Importante svolta nelle procedure per volare legalmente col drone in Estonia. Nella repubblica baltica, fino a pochi giorni fa, gli operatori di droni erano costretti a coordinare di volta in volta i loro voli con l’Amministrazione dei Trasporti, facendo richiesta di approvazione almeno 3 giorni lavorativi prima del volo programmato, mentre adesso possono volare basandosi direttamente su quanto riporta la nuova applicazione cartografica nazionale, disponibile sul sito internet dei Servizi di Navigazione Aerea Estone (Lennuliiklusteeninduse AS) a questo link: https://aim.eans.ee/droonikaart/, che sostituisce la precedente applicazione https://drooni.app/.
L’applicazione riporta le mappe di volo e i dettagli di contatto dell’autorità che concede il permesso di volare nelle singole aree, solo per le aree geografiche permanenti, mentre rispetto alle restrizioni di volo temporanee resta l’obbligo legale per gli operatori di verificare la presenza di eventuali NOTAM sul sito ufficiale all’indirizzo https://aim.eans.ee/et/notampib prima di avviare le operazioni.
In sostanza ora la procedura standard per volare coi droni in Estonia, salvo eventuali permessi speciali necessari per zone ad hoc, è nella sostanza simile a quella che hanno i dronisti italiani, che si basano sulle mappe del portale D-Flight, e in generale uniformata alla maggior parte degli Paesi EASA, di cui ricordiamo che l’Estonia è membro. A questo proposito ricordiamo che su questa pagina trovate la nostra raccolta completa dei riferimenti ufficiali su normative e mappe sui droni nei vari Paesi europei.
L’obbligo di coordinazione non serve più perché, come ha spiegato Mait Roomus, ispettore capo per gli aeromobili senza equipaggio presso l’unità operazioni di volo dell’Amministrazione dei Trasporti, “Quando si creano nuove aree (sulla mappa), vengono analizzati attentamente vari rischi e, di conseguenza, vengono stabilite regole per le aree affinché il volo avvenga in sicurezza”.
La prassi pre-volo diventa quindi molto più semplice, ma ovviamente il volo dei droni rimane soggetto sia alla registrazione dell’operatore nel sistema di informazione sulla sorveglianza della sicurezza del volo (LOIS), sia alle specifiche condizioni di volo aggiuntive valide nelle aree geografiche permanenti stabilite per l’area presa in considerazione, che ad esempio possono riguardare i confini orizzontali o verticali dell’area o l’obbligo di notificare l’unità responsabile dei servizi di traffico aereo. “In alcune località, ad esempio, i piloti di droni hanno l’obbligo di ottenere l’autorizzazione dall’unità di controllo del traffico aereo o di informare l’unità di servizio informazioni sul volo dell’aeroporto sulle loro attività prima del volo”, ha affermato Madis Prink, responsabile del progetto presso il dipartimento di sviluppo aziendale dei Servizi di Navigazione Aerea Estone.
Salvo questi casi specifici, però, le aree geografiche individuate dalle mappe ufficiali rendono molto più facile il lavoro della maggior parte dei piloti, ma anche il controllo del traffico aereo. Lo stesso Prink spiega infatti che “La maggior parte dei voli non richiede più una coordinazione pre-volo, e solo i voli aerei senza equipaggio in una categoria speciale necessitano di un’approvazione dell’Amministrazione dei Trasporti. Tuttavia, in determinate circostanze, è necessario chiedere l’autorizzazione all’unità responsabile del controllo del traffico aereo prima di avviare le operazioni, e questa informazione verrà visualizzata dagli utenti nell’applicazione della mappa”.
Il riferimento è a quelle aree ad hoc individuate dall’ordinanza governativa dell’autunno 2022 per motivi di sicurezza e protezione ambientale, con le restrizioni di volo che riguardano riserve naturali, aree designate dalla Polizia e dalla Guardia di Frontiera, ad esempio vicino ai confini nazionali, e in aree stabilite per motivi di sicurezza sopra vari siti nell’area di amministrazione del Ministero della Difesa e del Ministero della Giustizia.




