Come previsto dal regolamento ENAC ed.3, dal 1 marzo 2020 inizieranno gli obblighi per gli operatori professionali di droni, che legalmente si chiamano SAPR, di registrare tutti i loro velivoli a pilotaggio remoto utilizzati per lavoro.
Nella precedente versione del regolamento italiano, era previsto un pagamenti di diritti per euro 94 dovuti solo per la prima registrazione e poi citando lo stesso numero di fattura ricevuto, si potevano portare a riconoscimento tutti gli altri SAPR della propria flotta.
Con la prossima introduzione dei regolamenti europei, è prevista la registrazione di tutti i droni circolanti dal peso superiore ai 250 grammi o anche dal peso inferiore se dotati di dispositivo atto a captare dati personali, leggi telecamera.
Tale obbligo varrà sia per gli utenti di droni che li useranno per hobby sia per coloro che lo utilizzeranno per lavoro. Fermo restando che gli stessi regolamenti europei faranno cadere tale distinzione, tra uso ricreativo e professionale.
Sono tante le domande che i nostri lettori ci pongono, e molte delle quali sono state da noi inoltrate a D-Flight al fine di avere un po’ di chiarezza e sopratutto una versione ufficiale che permetta anche agli operatori professionali, di capire quanto profondamente dovranno inserire le proprie mani nel portafoglio.
Citiamo alcuni passi di una lettera che ci è stata inviata in copia e diretta a D-Flight che come noto è una società creata ad hoc dalla capogruppo ENAV seguita da Leonardo, Telespazio e Ingegneria dei Sistemi.
“Spettabile D-Flight,
Sono già operatore con 3 APR regolarmente registrati tramite la vecchia procedura ENAC. Un APR è nella classe <300 gr, gli altri due sono registrati per operazioni critiche standard(CRO). Volevo conoscere le modalità della procedura di registrazione tramite il vostro sito senza altri costi aggiuntivi(l’ENAC dichiara che la registrazione dovrebbe essere totalmente gratuita, leggi nuovo regolamento), poiché, almeno per il momento, mi pare cosa assolutamente impossibile.”
In effetti anche noi abbiamo sempre suggerito di attendere la data di scadenza del 29 febbraio 2020 prima di iniziare le procedure di registrazione, al fine di dare tempo alla sopracitata società di avviare e sistemare le procedure informatiche necessarie.
La lettera continua su queste tematiche:
“Volevo anche chiedeVi se per le registrazioni dei nuovi APR, da parte di operatori già qualificati tali, si prevede il pagamento dei € 96 per ogni APR, poiché in precedenza così non era. Si pagava una sola volta.”
Come scrivevamo in testa all’articolo, la vecchia procedura prevedeva un solo pagamento dei diritti la prima volta e poi non era necessario effettuare altri versamenti. Inoltre sulle pagine di ENAC vengono riportati alcuni passi del regolamento ed.3 in vigore dal 15/12/2019.
“A partire dal 1° marzo 2020 le dichiarazioni devono essere rese tramite l’accesso al portale d-flight.
AVVERTENZA: dal 1° luglio 2020 le dichiarazioni già rese dagli operatori per operazioni specializzate tramite il sito ENAC decadono di validità. Entro il predetto termine tali dichiarazioni devono essere confermate tramite inserimento, senza oneri aggiuntivi, nel sito d-flight.”
Nella ultima parte della lettera viene sollevata una curiosa domanda – “Inoltre, avrei la necessità di conoscere le modalità per farsi rilasciare regolare ricevuta fiscale o fattura per ogni servizio richiestoVi, e se è possibile utilizzare, per ogni pagamento, la valuta corrente in Italia, l’EURO, e non il D-Coin.”
La questione della moneta virtuale è curiosa e anche noi abbiamo domandato tramite i canali ufficiali il perché di una scelta simile.
In attesa di una risposta da parte di D-Flight sia alla lettera del nostro lettore, ma immaginiamo che non sia l’unica, sia alle domande che anche noi abbiamo posto da una decina di giorni, non ci rimane che rimanere sintonizzati sulle frequenze dei nostri droni.






