivo di  stabilire correlazioni tra le misure ambientali ottenute dalle centraline di misurazione della qualità di acqua e aria e i dati satellitari e di valutarne l’incidenza con alcune  specifiche patologie nella popolazione. Per completare i loro studi necessitano di un drone con sensoristica adatta a raccogliere dati ambientali al fine di  creare una mappa dettagliata dell’ambiente e della salute in provincia di Pavia. Per completare questo progetto servono 40.000 euro.

Per concorrere seriamente alla realizzazione del progetto Dexpotech si può visitare la pagina dedicata del nuovo portale chiamato Universitiamo che similmente ai siti internazionali  di crowdfunding, offre la possibilità di partecipare con un piccolo esborso economico alla raccolta fondi.

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