Con l’anno nuovo, il regolamento EASA diventa pienamente operativo ed arrivano molte novità, specialmente per chi vola in Specific. Alcune di queste potranno farci risparmiare, come un solo abbonamento PRO a D-Flight per dichiarare più droni, o l’uso di un DOP (Drone Operation Plan) invece di un Notam per i più semplici scenari Specific. Alcuni nodi restano da sciogliere, ma è comunque un passo avanti
Dal 1 gennaio 2024 si apre la possibilità di dichiarare gli scenari standard europei sul sito D-Flight. Contestualmente verrà rilasciata una ricevuta di correttezza e completezza della dichiarazione inviata. In una prima fase non sarà possibile inserire più UAS in una sola dichiarazione, ma questa funzionalità sarà implementata in una successiva release del software D-Flight.
In fase di dichiarazione l’Operatore che in precedenza (entro il 31 dicembre 2023) abbia dichiarato uno scenario standard nazionale, oltre a poter dichiarare gli scenari europei potrà aggiungere nuovi UAS. Gli Operatori che, viceversa, non hanno mai dichiarato Scenari Standard nazionali potranno esclusivamente effettuare solo dichiarazioni per gli scenari europei. che come è noto richiedono, oltre alla formazione specifica, anche i marchi di classe C5 (VLOS) o C6 (BVLOS). Fatta la dichiarazione, anche dopo il 1 gennaio 2024 si potranno inserire altri droni, compresi quelli non marcati per gli scenari italiani.
Un solo abbonamento PRO attivo (24 euro) su D-Flight permette di fare più dichiarazioni senza dover ripagare l’abbonamento, ma potrebbe restare l’obbligo di pagare i 96 euro per il QR Code del drone per ogni nuovo drone dichiarato per le operazioni Specific: in verità questa questione è ancora in discussione in quanto non esplicitamente richiesto da EASA, e anche su questo punto proseguono i colloqui tra ENAC ed d-Flight.
Come siamo messi con i droni C5 e C6 per gli scenari europei?
A proposito di scenari europei, EASA è orientata a non emettere proroghe sulla regolamentazione nonostante la perdurante mancanza di droni marcati C5 e C6 (per C6 ne esistono solo due, uno francese e uno svizzero, per C5 si parla di medie aziende europee che li stanno sviluppando, ma i big extraeuropei non sembrano molto ben disposti a impegnarsi). La linea dura di EASA tenta quindi di forzare l’industria a creare droni marcati per gli scenari standard europei, se sono interessati a rimanere sul mercato delle Specific in scenario standard.
In questa situazione, per la formazione in attesa dell’arrivo di modelli marcati l’unica strada sarà quella di fare pratica sugli scenari europei usando droni similari attraverso una procedura sui PDRA (che è uno scenario dal rischio precalcolato, ma valido solo per il campo dove si fa pratica) che ENAC sta elaborando.
Sciami di droni
D-Flight migliorerà le istruzioni presenti sul proprio sito, al fine di fornire indicazioni chiare su come può essere registrato uno “sciame di droni” utilizzando la modalità “Drone customizzato”
E se non rinnovo l’abbonamento a D-Flight?
Viene anche chiarito che il codice operatore rimane valido anche se non si rinnova l’abbonamento, naturalmente non si possono più sfruttare i servizi connessi con l’abbonamento ma si può volare e si rimane operatori registrati. Chi non è più interessato a volare potrà comunque chiedere la cancellazione della sua registrazione.
Meno Notam, più DOP
Per alcune tipologie di operazioni con UAS in categoria Specific, in particolar modo qualora avvengano in zone in cui è possibile operare senza limiti anche in categoria OPEN, ENAC sta valutando l’utilizzo della DOP al posto dell’emissione di un NOTAM.
Apertura del database D-Flight?
Nel dialogo tra ENAC e D-Flight si è parlato anche dell’opportunità di aprire a terze parti le mappe DF, in modo che possano essere utilizzate da produttori di APP, e si parla anche dello sviluppo di una APP ufficiale D-Flight, cosa di cui si sente davvero la mancanza, visto che non è sempre pratico portare sul campo un computer.
PEC obbligatoria
Una modifica importante è anche l’obbligo di usare una PEC per le dichiarazioni su D-Flight


