Ci sono anche dei droni formato tascabile tra le tecnologie emergenti che l’esercito italiano sta sperimentando nell’ambito del modello di innovazione INNOVARMY, che alimenterà le prossime attività nel settore delle nuove tecnologie e che l’Esercito ha deciso di applicare dal prossimo ciclo della sperimentazione.
Come riporta il sito del Ministero della Difesa, “Tramite la pubblicazione di periodiche call tecnologiche, la Forza Armata conta di intercettare tecnologie innovative utili alla soluzione dei problemi operativi oggetto di studio e facilitarne il loro impiego”.
Dopo il termine del primo ciclo della sperimentazione, avviata all’inizio del 2022 al fine di comprendere come trarre il maggiore vantaggio e impiegare al meglio le nuove tecnologie nell’esecuzione dei compiti fondamentali della Forza Terrestre, l’Esercito ha presentato i risultati sui “Robotics & Autonomous Systems”, in breve “RAS “, e su come il loro utilizzo influirà sul modo di condurre le operazioni militari anche sul campo.
Per fare un esempio, i mini droni tascabili ai quali accennavamo prima possono essere attivati dai soldati per librarsi in aria in pochi secondi e, da lì, offrire una immediata panoramica tattica della situazione, segnalando l’eventuale presenza nonché la posizione del nemico. In questo modo non solo si evita ai militari di esporsi in prima persona, ma si migliora doppiamente la loro sicurezza perché è grazie alle preziose informazioni riportate dai droni che si può aumentare la consapevolezza situazionale del team a vantaggio dell’incolumità dei suoi membri. Si tratta di modelli leggeri e silenziosi, in grado di volare fino a un massimo di 25 minuti, che non hanno difficoltà a trovare spazio all’interno della pur nutrita dotazione tecnologica di cui i militari dispongono.
Non ci sono però solo i droni tra le innovazioni tecnologiche in fase di sperimentazione che sono in grado di assolvere i compiti relativi alla logistica distribuita e compiere missioni di natura tattica in modo efficace, sostituendosi ai militari nel cosiddetto “ultimo miglio” del campo di battaglia. Nuovi dispositivi robotici ad esempio possono occuparsi di rifornire le prime linee impegnate nei combattimenti trasportando le munizioni, così come altri modelli possono farsi carico dell’evacuazione dei feriti: tutti compiti che tradizionalmente vengono invece svolti da altri militari che, nel frattempo, sono esposti al fuoco nemico.
Durante il primo anno di sperimentazione l’Esercito, supportato dall’azienda MILREM Robotics, ha condotto attività di studio ed esercitazioni – anche in ambiente virtuale – per valutare gli eventuali benefici derivanti dall’impiego della tecnologia RAS nella condotta di attività tattiche in ambiente urbano. I risultati hanno consentito di sviluppare concetti di impiego e acquisire elementi di informazione utili, sia a orientare la strategia di introduzione in servizio dei RAS sia a supportare il processo generale di sviluppo capacitivo della Forza Armata.




