I NOTAM mandano in tilt i voli negli USA. E i piloti cominciano a non poterne più

Un guasto al sistema dei NOTAM, gli avvisi a chi vola, nei giorni scorsi ha causato ritardi e caos nel trasporto aereo statunitense, uno tsunami di ritardi e cancellazioni che ha fatto infuriare pure il presidente Biden che ha chiesto un’inchiesta approfondita sulla vicenda.

Ma è da tempo che molti piloti, specialmente americani, non ne possono più dei NOTAM, bollettini di difficile lettura che vengono emessi per qualsiasi cosa: avvisi importanti sulla sicurezza, certo, ma anche spettacoli di fuochi artificiali, stormi di uccelli, lanci di paracadutisti e naturalmente alcuni tipi di operazioni con i droni, che poi è il motivo principale per cui i dronisti conoscono questo sistema nato nell’800 per gli avvisi ai naviganti e poi esteso agli aeroplani nel dopoguerra.

E da allora è cresciuto a dismisura, l’anno scorso sono stati 2 milioni, in costante in crescita. Fino a diventare, nell’opinione di Robert Sumwalt, all’epoca chairman del National Transportation Safety Board,  “giusto un mucchio di spazzatura a cui non bada nessuno“, un giudizio decisamente tranchant che risale al 2018 e aveva aveva fatto scalpore, tanto che nello stesso anno il Congresso a stelle e strisce aveva cominciato a chiedere una semplificazione, cominciando con il creare una interfaccia che trasformasse il mucchio di acronimi che compongono un messaggio NOTAM in una frase di immediata comprensione, dal momento che la complessità della struttura di un NOTAM è essa stessa un problema, come afferma Thomas Anthony, direttore del programma Aviation Safety and Security dell’University of South California: “La complessità del sistema ti confonde il cervello (mind blogging nell’originale inglese, ndr).  Ogni aeroporto può emettere il suo, e per dare un idea negli Stati Uniti ci sono 13.152 aeroporti”.

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Struttura di un NOTAM

 

Ma non è chiaro a che punto sia la riforma dei Notam chiesta dal Congresso nel 2018:  secondo Anthony “ci stanno ancora lavorando“, e intanto sono passati 5 anni.

E 8 mila professionisti del volo americani, piloti e utenti del sistema NOTAM  hanno creato un sito web dal titolo inequivocabile “Death to Notams” e creato una associazione, OPS Group, che chiede a gran voce di semplificare i bollettini, definendola una priorità chiave: “La codifica,  talvolta in codice Q e l’uso esclusivo delle maiuscole li rende di difficile comprensione, e non tutti i piloti conoscono ogni abbreviazione, così diventa difficile identificare nella massa di avvisi quelli effettivamente utili” scrive Fixingnotams.org.

David Mumford, portavoce di OPS Group, commentando il caos causato dal blocco del sistema NOTAM ha dichiarato che “Per la sicurezza è stato giusto fermare i voli se il sistema dei NOTAM è andato in tilt. Ma questa vicenda dimostra quanto antiquato e vulnerabile sia il sistema dei NOTAM”.

La buona notizia è che qualcosa si muove: in ICAO  il NOTAM focus group of WG-A  sta lavorando per definire una sostituzione dell’attuale sistema NOTAM che dovrebbe essere integrato nel quadro del System-Wide Information Management (SWIM), mentre a livello FAA, l’Enac americana ha l’obiettivo di risolvere i principali problemi dei NOTAM negli Stati Uniti e ha messo online Notam Search, un moderno sito di ricerca basato sul Web che consente di semplificare l’ordinamento, il filtraggio e la ricerca di parole chiave nei Notam. E anche in Europa qualcosa si muove, Eurocontrol si occupa del problema attraverso il Digital Notam Program che alla base ha una idea semplice: una base dati più strutturata per emettere NOTAM digitali di facile comprensione.

 

 

 

 

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