Nel 2017 la strage di Las Vegas, la più grave sparatoria nella storia degli USA con 61 persone uccise (incluso il killer suicida Stephen Paddock) e oltre 800 persone ferite, diede un forte impulso alla paura e all’incremento delle misure di controllo dell’ordine pubblico.
A quei tempi, l’allora poco più che maggiorenne Blake Resnick, fondatore e CEO della startup Brinc, decise di aiutare le forze dell’ordine producendo soluzioni robotiche non violente. Più di recente, dopo essere entrato – anche a colpi di finanziamenti e venture capital – a far parte della prestigiosa lista stilata da Forbes dei “30 under 30” (nella categoria delle persone più influenti sotto il profilo dell’impatto sociale), Resnick ha ribadito che la sua società è stata finanziata in “larga parte” come risposta salva-vita al massacro di Las Vegas. Allo stesso modo, sulla pagina “Valori ed etica” della sua compagnia appare netto l’impegno verso il “portare queste tecnologia nel mondo in modo responsabile” e verso il “non realizzare mai tecnologia progettate per ferire o uccidere”.
Eppure sul sito Theintercept.com è saltato fuori un video – secondo l’autore dell’articolo risalente al 2018 – in cui si vede lo stesso Resnick promuovere il suo “Wall of Drones”, un sistema di controllo dei confini a mezzo drone. Solo che il drone, che decolla autonomamente da una base, in questo caso non si limita a pattugliare l’area stabilita, ma nella simulazione individua un intruso, lo avvicina, gli parla e infine, dopo che il presunto immigrato messicano estrae un’arma per minacciare il velivolo, lo colpisce con il taser e lo mette al tappeto.
Ovviamente si è sollevata una bufera mediatica, conseguenza inevitabile se consideriamo la crescente sensibilità dell’opinione pubblica verso l’uso di droni in grado di attaccare le persone (su questo argomento potete vedere qui un recente video distopico su droni killer e IA), la presenza di un personaggio esposto pubblicamente e un video che sembra sconfessare le tante belle parole della Brinc. Così in breve tempo sia la società che il suo CEO si sono affrettati a sminuire l’importanza del filmato del drone-taser, il primo sostenendo che il video sia stato falsificato, e la seconda affermando di non aver mai costruito nessun drone-taser, e che ciò che vediamo nel video è solo un meccanismo ad aria compressa che scaglia contro l’uomo un dardo taser lungo il cui cavo non passa alcuna corrente ad alto voltaggio (evidentemente non solo le due versioni non combaciano, ma sembrano confermare paradossalmente le critiche che vengono mosse).
Nel frattempo la storia del drone taser è diventata virale e, anche se non disponibile direttamente su Youtube, le immagini del video sono state riprese da diversi notiziari.



