Tracciamento dei Droni: nuova app approda su PlayStore

Nella storia del settore dei droni, il 2023 sarà conosciuto come quello dell’avvento del Remote ID, ossia la “targa” obbligatoria che identificherà moltissimi droni che voleranno in futuro.

Sebbene si parli dell’implementazione di questa funzione di riconoscimento dei droni in diversi Paesi e da diversi anni, sarà solo nei prossimi mesi che il remote ID esordirà ufficialmente come misura obbligatoria per alcuni tipi di droni, e lo farà per la prima volta al mondo in Giappone a giugno (trovate sotto il video prodotto dal Ministero del Territorio, delle Infrastrutture, dei Trasporti e del Turismo che spiega come funzionerà il sistema), seguito a settembre dagli USA, mentre nei Paesi EASA, inclusa l’Italia, l’appuntamento è rimandato alla data del 01/01/2024.

Nel frattempo però stanno cominciando a diffondersi i primi servizi e strumenti collegati all’identificazione remota dei droni. Tra questi, qualcuno ha notato la recente comparsa sul Google Play Store di AirSentinel, un’applicazione che offre agli utenti la possibilità di tracciare i droni in tempo reale, fornendo informazioni dettagliate sulla posizione, l’altitudine e la velocità del drone.

Con un’interfaccia intuitiva e facile da usare, inoltre, l’applicazione offre anche funzionalità di pianificazione del volo e registra automaticamente i dati di volo per un’analisi successiva, ossia servizi rivolti soprattutto all’utenza professionale.

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Schermata coi dati presentati dall’app AirSentinel

Il team dietro AirSentinel ha lavorato duramente per garantire che l’applicazione sia compatibile con una vasta gamma di droni e sistemi di controllo, quindi gli utenti possono utilizzare l’app indipendentemente dal tipo di drone che possiedono o dal sistema di controllo che utilizzano.

Secondo Alan Erickson, co-CEO di Airsentinel.ai che è la società dietro questa app, l’obiettivo principale è democratizzare la sicurezza dello spazio aereo. “Con il lancio dell’app Airsentinel.ai su Google Play, stiamo facendo un passo da gigante in quella direzione. Funziona e basta”, dice Erickson, che poi afferma come lo scopo della sua app sia quello di fornire alle persone gli strumenti per monitorare e gestire il proprio spazio aereo: “Le aziende private possono trarre grandi vantaggi dalla nostra app salvaguardando i loro locali da intrusioni indesiderate di droni, proteggendo la proprietà intellettuale e garantendo la sicurezza delle loro operazioni. Le organizzazioni di pubblica sicurezza e le città possono anche utilizzare l’app per monitorare e controllare le attività dei droni nelle loro giurisdizioni, migliorando la sicurezza e riducendo al minimo le potenziali minacce”.

Agli account base l’app fornisce solo alcune informazioni sui droni in volo, senza rivelare altri dati come la posizione del pilota, che però possono essere resi disponibili a speciali account autorizzati, come ad esempio le forze dell’ordine e gli enti governativi.

Dal momento che si tratta di funzioni e servizi innovativi, è sicuramente presto per tirare le somme su questi sistemi, ma sicuramente nei prossimi tempi, quando le normative dei vari Paesi introdurranno via via l’identificazione remota obbligatoria per alcune classi di droni, avremo sicuramente un più completo e attendibile parere su di essi.

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