Reportage: le Canarie dall’alto, dopo la devastazione del vulcano

Di Enrico Pescantini
immagine di instagramlogowww.instagram.com/pescantini

Il celebre fotografo volante Enrico Pescantini presenta ai lettori di DronEzine gli effetti della devastante eruzione del vulcano Cunbre Vieja all’isola di La Palma

immagine di DJI 0933
La maggior parte delle case è invece persa, o perchè scomparsa sotto la cenere, o distrutta dalla lava, o semplicemente irraggiungibile attraverso la roccia, come questa villa che ho trovato durante l’esplorazione del drone, completamente isolata dai centri abitati.

A fine dicembre 2021 si è conclusa la devastante e spettacolare eruzione sull’isola La Palma, alle Canarie, che ha sconvolto gli abitanti dell’isola per oltre 3 mesi.

Il vulcano Cumbre Vieja ha di fatto sconvolto tagliato a metà l’isola, ricoprendo oltre 1200 ettari di territorio, distruggendo o rovinando oltre 3000 edifici.

I media di tutto il mondo hanno visto foto spettacolari dell’eruzione vulcanica: non avendo potuto documentare in diretta gli avvenimenti (anche per la chiusura di fatto dello spazio aereo dell’isola), ho deciso di realizzare un reportage fotografico a distanza di 2 mesi dalla fine dell’emergenza, per vedere gli effetti devastanti che la natura ha portato su questa isola delle Canarie.

Lo spettacolo visto dal drone lascia semplicemente senza parole: non solo la lingua di lava (ora divenuta fumante roccia vulcanica) ha di fatto tagliato a metà l’isola, ma l’intero paesaggio è completamente ricoperto da tonnellate di cenere, che sommerge ogni cosa, foreste, case, strade, interi centri abitati.

Tantissimi abitanti hanno perso la loro casa, e altrettanti non hanno potuto ancora fare ritorno ai loro paesi, a causa di fumi e gas velenosi che ancora fuoriescono dalla montagna.

Una delle principali esportazioni dell’isola La Palma sono le banane, e ovunque si trovano piantagioni: la lingua di lava proveniente dal Cumbre Vieja ha di fatto tagliato una delle zone più ricche e fertili dell’isola, bruciando intere piantagioni, con devastanti effetti sull’economia dell’isola.

 

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