Fine febbraio e primi di marzo, importanti appuntamenti in agenda per i droni di tutto il mondo

Dal punto di vista legislativo questo periodo dell’anno è abbastanza significativo per i possessori e utilizzatori di droni in tutto il mondo.
Negli Stati Uniti ad esempio il 2 marzo è il termine ultimo per presentare i commenti alla bozza che stabilisce quali criteri debbano avere i dispositivi di identificazione remota da installare sui droni che voleranno nel territorio americano e sotto la giurisdizione della Federal Aviation Administration.

1 marzo, registrazione obbligatoria di tutti i droni usati a scopo professionale

In Italia invece dal 1 marzo sarà obbligatoria la registrazione di tutti i droni o SAPR usati a scopo professionale sul portale www.d-flight.it i droni usati a scopo ricreativo, non potranno invece volare dopo il 1 luglio senza aver eseguito tale operazione.
Il costo per la registrazione di un SAPR professionale sarà di euro 96,00 per ogni drone, mentre la registrazione di quelli usati a scopo ricreativo dovrebbe essere di euro 6,00 a drone.

Costo del patentino online per i droni, in via di definizione

Sempre in questi giorni, dopo la riunione del Consiglio di Amministrazione di ENAC avvenuta il 27 febbraio, dovrebbero essere resi noti i “diritti per il rilascio degli attestati di competenza per i piloti di aeromobili a pilotaggio remoto”.
Che tradotto dal legalese, in sostanza, dovrebbero aver deciso i costi per lo svolgimento del corso e successivo patentino online, che stando a quanto dichiarato non partirà il 1 marzo, come scritto sul regolamento ENAC ed.3, ma dal 5 marzo prossimo venturo.

Il 24 febbraio invece era l’ultimo giorno per l’invio dei commenti relativi alla circolare LIC15, destinata ai Centri di Addestramento e contente le linee guida per lo svolgimento dei corsi di formazione per gli allievi piloti di Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto. Considerando per l’appunto che il corso Basico, presente nelle vecchia edizione della circolare, verrò probabilmente sostituito dall’esame online tenuto direttamente dall’Ente.
Nella bozza della circolare LIC15, sono contenute oltre alle materie di esame per le varie tipologie di corsi, anche alcuni importanti chiarimenti e indicazioni per il volo fuori portata dalla vista del pilota, alias BVLOS.

Sulla questione sistema di identificazione remota, altro obbligo per tutti i droni volanti sopra i 250 grammi nei paesi europei che aderiscono a EASA, non ci sono ancora importanti novità, almeno non nei canali ufficiali.
Per ora l’unico apparente riferimento pare essere il sistema legislativo statunitense, che lascia tempo sino al  2 marzo per inviare i commenti relativi alla bozza che stabilisce cosa come e quando dovrà essere installato un transponder – passateci il termine – sui droni volanti negli States.

Citiamo alcuni passi della bozza “Remote Identification of Unmanned Aircraft Systems” proposta dalla FAA il 31 dicembre 2019  al fine di spiegare in cosa dovrebbe consistere questo sistema di identificazione remota, cosa peraltro già spiegata anche dai regolamenti tecnici europei.
“UAS DI IDENTIFICAZIONE REMOTA STANDARD
Ai fini della presente regola proposta, un “UAS di identificazione remota standard” è un UAS con apparecchiature di identificazione remota in grado di: connettersi a Internet e trasmettere attraverso tale connessione Internet a un ID remoto”

oppure:
“UAS DI IDENTIFICAZIONE REMOTA LIMITATA
Ai fini della presente regola proposta, un “UAS di identificazione remota limitata” è un UAS che: (1) è progettato e prodotto per limitare il funzionamento a non più di 400 piedi dalla sua stazione di controllo; (2) è in grado di connettersi a Internet e trasmettere gli elementi dei messaggi di identificazione remota attraverso tale connessione Internet a un ID remoto USS; e (3) non possono trasmettere elementi di messaggi di identificazione remota. “

e in ultimo che riguarda probabilmente anche la gestione del volo degli aeromodelli:
“UAS SENZA APPARECCHIATURE DI IDENTIFICAZIONE REMOTA
In base alla norma proposta, la stragrande maggioranza degli UAS dovrebbe avere una capacità di identificazione remota, tuttavia, come discusso nella sezione XA 3, un numero limitato di UAS continuerebbe a non avere un’identificazione remota. La FAA prevede che, alla piena attuazione di questa regola, non saranno disponibili commercialmente velivoli senza pilota di peso superiore a 0,55 libbre che non siano né un UAS di identificazione remota standard né un UAS di identificazione remota limitato. Tuttavia, ci saranno alcuni UAS tra cui velivoli amatoriali e UAS precedentemente fabbricati che potrebbero non avere capacità di identificazione remota. Una persona che utilizza un UAS senza apparecchiature di identificazione remota sarebbe sempre tenuta a operare all’interno della linea visiva  [ 6 ] e all’interno di un’area di identificazione riconosciuta dalla FAA. “

Una parte molto importante e che riguarda certamente molte industrie interessate al mondo dei droni è questa:
“PROGETTISTI E PRODUTTORI DI UAS
Per ogni UAS progettato o prodotto per funzionare negli Stati Uniti, la persona responsabile della progettazione o della produzione del sistema di aeromobili senza pilota (con eccezioni limitate incluse nella proposta) sarebbe tenuta a progettare o produrre l’UAS in conformità con i requisiti di prestazione per un UAS di identificazione remota standard o un UAS di identificazione remota limitato che utilizza un mezzo di conformità accettato dalla FAA per l’identificazione remota entro il 24 ° mese successivo alla data di entrata in vigore della regola finale.”

Il che fa presupporre che i costruttori internazionali di droni, per vendere negli Stati Uniti dovrebbero implementare sistemi di identificazione remota compatibili con gli standard previsti. Certamente DJI è già molto avanti in tal senso, vedi ad esempio il sistema Aeroscope che intercetta le comunicazioni e la telemetria tra drone e controller.

 

Ancora molti cambiamenti previsti negli anni a seguire per gli utilizzatori di droni

Agenda piena quindi per gli utilizzatori di droni da adesso sino ai primi di marzo, ma questo periodo transitorio segnerà un altro importante giro di boa il 1 luglio 2020.
Il clima è tuttora incerto, specialmente per coloro che vogliono iniziare in questo momento e che si troveranno a dover spesso mettere mano al portafoglio, ricordiamo gli obblighi assicurativi, la registrazione obbligatoria, l’esame obbligatorio.
Certo, molte cose sono cambiate rispetto a 6 mesi fa, e probabilmente cambieranno ancora, d’altro canto se questi sono gli spartiti, chi si vorrà approcciare a questo mondo, dovrà suonare e cantare questa musica.

 

 

ebook omaggio regole per hobbysti