È passato un decennio dall’implementazione del primo regolamento sull’impiego di Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (SAPR) da parte dell’Agenzia Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC).
Nel 2014, quel regolamento segnò una pietra miliare nel settore degli Unmanned Aerial Systems (UAS), comunemente noti come droni, aprendo le porte a un nuovo mercato di servizi aerei.
A quel tempo, i droni sul mercato erano più grandi, più pesanti e meno performanti rispetto a quelli attuali. Le specifiche tecniche di un drone consumer moderno erano considerate pura fantascienza.
Le Scuole di Volo erano limitate – in seguito si chiamarono Centri di Addestramento e ora Entità Riconosciute – e gli operatori dovevano far affrontare persino una visita medica al pilota. A cui aggiungere iter autorizzativi complessi, lunghi e costosi per operare in aree urbanizzate.
Tra le aziende che hanno navigato con successo la fase iniziale di sviluppo del settore si distingue Overfly.me srl, fondata nel 2014 a Padova, e tutt’ora attiva su scala nazionale.
Un operatore droni con oltre 10 anni di esperienza, che ha quindi visto nascere e crescere il mercato delle riprese aeree, delle ispezioni e dei rilievi con droni.
Abbiamo intervistato Raffaello Schiavon, fondatore di Overfly.me srl, per esplorare l’evoluzione del settore dei servizi con droni nel corso degli anni.
DZ – Raffaello Schiavon, sono passati 9 anni da quando la nostra rivista ha iniziato ad interessarsi ad Overfly.me in qualità di operatore droni specializzato come ritieni si sia trasformata l’attività degli operatori droni professionali?
“Gli elementi da analizzare sono molti, ma è sicuramente corretto affermare che il mercato è completamente cambiato, e con esso l’attività degli operatori UAS. Se vogliamo riassumere, credo sia giusto considerare 3 punti chiave nell’evoluzione del nostro settore: tecnologia, normativa, barriere di ingresso. Oggi disponiamo di droni eccezionalmente affidabili e performanti. Anche il più basico degli UAS nella flotta Overfly.me ha specifiche tali da poter essere usato trasversalmente in una miriade di attività aeree.
Certo, operazioni specializzate di nicchia vengono eseguite al meglio con droni iperspecialistici, ma è altrettanto vero che, con un investimento minimo, è
possibile pensare di offrire servizi aerei basici a 360°. Questo aspetto, unito alla oggettiva semplificazione normativa del regolamento EASA, ha spalancato le porte del mercato ad una miriade di piloti/operatori tuttofare. Uno scenario inimmaginabile nel 2014.”
DZ – intendi quindi dire che il mercato di oggi è saturo di offerta?
“Si è saturata una particolare tipologia di offerta, quella a basso valore aggiunto.
Chiunque può comprare un drone da € 500 ed operare legittimamente sul mercato. La concorrenza sarà spietata, ed il cliente cercherà solo il prezzo per un servizio ritenuto assolutamente semplice da eseguire. Fare impresa, se queste sono le premesse, è molto dura!”
DZ – voi quindi, come vi siete evoluti?
“Quando è nata Overfly.me srl, il fatto di essere abilitati a far volare un drone in
città era, di per sé, “il” valore aggiunto, in un contesto competitivo composto da poche decine di competitors. Oggi il mercato chiede una specializzazione fortissima in ogni declinazione del lavoro aereo, e remunera proprio questa specializzazione.
La nostra bravura è stata crescere in vari ambiti del lavoro aereo, approfondendo la nostra specializzazione in ognuno di essi. Può sembrare un controsenso in termini, ma ci siamo specializzati su più fronti, non necessariamente similari. La nostra bravura sta proprio lì.”
DZ – che suggerimenti daresti ad un pilota che vuole trasformare il volo del proprio drone in un’opportunità di guadagno?
“Se si cerca un secondo lavoro, e si vuole portare a casa qualche centinaio di
Euro al mese scattando qualche bella foto cielo, non servono particolari suggerimenti.
Ma se si vuole fare del volo di droni il proprio lavoro al 100%, è necessario partire con le idee chiare, definire la propria specializzazione, ed identificare il target. Quindi comprare un drone dimensionato alla fase di avvio o di sviluppo del proprio progetto.
E’ utile ricordare che i clienti pagano per le competenze, non per il costo del drone che si fa volare. Investire in formazione è necessario tanto quanto avere il giusto equipaggiamento.”



